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Dazi Usa per il Parmigiano (e il prosciutto), Bertinelli: 'Rischio 360 milioni di perdita'

02 ottobre 2019, 18:43

Dazi Usa per il Parmigiano (e il prosciutto), Bertinelli: 'Rischio 360 milioni di perdita'

Per il Re dei formaggi, il Parmigiano Reggiano, si prospetta pesante il conto del verdetto odierno del Wto che ha stabilito che gli Usa potranno imporre dazi ai Paesi europei per 7,5 miliardi di dollari come compensazione per gli aiuti illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus. «Gli Usa - sottolinea il presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli - sono il nostro secondo mercato estero, dopo la Francia. Attualmente vendiamo negli States un totale di 10 milioni di chilogrammi di Parmigiano. E il prezzo medio si attesta a 40 dollari al kg. Se con l'introduzione di tariffe rincarate il prezzo salirà a 60 euro al Kg, stimiamo perdite del 90% del giro d’affari negli Stati Uniti. Il che significa dover trovare nuovi spazi di mercato per 9 milioni di Kg. Il tutto chiedendosi: che c'entriamo noi con gli aiuti giudicati illegali a Airbus? Una diatriba che ora viene fatta pagare a un Paese terzo.». 
«Il sistema Parmigiano Reggiano dà lavoro - ricorda ancora il presidente del Consorzio Bertinelli - a 50mila persone ed è uno dei motori di segno positivo dell’economia italiana». Inoltre, sottolinea ancora, «per la produzione di forme di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano viene trasformato il 40% dell’intera produzione di latte italiano». Secondo i due Consorzi 400.000 forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, senza più sbocco in America, peserebbero tremendamente sugli altri mercati, a cominciare da quello italiano». Intanto, conclude Bertinelli, «si guarda con preoccupazione alla commissione statunitense Dsd che tra una decina di giorni dovrebbe esprimersi su come rastrellare questi 7,5 miliardi che gli Usa potranno imporre dazi agli europei». Ma a tremare sono i produttori di prodotti simbolo della tavola italiana le cui esportazioni negli Usa valgono 4,2 miliardi euro.

Chi rischia

L’agroalimentare Made in Italy rischia di pagare un conto salatissimo, circa un miliardo di euro, dopo il verdetto del Wto che ha ufficializzato l’entità delle compensazioni che gli americani potranno chiedere all’Ue per gli aiuti illegali a Airbus: 7,5 miliardi. La lista dei prodotti interessati dalle misure ritorsive - che potrebbero arrivare ad aumenti tariffari anche del 100 per cento - non è stata definita oggi. Tra una decina di giorni la commissione statunitense Dsd dovrebbe esprimersi su come rastrellare questi 7,5 miliardi, ma a tremare sono i produttori dei simboli della tavola italiana, le cui esportazioni negli Usa valgono 4,2 miliardi euro. 
Di seguito una prima stima dei danni per il nostro settore agroalimentare se si scatenasse una guerra commerciale con gli Usa. 
* PARMIGIANO REGGIANO - Gli Stati Uniti sono il secondo mercato estero, dopo la Francia, per l’export di Parmigiano Reggiano. Attualmente sono esportati 10 milioni di kg l’anno. Attualmente il prezzo del Parmigiano Reggiano negli Usa si attesta attorno ai 40 dollari al kg. Se, a causa dei rialzi tariffari, i listini aumentano a 60 dollari al kg, il Consorzio stima una perdita di quota di mercato del 90%, quindi si apre la necessità di trovare nuovo spazio di mercato per 9 milioni di kg l'anno per il «re dei formaggi». La perdita di fatturato del prodotto esportato negli Usa è di 360 milioni di euro. 

* PROSCIUTTO - Rischiano il nostro e il San Daniele: negli Usa un chilo costa dai 35 ai 60 dollari, dove in italia è dai 28 ai 34 euro. Cambio quasi alla pari. Con i dazi al 100% si arriverebbe a 70-90 euro al chilo. 
* GRANA PADANO - Il sistema Grana Padano, in un anno, subirebbe un danno quantificabile in circa 270 milioni di euro. Con i dazi i produttori temono una perdita record pari a -80%, finanche -90%, di export qualora la tassa passasse da 2,15 dollari a 15 dollari al chilo, facendo alzare il prezzo al consumo fino a 60 dollari al chilo. 
* LATTE - Anche i consumatori italiani e l’industria casearia dovrebbero far fronte a possibili rialzi del prezzo del latte, perchè per la produzione di forme di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano viene trasformato il 40% dell’intera produzione di latte italiano. Secondo i due Consorzi 400.000 forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, senza più sbocco in America, peserebbero tremendamente sugli altri mercati, a cominciare da quello italiano. 
* MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP - Il mercato Usa della mozzarella di bufala campana Dop vale 10 milioni di euro, pari al 7,2% dell’export complessivo. Oggi una mozzarella dop su 3 va all’estero. Gli Usa sono il primo mercato extra Ue, con grandi potenzialità di crescita, nonostante le difficoltà legate alla logistica. Al consumatore americano un kg di bufala campana costa in media 45 dollari (20 euro di produzione +2,5 di dazi +20 euro tra spedizione e intermediazioni). Con eventuali dazi al 100% arriveremmo a 65 dollari al chilo (si calcolano sul prezzo di produzione medio). 
* PROSECCO - Oltreoceano si potrebbero inoltre ridurre i brindisi a Prosecco nonostante l’incremento dell’export nel mercato statunitense del 17% nei primi mesi del 2019. Negli States una bottiglia a scaffale nei drugstore e wine shop può vedere raddoppiato il prezzo di vendita che passerebbe dai 10-15 euro ai 20-30 euro. 
* OLIO E PASTA - L’Italia nel 2018 ha esportato negli Stati Uniti olio d’oliva per 436 milioni di euro, mentre l’export di pasta in Usa ammonta a circa 305 milioni. Per l’olio extravergine d’oliva venduto negli States il prezzo salirebbe da 12,38 euro a 24,77 euro al litro (attualmente non c'è dazio sull'olio). E pure la pasta aumenterebbe sulle tavole americane a 3,75 euro al kg rispetto agli attuali 2,75 euro. Per penne e spaghetti il dazio è in media di 6 centesimi al kg.