NOMADLAND

NOMADLAND
  • Data di uscita:29/04/2021
  • RegiaChloé Zhao
  • Cast:Linda May, Frances McDormand, David Strathairn, Charlene Swankie
  • Genere:Drammatico

Trama

Empire, stato del Nevada. Nel 1988 la fabbrica presso cui Fern e suo marito Bo hanno lavorato tutta la vita ha chiuso i battenti, lasciando i dipendenti letteralmente per strada. Anche Bo se ne è andato, dopo una lunga malattia, e ora il mondo di Fern si divide fra un garage in cui sono rinchiuse tutte le cose del marito e un van che la donna ha riempito di tutto ciò che ha ancora per lei un significato materico. Vive di lavoretti saltuari poiché non ha diritto ai sussidi statali e non ha l'età per riciclarsi in un Paese in crisi, e si sposta di posteggio in posteggio, cercando di tenere insieme il puzzle scomposto della propria vita.

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Il giudizio del nostro critico:

«Ci vediamo sulla strada».
 Dedicato ai dimenticati. E agli invisibili, agli emarginati. A chi è nessuno per il mondo e nel mondo, in questo mondo, non si riconosce. Su e giù per le badlands, lungo le strade di un’America desolata, in cerca di qualcosa di bello, ovunque esso sia. 
Tra enormi dinosauri di gomma e piatti del servizio buono che non ci fai più nulla: avanti e indietro, già smarriti in un part time dietro l’altro, con pensioni ridicole dopo avere sgobbato una vita, per non sentirsi solo un pacco difettoso di Amazon sotto Natale. 
Eppure andare: come se non fosse rimasto altro da fare. In fuga, perenne (ma non sempre obbligata), dalle logiche del capitalismo e del consumismo, per ritrovarsi - in qualche lontano altrove - comunità, gruppo, tribù. Prima di ripartire, nuovamente soli.

 E’ un’umanità sradicata, privata a forza del sogno americano (ormai ridotto a riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena), piena di fantasmi e sopravvissuti, quella che viaggia sullo schermo in «Nomadland», il film dei tre Oscar (miglior film, regista e attrice protagonista: tutti strameritati), già Leone d'oro all'ultima Mostra di Venezia: un «Furore», ruvido e elegiaco, del terzo millennio che puzza di benzina e sa di abbandono, là dove il viaggio è prima necessità e poi destino, stato d’animo, identità.

Vittima della grande crisi economica, dopo il crac di una città-azienda nel Nevada e la morte del marito, l'ex prof Fern (Frances McDormand, strepitosa) carica i bagagli sul suo furgone e - come tanti altri nomadi moderni - lo trasforma nella sua casa... 
Springsteeniano, autentico, sentito, «Nomadland» della cinese d'America Chloé Zhao è un film toccante e struggente che va alla costante ricerca di ciò che sta oltre l’orizzonte, sublimando, nel mescolare attori professionisti a veri «nomadi» on the road, l’incontro simbiotico tra realtà e finzione, in una continua, ed emozionante, invenzione del vero.

Sulle strade dell'America altra, dove gli houseless privi di  frontiere (nuove o vecchie che siano), messi da parte eppure liberi, vagano alla ricerca di scampoli di solidarietà: per trasformare una scelta obbligata in una scelta di vita.
Filiberto Molossi

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