THE LODGE

THE LODGE
  • Data di uscita:16/01/2020
  • RegiaSeverin Fiala, Veronika Franz
  • Cast:Richard Armitage, Katelyn Wells, Riley Keough, Jaeden Martell
  • Genere:Drammatico

Trama

Mia e Aiden sono fratello e sorella, lei poco più di una bambina, lui un adolescente, e da poco hanno perso la madre. Da sei mesi vivono con il padre Richard, il quale vorrebbe che i figli conoscessero meglio la nuova fidanzata Grace, di diversi anni più giovane e con alle spalle un passato traumatico. Per Natale Richard organizza una vacanza in una casa isolata nei boschi, ma viene richiamato in città da un impegno: rimasti soli, Mia, Aiden e Grace sono costretti a passare il tempo insieme, circondati dalla neve e dentro una casa caricha di misteri e tensione.

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Il giudizio del nostro critico:

GIANLUIGI NEGRI
Due registi austriaci (legati a Ulrich Seidl: lei è la sua compagna, lui suo nipote) e una produzione britannica, canadese, statunitense. L’horror «The lodge» segue fredde geometrie e si muove su più piani, recuperando alcune tematiche del precedente «Goodnight mommy», sempre diretto da Veronika Franz e Severin Fiala. Sospeso sul confine tra vita e morte, realtà e follia, «The lodge» si poggia sulla volontà di astrarre piani temporali e spaziali (ma anche religiosi e psicologici) e di giocare con le regole dell’horror isolazionista. Un padre porta la nuova compagna (molto più giovane di lui e con un trauma devastante alle spalle) insieme ai due figli in uno chalet sperduto tra i boschi, durante le vacanze di Natale, per poi tornare in città per suoi impegni. Neve ovunque, silenzi e incomprensioni: rancore e pentimento, buio (tantissimo, con una fotografia che in più di un’occasione tende a non far capire bene, confondendo) e gelo, inspiegabili fenomeni, angoscia e inquietudine. Il generatore si rompe. Cibo, vestiti e farmaci scompaiono. È tutto nella testa di lei? Sono i fantasmi del passato? Sono i ragazzi che rimpiangono la madre da poco suicidatasi? Sono presenze soprannaturali che «contrastano» con i diversi simboli religiosi appesi alle pareti? Sono vivi o sono morti? Tante strade aperte, troppe. Compresa la «lastra di ghiaccio» dell’illogicità (e dell’inverosimiglianza), sulla quale pericolosamente si scivola. Con il rischio di farsi male.

GIUDIZIO **

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