Sei in Economia

convegno e protesta

Giovedì le aziende del settore si fermano un'ora per spiegare il loro 'No Plastic Tax'

03 dicembre 2019, 14:30

Giovedì le aziende del settore si fermano un'ora per spiegare il loro 'No Plastic Tax'

Le aziende produttrici di Imballaggi/MACSI a livello nazionale organizzano giovedì 5 dicembre dalle 11 alle 12 un incontro con i lavoratori sulle conseguenze della Plastic Tax. Contemporaneamente le fabbriche si fermano. In un comunicato, Unionplast (Federazione Gomma Plastica di Confindustria) spiega i motivi del convegno e della protesta: “La plastic tax rischia di affossare ulteriormente la competitività di un settore di eccellenza che sta già intraprendendo una transizione verso soluzioni più sostenibili. Dobbiamo evitare il ripetersi di provvedimenti inappropriati che fanno male al Paese” La plastic tax rischia di affossare ulteriormente la competitività di un settore di eccellenza che ha già intrapreso una transizione verso soluzioni più sostenibili. Già oggi, infatti il 15% della plastica utilizzata proviene da economia circolare, con un trend in continua crescita, anche sulla spinta delle dinamiche di mercato. Basti pensare che la domanda di polimeri riciclati è salita nel 2018 del 3,1%, a fronte di una discesa dei consumi di materie plastiche vergini. Con 3.000 aziende operanti in Italia e 50.000 dipendenti diretti l’industria produttrice di imballaggi plastici realizza un fatturato di oltre 12 miliardi di €. È una tassa senza nessuno scopo ambientale, serve solo a fare “cassa” e provocherà solo danni all’ambiente, all’innovazione, all’industria e ai lavoratori".

Contemporaneamente è stata pubblicata una lettera rivolta al presidente della Regione Emilia Romagna, Bonaccini:

Gentile Presidente Bonaccini, le nostre aziende rappresentano la filiera dell’imballaggio plastico agroalimentare dell’ Emilia-Romagna: oltre 300 aziende con oltre 12.000 dipendenti diretti. Siamo una parte decisamente rappresentativa di un comparto italiano leader in Europa. Le chiediamo un impegno forte e risolutivo per dire “NO” alla Plastic Tax, in ogni sua declinazione o diluizione. Una tassa che nulla di etico possiede e che, se diventasse legge, metterebbe a serio rischio di chiusura i nostri stabilimenti produttivi. NO perché:

• la tassa, sia essa di 1 euro o 80, o 20 centesimi al Kilo, diventa un ulteriore peso su di un comparto colpito da attacchi mediatici e dalle prossime limitazioni imposte dall’Europa;

• la tassa limita gravemente un percorso, in parte da alcuni già avviato, verso una maggiore sostenibilità fatta di più riciclo e uso di materiali riciclati. Un percorso di innovazione che richiede investimenti e finanziamenti.

• la tassa si ripercuoterà inevitabilmente sui consumatori con l’aumento dei prezzi al consumo

Siamo pronti ad avviare un serio confronto con gli amministratori pubblici volto a valutare il reale impatto ambientale dei diversi materiali, a sostenere iniziative per la valutazione della reale composizione del littering sulle spiagge italiane e a realizzare vere iniziative di economia circolare. Al contrario, nel caso in cui i risultati fossero negativi, vorremo far sapere ai nostri attuali rappresentanti politici che ci opporremo in tutte le sedi per far valere i nostri diritti. E che non potremmo ritenerci rappresentati dalle scelte politiche dei partiti che voteranno la tassa sulla plastica, contro i nostri interessi e gli interessi della Regione stessa. La Plastic Tax, in qualunque misura approvata, risulterebbe un colpo inferto da questo governo, e dai partiti che lo sostengono, ad un settore che rappresenta una eccellenza italiana in Europa e nel mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA