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Seconda giornata a Cannes, protagonisti Cruz , Bardem e il film "maledetto" di Gilliam Foto

09 maggio 2018, 20:03

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Chissà se nella scelta di Thierry Fremaux di aprire il Festival di Cannes con "Everybody Knows" (Todos lo Saben) di Asghar Farhadi abbia pesato anche l'estetica, ovvero l’indubbia bellezza dei due protagonisti: Penelope Cruz e Javier Bardem, tra l’altro, compagni anche nella vita. E questo in un’edizione del festival con poche star e con incontri stampa 'bruciatì dalla proiezione anticipata il giorno prima. Comunque, in conferenza stampa stamani a Cannes (la prima per un film in concorso), due i temi emersi con forza su tutti: il coraggio di Farhadi di aver girato un film in Spagna, fuori dalla sua cultura (in realtà lo aveva già fatto in Francia con 'Il passatò), e il rapporto tra vita e fiction di Cruz e Bardem. E, solo a margine, si è parlato del destino di questo film in Iran.
«E' vero - dice il regista iraniano premio Oscar per 'Una separazionè - le culture spagnola e iraniana sono diverse, ma i sentimenti e le passioni, come la collera e l’amore, sono uguali in tutto il mondo. Per i sentimenti, per fortuna, non ci sono confini. C'è insomma in questo film 'prossimita»: una cosa che mi piacerebbe arrivasse anche nel mio Paese».
Penelope Cruz, a proposito del fatto di lavorare spesso con il marito, dice: «C'è tra noi come una danza tra realtà e finzione. Solo una volta, quando ero più giovane, mi capitava di portare spesso a casa il mio personaggio, ma ora non mi succede più. Comunque - aggiunge con ironia l’attrice - credo che nel futuro per noi ci saranno meno occasioni di lavorare con Bardem».
'Everybody Knows', girato in spagnolo, racconta la storia di Laura (Cruz) che vive con marito (Darin) e figli a Buenos Aires. In occasione del matrimonio di sua sorella, la donna torna nella sua città natale in Spagna dove accade una tragedia: il rapimento della figlia adolescente Irene.
Ad aiutare Laura sarà Paco (Bardem), suo amore di gioventù ed ex uomo di fatica che, a poco a poco, ha iniziato a riscattarsi fino a comprare quei vigneti dove prima lavorava.
La scelta del thriller, spiega il regista, «mi ha dato l'occasione di mettere in scena temi a me cari da sempre come quello della paternità, ma anche dell’appartenenza e della lealtà. Tutte cose presenti in Everybody Knows».
Sulla possibilità che il film possa approdare in Iran, dice il regista, dissidente moderato: «Spero di girare al più presto un film in Iran e anche che nel mio paese possano vedere Everybody Knows senza tagli».
Mentre sulla coppia Cruz-Bardem nella vita, il regista iraniano ha solo belle parole: «Per me restano un esempio di famiglia felice anche per il loro straordinario rapporto con i figli».
Per Bardem, comunque, nessuna difficoltà nel lavorare con la moglie: «Anzi - dice - tra noi due realtà e finzione si confondono. Era già successo in Escobar. Lavorare insieme ci permette di entrare nella finzione anche meglio».
Infine, in questa edizione del festival declinata al femminile arriva alla coppia di star la domanda se ci sia stata una sperequazione economica riguardo ai loro cachet: «No - replica subito la Cruz -. Abbiamo preso la stessa cifra». 

Il film «maledetto» di Terry Gilliam su Don Chisciotte sarà proiettato in chiusura del festival di Cannes: lo ha deciso oggi il tribunale di Parigi, respingendo il ricorso di Paulo Branco, produttore del film.
«L'uomo che uccise don Chisciotte», che Gilliam ha tentato fra infiniti ostacoli di girare per 17 anni, è stato al centro di una controversia finanziaria fra l’autore e il produttore, in conflitto sui diritti. La partecipazione di Gilliam, 77 anni, al Festival, è in forse dopo che due giorni fa è stato colpito da un ictus, non grave, a Londra.

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