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Addio a Renato Leoni storico parrucchiere

Addio a Renato Leoni storico parrucchiere

di Gian Carlo Zanacca

22 Maggio 2021,10:10

Aveva 103 anni. Il suo salone a Parma in galleria Polidoro

Addio a Renato Leoni, 103 anni, per molto tempo famoso parrucchiere a Parma nel suo salone in galleria Polidoro, ceduto nel 1985 a Rossano Ferretti. Tagli, teste e capelli per lui non avevano segreti, lui che era nato il 13 ottobre 1918, quando non era ancora finita la prima guerra mondiale.

Ha solcato il Novecento interpretando la storia di un secolo segnato da profondi cambiamenti, in prima persona. Nato a Gainago di Torrile da Angelo Leoni e Nice Martini, due agricoltori, era il dodicesimo di 13 figli. Conobbe la dura vita dei campi e poi il fronte, durante la seconda guerra mondiale, quando fu fatto prigioniero, dopo l’8 settembre del 1943, in Albania, dai tedeschi. Riuscì a tornare sano e salvo a Parma e dare avvio ad un’attività che ha visto molti dei suoi fratelli intraprendere lo stesso mestiere prima come barbiere e poi come parrucchiere. Uscire dalla campagna che non dava prospettive per approdare in città, questa fu la sua sfida. Una sfida che ha vinto prima con il negozio da barbiere in via Mistrali, e poi con il grande salto e la realizzazione di un sogno: il salone da parrucchiere attivo negli anni Sessanta, Settanta o Ottanta in galleria Polidoro. Il fratello Italo, più vecchio, gli fece da maestro per poi trasferirsi a Milano, un altro fratello, Giovanni, aprì un negozio in via della Repubblica. Erano gli anni del boom e Renato colse quell’opportunità facendosi apprezzare in città. Nel suo negozio aveva anche molte dipendenti. E si sposò proprio con una di esse nel 1952, Marisa Cavazzini, dalla quale ebbe due figli Marcello nel 1953 e Massimo nel 1957. 

Brillante e spiritoso aveva saputo farsi amare dalla sua clientela, tra cui molte signore del centro e dei negozi che allora davano su via Mazzini. E lui le ricordava ancora. Era nato in campagna e la campagna gli era sempre rimasta nel cuore. Tanto che già nel 1960 aveva acquistato un piccolo podere ad Ozzano Taro dove trascorreva le estati con la famiglia. E poi, nel 1985, dopo il pensionamento, la decisione di trasferirsi ad Ozzano definitivamente. Ha dedicato la propria esistenza al lavoro, che ha svolto con grande professionalità ed impegno, ed alla famiglia. 

Lucido fino a poco tempo fa – ha coltivato il suo orto personalmente fino a 100 anni - è sempre stato una affabulatore, narrando le sue tante esperienze di vita e di lavoro. Lo piangono i figli Marcello con Mafalda, Massimo con Magda, i nipoti Francesca, Nicola, Alberto, Lorenzo e Laura con Marco ed il pronipote Riccardo ed i parenti tutti. 
 

© Riproduzione riservata

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