LASCIAMI ANDARE

LASCIAMI ANDARE
  • Data di uscita:08/10/2020
  • RegiaStefano Mordini
  • Cast:Stefano Accorsi, Valeria Golino, Serena Rossi, Maya Sansa
  • Genere:Drammatico

Trama

Marco e Clara erano una coppia felice il giorno in cui si sono trasferiti con il loro figlioletto Leo in una bella casa veneziana con una caratteristica incantevole: una delle stanze si trasforma in una camera oscura che proietta sule pareti le immagini fluttuanti del Canal Grande. Purtroppo però quella casa si trasforma in un luogo davvero buio quando Leo muore a soli cinque anni. Passa il tempo e Marco, divorziato da Clara e trasferitosi in una nuova casa, ha ritrovato una misura di serenità con Anita, che aspetta un figlio da lui. Ma una misteriosa imprenditrice, Perla Gallo, avvicina l'uomo per dirgli che ha comprato la sua vecchia casa e che suo figlio avverte la presenza di Leo nella sua stanza. Da lì per Marco e Clara inizia la ricerca di una verità seppellita nella memoria.

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Il giudizio del nostro critico:

Venezia, l’acqua alta, il cielo plumbeo. Quelle vecchie case sui canali, in cui il sole penetra nelle fessure, trattiene immagini e le riflette sui muri, come una camera oscura. 
Una storia di perdita e di senso di colpa. Detto così sembra il thriller paranormale perfetto. Invece «Lasciami andare», ispirato al romanzo di Christopher Coake del 2012 «Sei tornato» e diretto da Stefano Mordini («Il testimone invisibile», «Gli infedeli») è tutt’altro: un mystery thriller che non è mai all’altezza di esserlo, una ghost story senza nessuna tensione che sfocia in un dramma immobile. C’era una volta una famiglia: Marco (Stefano Accorsi), Clara (Maya Sansa) e il piccolo Leo. Che però ora non c’è più, se n’è andato a causa di un incidente. Ai suoi genitori sono rimasti il dolore e i «se». Marco si è rifatto una vita e sta per avere un altro figlio con la nuova compagna Anita (Serena Rossi). Tutto bene, almeno finché Perla (Valeria Golino), imprenditrice tornata in Italia dall’America, non va a vivere nell’ex abitazione della famiglia, dove - sostiene lei - Leo sembra in qualche modo essere tornato. 
Più che dal mistero, la storia è schiacciata dalla prevedibilità, con una regia che soffoca gli attori in primi piani forzati e riesce a dimenticarsi anche della città, facendo diventare Venezia anonima. E non era semplice. 

Benedetta Bragadini

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