LA RAGAZZA D'AUTUNNO

LA RAGAZZA D'AUTUNNO
  • Data di uscita:09/01/2020
  • RegiaKantemir Balagov
  • Cast:Vasilisa Perelygina, Konstantin Balakirev, Olga Dragunova, Viktoria Miroshnichenko
  • Genere:Drammatico

Trama

Leningrado, 1945. La guerra è finita ma l'assedio nazista è stato feroce e la città è in ginocchio. Iya è una ragazza bionda, timida e altissima, che ogni tanto si blocca, per un trauma da stress. Lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del piccolo Pashka. Ma quando la vera madre del bambino, Masha, torna dal fronte, lui non c'è più. Spinta psicologicamente al limite dal dolore e dagli orrori vissuti, Masha vuole un altro figlio e Iya dovrà aiutarla, a tutti i costi.

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Il giudizio del nostro critico:

GIULIA CICCONE
È un cinema denso, quello di Balagov, di sentimenti complessi e di scenari aspri. Non ancora trentenne e già alla sua opera seconda (l’esordio è stato con l’acclamato «Tesnota»), il regista russo ha una consapevolezza di regia ed una durezza delle storie per cui si rimane increduli della sua giovane età. Premiato per la regia a Cannes nella sezione Un Certain Regard e per le attrici al festival di Torino (straordinarie davvero le interpreti), affronta il tema della persistenza della guerra nella mente dei sopravvissuti, tra le ferite fisiche e morali che continuano a sanguinare. 
Al termine della seconda Guerra Mondiale e dell’assedio di Leningrado, l’altissima Iya (la «Spilungona», come recita il titolo originale) lavora in un ospedale militare e alleva il figlio dell’amica Masha. Quando Masha rientra a Leningrado, scoprirà che il figlio è morto e cercherà, con l’aiuto di Iya, di avere una nuova gravidanza. Con una fotografia elegantissima, che dona una tonalità ocra alla gelida Russia e pennella di verde speranza le abitazioni dei superstiti, si delineano due ritratti indimenticabili di donna. Lontane da ogni tipo di morale (ciò che conta è restare in vita), le due protagoniste impersonificano una la morte, l’altra la vendetta e il riscatto, rimanendo legate tra loro da un gioco perverso di desiderio e di colpa. Eppure, in questo soffocante scenario di macerie umane, ciò che rimane è l’umana spinta a prendersi cura degli altri.


GIUDIZIO ****
 

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