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Festa dei locali storici: c'è anche al Vèdel

09 Novembre 2021,04:14

Ci sono i due più piccoli al mondo: il Caffè Mulassano e il Caffè al Bicerin, entrambi a Torino. Ma anche Al Vedel di Colorno e alcuni tra i più grandi, come il Pedrocchi a Padova, vero e proprio complesso monumentale. E poi i più copiati al mondo, nonostante la battaglia per difendersi a suon di brevetti internazionali, ovvero lo storico Florian di Venezia, il Caffè Greco di Roma, il Cova di Milano. Ma c'è anche il più «scalmanato», il Gran Caffè Giubbe Rosse di Firenze, che all’inizio del Novecento diventò vero e proprio ring tra tavolini delle più belle litigate e scazzottate dei protagonisti del Futurismo. Fino ai più antichi, come il Ristorante Oste Scuro Finsterwirt di Bressanone, che era aperto già nel 1200. 


Per la prima volta nella loro lunghissima storia, in molti casi multi-centenaria, i locali storici d’Italia aprono le porte tutti insieme per la prima Giornata nazionale a loro dedicata, in programma il 13 novembre. Una grande festa per scoprire bellezza, storie e segreti di questi luoghi diventati negli anni, e ragion veduta, veri e propri ambasciatori del Made in Italy nel mondo e meta di turisti e appassionati. «Un cocktail eccellente lo si cava solo da materiali eccellenti», ricorda Enrico Magenes, presidente dell’Associazione Locali storici d’Italia, citando Jerry Thomas e il suo Manuale del vero gaudente, considerato oggi la Bibbia dei drink. «E in Italia - aggiunge - di eccellenze ne abbiamo tante, a partire da tutti quei locali storici che vivono nel continuo impegno verso il meglio ma nel rispetto della cultura e della storia. Perchè spiriti e sogni, alla fine, non sono poi così lontani». 
A raccontarlo per una giornata, da nord a sud, fino a Lugano in Svizzera, sarà il ricco calendario di appuntamenti, visite guidate e degustazioni diffusi in 75 locali tra alberghi, ristoranti, trattorie, confetterie, pasticcerie, grapperie, caffè letterari (per info e prenotazioni: www.localistorici.it). Così a Bologna si sogna al lussuoso Grand Hotel Majestic «già Baglioni», frequentato dalle anime del Futurismo come Marinetti, Balla, Boccioni e Carrà, ma anche star come Frank Sinatra e Ava Gardner, Lady Diana e Sofia Loren.


Al Vèdel di Colorno (Parma), dove visse Maria Luigia moglie di Napoleone, si potrà scoprire la cantina di stagionatura dei Culatelli del Podere Cadassa e la ricetta storica del Tortel Dols di Colorno. A Roma l’Antico Caffè Greco, non è solo un percorso nell’arte e nella cultura con un elenco infinito di ospiti illustri (qui sono passati Liszt, Bizet, Wagner, Goethe, Casanova, Stendhal e persino Buffalo Bill), ma leggenda vuole che se un cardinale si siede a uno dei suoi tavolini diventerà Papa. Così almeno accadde a Gioacchino Pecci, eletto poi Leone XIII. 


A Napoli, invece, non c'è solo lo storico Gran Caffè Gambrinus, con una visita guidata che torna indietro sino ai tempi di D’Annunzio, Matilde Serao, Croce ed Hemingway, ma per i palati più raffinati anche la Fabbrica di Cioccolato Gay Odin spalanca le porte, con degustazione del caratteristico cioccolatino a forma di Vesuvio, amato da Oscar Wilde ed Eduardo De Filippo. E ancora, come perdere la focaccia con il formaggio che ha reso celebre Manuelina a Recco in tutto il genovese e ben oltre. O al Porto di Savona, che però è a Torino, ecco una specialissima degustazione di varie qualità di Vermouth. Fin giù a Palermo all’Antica Focacceria S. Francesco per i tipici cibi di strada in abbinamento ai vini della cantina Duca di Salaparuta di Casteldaccia. (ANSA). 
 

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