IL PRIMO NATALE

IL PRIMO NATALE
  • Data di uscita:12/12/2019
  • RegiaSalvatore Ficarra, Valentino Picone
  • Cast:Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Massimo Popolizio, Roberta Mattei
  • Genere:Commedia

Trama

Salvo, ladro di arte sacra, un giorno sottrae alla chiesa di padre Valentino un bambinello di grande valore. Scoperto con le mani nel sacco, fugge a perdifiato nella campagna, inseguito dal prete: la corsa dei due finisce miracolosamente nell'anno zero, in cui Salvo e Valentino si ritrovano teletrasportati per caso. Inseguiti da Erode, sulle tracce di due stranieri in possesso di informazioni precise sull'arrivo del Salvatore, i due finiscono per unirsi ai ribelli Zeloti. Ma le differenze di carattere tra Salvo e Valentino finiranno per pesare, e non poco, sulla storia del Natale.

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Il giudizio del nostro critico:

di Gianluigi Negri
Ok che si può anche pensare a «Non ci resta che piangere». Ma là c’erano Troisi e Benigni. Ok che non c’è niente di meglio in giro nel cinema natalizio italiano. «Industria» che, con o senza panettone, è costretta a riproporre gli stessi attori  sempre con cadenza biennale e sempre nello stesso periodo. Ok che si vuole essere garbati e corretti, con la giusta attenzione nei confronti del tema delle migrazioni, inevitabilmente urgente e attuale. Ma il buonismo non è un lievito che, automaticamente, trasforma un film in un dolce da maestri. Specie se si esagera con lo zucchero. Specie se si impasta male, volendo «impastare» troppo. Ossia correndo un po’ di qua, un po’ di là. Un po’ avanti, un po’ indietro nel tempo. Passando da una «comunità» all’altra, cercando di portare il presente (ed il presepe) nel passato, all’anno zero. E facendo pure il contrario: cercando di portare il passato (ed il presepe) nel presente. Eh sì, siamo alla crisi del settimo film: ne «Il primo Natale» sembra che Ficarra & Picone abbiano sudato solo sei camicie. La settima rimane linda e immacolata: preservata da una sottile svogliatezza, che si tenta di nascondere con una messinscena (ricca) da film biblico, in un’opera sfilacciata, con equivoci e battute sempre «gentili», inseguendo l’illusione che si possa diventare tutti più buoni. Nel loro viaggio nel tempo, Ficarra & Picone (anche registi) ripassano un po’ di catechismo, con tanto ecumenismo e troppo semplicismo.
Giudizio: 1/5

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