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Nessun decesso a Parma nelle ultime 24 ore. 213 i nuovi positivi

In Italia, l'ultima ondata sembra verso l'esaurimento: i casi diminuiscono ma in 10 regioni i ricoveri salgono

Nessun decesso a Parma nelle ultime 24 ore. 213 i nuovi positivi

28 Marzo 2022,16:23

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 1.268.538 casi di positività, 3.187 in più rispetto a ieri, su un totale di 10.837 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 5.268 molecolari e 5.569 test antigenici rapidi.

Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è il 29,4%. Si tratta di un valore non indicativo dell’andamento generale visto il numero di tamponi effettuati, che nei giorni festivi è inferiore rispetto agli altri giorni e soprattutto i tamponi molecolari vengono fatti prioritariamente su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo.

Vaccinazioni

Continua la campagna vaccinale anti-Covid. Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 10.279.836 dosi; sul totale sono 3.772.320 le persone over 12 che hanno completato il ciclo vaccinale, il 93,9%. Le terze dosi fatte sono 2.736.981.

Il conteggio progressivo delle dosi di vaccino somministrate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati e le dosi aggiuntive somministrate.

Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/

Ricoveri

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 39 (+1 rispetto a ieri, +2,6%), l’età media è di 67,6 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 1.085 (+52 rispetto a ieri, +5%), età media 75,1 anni.

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 1 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 2 a Parma (invariato); 4 a Reggio Emilia (-1); 2 a Modena (+1); 15 a Bologna (invariato); 1 nel Circondario Imolese (invariato), 2 a Ferrara (+1); 4 a Ravenna (invariato); 2 a Cesena (invariato); 6 a Rimini (invariato). Nessun ricovero in terapia intensiva nella provincia di Forlì (come ieri).  

Contagi

L’età media dei nuovi positivi di oggi è di 42,1 anni.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 855 nuovi casi (su un totale dall’inizio dell’epidemia di 262.459), seguita da Modena (418 su 196.166); poi Reggio Emilia (366 su 140.010) e Ravenna (310 su 116.771); quindi Ferrara (278 su 87.692), Rimini (247 su 123.470), Parma (213 su 103.422), Cesena (180 su 71.635); seguono Forlì (115 su 59.823), Circondario Imolese (109 su 39.177) e infine Piacenza, con 96 nuovi casi di positività su un totale da inizio pandemia di 67.913.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, sono 47.331 (-747). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 46.207 (-800), il 97,6% del totale dei casi attivi.

Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Guariti e deceduti

Le persone complessivamente guarite sono 3.928 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 1.204.978.

Purtroppo, si registrano 6 decessi:

1 in provincia di Piacenza (una donna di 90 anni)
3 in provincia di Reggio Emilia (tre uomini, di cui uno di 65 e gli altri due di 87 anni)
1 nel Circondario Imolese  (un uomo di 79 anni)
1 in provincia di Ravenna (una donna di 87 anni).
Non si registrano decessi nelle province di Parma, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 16.229.

Rispetto ai giorni scorsi sono stati eliminati 3 casi, positivi a test antigenico ma non confermati da tampone molecolare.

In Italia, l'ultima ondata sembra verso l'esaurimento: i casi diminuiscono ma in 10 regioni i ricoveri salgono

L’ultima ondata epidemica sembra andare verso un graduale esaurimento: i casi di Covid-19 in Italia tendono a diminuire, anche se i ricoveri ospedalieri - pur non raggiungendo la soglia di allerta a livello nazionale - crescono in 10 Regioni. La situazione appare tuttavia stabilizzarsi, con i nuovi casi giornalieri che hanno raggiunto il plateau. Indicazione, affermano gli esperti, che ci si avvia verso una discesa della curva.
Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) del 27 marzo, l’occupazione dei posti nei reparti ospedalieri di 'area non criticà da parte di pazienti Covid è infatti ferma al 14% in Italia (esattamente un anno fa era al 43%) e dunque sotto la soglia di allerta fissata al 15%. Tuttavia, nelle ultime 24 ore cresce in 10 regioni e in 6 supera il 20%: si tratta di Calabria (34%), Umbria (32%), Basilicata (29%), Sicilia (25%), Marche (22%) e Puglia (21%). L’occupazione delle terapie intensive a livello nazionale, invece, è ora stabile al 5% a fronte del 40% raggiunto esattamente un anno fa, ed è sotto la soglia di allerta del 10% in tutte le regioni. Una fotografia che riflette, pur con fisiologiche fluttuazioni, l'andamento dei contagi che nelle ultime 24 ore, evidenzia il bollettino del ministero della Salute, raggiungono quota 30.710 rispetto ai 59.555 casi di ieri. Le vittime sono invece 95, in aumento rispetto alle 82 di ieri. Su un totale di 211.535 tamponi molecolari e antigenici effettuati, il tasso di positività è al 14,5% (in calo rispetto al 15,5% del giorno precedente). Per quanto riguarda invece i ricoveri, sono 487 i pazienti in terapia intensiva, 23 in più di ieri nel saldo tra entrate e uscite, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 9.496 (+315). Un quadro complessivo che parrebbe andare comunque verso una fase di miglioramento, come spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta: «Ci troviamo in un plateau di nuovi casi giornalieri di contagio che si sono stabilizzati ormai da circa sette giorni attorno a quota 70-71 mila. Verosimilmente - afferma - questo prelude ad una discesa della curva, auspicando che non si verifichi una diffusione del contagio nelle Regioni del nord. La cosa stranissima di questo rialzo consistente di casi è data infatti dall’aumento dei contagi prevalentemente nelle Regioni del centro e del sud mentre le grandi regioni del Nord si sono mantenute con casi sostanzialmente stabili». Tuttavia, «se la circolazione del virus rimane questa - rassicura - non dovremmo avere particolari problemi», mentre il matematico del Cnr Giovanni Sebastiani calcola che è stato raggiunto nella seconda metà della scorsa settimana il picco della percentuale dei positivi ai test molecolari per la diagnosi del virus SarsCoV2.
Sul fronte della campagna vaccinale, invece, si registra uno stallo. Negli ultimi sette giorni (21-27 marzo), avverte la Fondazione Gimbe, abbiamo infatti registrato un ulteriore -25% di nuovi vaccinati e questa discesa riguarda anche le terze dosi e le vaccinazioni in ambito pediatrico che hanno una copertura solo del 33,6%. Uno stallo giudicato rischioso, mentre negli Stati Uniti dovrebbe essere in arrivo a breve l’autorizzazione all’uso di una quarta dose di un vaccino mRna contro il Covid per chi ha dai 50 anni in sù, secondo quanto rivelano vari media. Resta, per tutti, l’invito alla prudenza. Lo indica chiaramente il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, secondo il quale «di fatto la pandemia non è mai finita e quindi, pur essendo l’Italia in una situazione decisamente favorevole per quel che riguarda il livello di copertura vaccinale, non deve mai venire meno l’attenzione alla responsabilità dei comportamenti individuali». Questo anche perchè, avverte Locatelli, «non pensiamo che la variante Omicron sia un banale raffreddore». Lo può essere per i soggetti coperti da un ciclo di vaccinazione ma certamente, conclude il presidente del Css, «non lo è per chi non è adeguatamente immunizzato».

 

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