JOJO RABBIT

JOJO RABBIT
  • Data di uscita:16/01/2020
  • RegiaTaika Waititi
  • Cast:Scarlett Johansson, Taika Waititi, Sam Rockwell, Rebel Wilson
  • Genere:Commedia

Trama

Jojo ha dieci anni e un amico immaginario dispotico: Adolf Hitler. Nazista fanatico, col padre 'al fronte' a boicottare il regime e madre a casa 'a fare quello che può' contro il regime, è integrato nella gioventù hitleriana. Tra un'esercitazione e un lancio di granata, Jojo scopre che la madre nasconde in casa Elsa, una ragazzina ebrea che ama il disegno, le poesie di Rilke e il fidanzato partigiano. Nemici dichiarati, Elsa e Jojo sono costretti a convivere, lei per restare in vita, lui per proteggere sua madre che ama più di ogni altra cosa al mondo. Ma il 'condizionamento' del ragazzo svanirà progressivamente con l'amore e un'amicizia più forte dell'odio razziale.

Guarda il trailer

Il giudizio del nostro critico:

MICHELE ZANLARI
Non lo sai, è questo l’importante. I sorrisi del trailer, il gioco con i generi, le inquadrature geometriche e le citazioni non bastano a raccontarti l’esperienza di spettatore di fronte ad un’opera destabilizzante come «Jojo Rabbit». Nel mondo rovesciato di un bambino fervente nazista che ha Hitler come amico immaginario, l’ingresso nell’adolescenza ha il profilo di una cornice di Wes Anderson, l’innamoramento cresce negli elementi linguistici dell’horror e un personaggio in stile Anna Frank diventa la chiave dei sentimenti nascosti nell’età adulti. Semplice? Difficilissimo.
Non l’inatteso ma il poco confortevole è l’orizzonte del cinema indipendente contemporaneo. Taika Waititi mette da parte l’esperienza fatta con Marvel per scrivere, dirigere ed interpretare - è lui il buffo Adolf - un’opera forse non rivoluzionaria, ma di spropositato coraggio. Il soggetto di «Jojo Rabbit» presenta una rottura di empatia che ti abbraccia e ti respinge, dolce e brutalmente dolorosa. Waititi rovescia più volte il mondo che abbiamo davanti, scambiando il bene per il male, i bambini con gli adulti, la risata con il pianto. Difende la poesia di un tramonto sotto i bombardamenti e rispetta il dolore di una scarpa slacciata nella polvere. Non ci consola, la cosa più importante di tutte.

GIUDIZIO ****

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