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E' corsa ai bond nel 2020, Ubi regina in Europa

di Fabio Perego -

19 gennaio 2020, 18:27

E' corsa ai bond nel 2020, Ubi regina in Europa

MILANO L’avvio dei 2020 segna una vera propria corsa all’emissione di bond in Europa. Approfittando della liquidità di inizio anno ne sono stati collocati di diverso tipo con le banche in pole position in un periodo, peraltro, di generale affollamento anche per il prossimo stop legato alla diffusione dei risultati trimestrali.

Tra tutti, a raccogliere più ordini è stata Ubi Banca con una domanda che è stata oltre 15 volte l’importo emesso. L’istituto si è presentato con un subordinato At1 da 400 milioni chiudendo con ordini per 6 miliardi. In un contesto di tassi bassissimi gli investitori hanno fatto a gara per accaparrarsi la cedola del 5,875% a cui è stato prezzato il bond, sensibilmente inferiore, grazie alla forte richiesta, all’indicazione iniziale di prezzo (ipt) del 6,5%. Non è stato da meno Banco Bpm la cui obbligazione (sempre un subordinato da 400 milioni) ha raggiunto una domanda oltre 10 volte l’importo richiesto con ordini per oltre 4,1 miliardi da più di 300 investitori dall’Europa e dall’Asia. Boom di domanda che si è ripetuto anche per Mediobanca con il bond senior non preferred con scadenza cinque anni da 500 milioni di euro che ha raccolto oltre 300 ordini per complessivi 4,5 miliardi (8 volte l’emissione).

Ma la svolta è soprattutto nel green. Lo è stato il bond da 350 milioni di sterline di Cpi Property. Il gruppo proprietario di immobili commerciali nella Repubblica Ceca, a Berlino e in Europa centrale con sede a Lussemburgo e quotazione a Francoforte ha finito con l’incassare ordini oltre 7,4 volte di quanto offerto sul mercato. Stessa cosa è avvenuta per quello da 500 milioni di National Grid. L’emissione della multinazionale britannica di elettricità e gas ha raccolto ordini per 2,7 miliardi di euro, ossia 5,4 volte la richiesta. Energias de Portugal, invece, con il suo 'Green Hybrid’ da 750 milioni ha superato la soglia di 3 miliardi di domanda (oltre 4 volte la richiesta). Mentre il 'Sustainable' da 500 milioni del gigante dell’acciaio Posco ha fermato l’asticella a 4,8 volte la richiesta.

E per fare cassa si è affidata al mercato, per la seconda volta - dopo la prima nel 2017 - anche l’università di Oxford con un bond da 250 milioni di sterline (poco meno di 300 milioni di euro) che si è chiuso con ordini per 870 milioni di sterline (oltre 1 miliardo euro), ovvero 3,5 volte l’emissione.

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