L'INGANNO PERFETTO

L'INGANNO PERFETTO
  • Data di uscita:05/12/2019
  • RegiaBill Condon
  • Cast:Helen Mirren, Ian McKellen, Russell Tovey, Jóhannes Haukur Jóhannesson
  • Genere:Drammatico

Trama

Il truffatore Roy Courtnay incontra online la ricchissima vedova Betty McLeish e comincia una relazione con lei. I suoi intenti criminali però lasciano presto lo spazio alla nascita di un sentimento che potrebbe cambiargli la vita.

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Il giudizio del nostro critico:

di Filiberto Molossi
Comincia che sembra una commedia romantica della terza età, roba da plaid sulle ginocchia aspettando che spiova, poi subito dopo vira nel thriller 2.0, dove il pericolo corre in chat: ma non contento  cambia d'abito nuovamente e assume le sembianze di un heist movie, nel mai troppo scontato gioco del gatto col topo. Ce ne sarebbe abbastanza, ma no, si abbonda: e allora, svuotando gli scheletri da armadi ricoperti di polvere, flirta con il revenge movie, scomodando addirittura la guerra di spie, il furto d'identità e (tanto per non farci mancare nulla) i fantasmi del nazismo. Il tutto usando l'evidenziatore e la doppia sottolineatura quando sarebbe bastato un umile lapis e una gomma per cancellare e correggere qua e là. È molte cose «L'inganno perfetto»: temo, però, mai quella giusta. 
Palcoscenico ideale per due mattatori dai capelli argento – lei è l'affascinante Helen Mirren, prossimo Orso d'oro a Berlino, lui l'ottantenne  furfantesco Ian McKellen, classe old England -, il film di Bill Condon (suo «La Bella e la Bestia» versione «umana») è un thriller sovrabbondante di vicoli ciechi privi di uscite di sicurezza il cui marchingegno narrativo, che si vorrebbe oliatissimo, è in realtà, ancora prima che contorto, poco credibile: anche perché è abbastanza chiaro, da un certo punto in avanti, chi comanda la partita e chi solamente crede di farlo.
Roy e Betty si conoscono su un sito di appuntamenti, dove, mentono innocentemente per apparire migliori di quello che sono: ma i segreti e le bugie che nascondono  sono decisamente più ingombranti di quello che si possa immaginare...  
Non riveliamo di più, se non che, nel suo gioco di scatole cinesi, il film, inizialmente garbatamente sottotono, si scatena successivamente in una serie di colpi di scena per lo più molto attesi, perdendosi completamente, all'asfissiante ricerca di un effetto sorpresa già scemato,  nel finale - che Condon sovraccarica in  modo eccessivo -, tra i più brutti, scombinati e iperbolicamente rattoppati dell'ultimo decennio.
Giudizio 3/5
 

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