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Investire nel 2020 - Claudio Foschi, Responsabile Global Strategies & Total Return di Eurizon

20 gennaio 2020, 11:24

Investire nel 2020 - Claudio Foschi, Responsabile Global Strategies & Total Return di Eurizon

   Claudio Foschi   
   Responsabile Global Strategies & Total Return di Eurizon   

Mercato azionario: che fare in un contesto internazionale di grande tensione politico-economica? Il dividend yield che ruolo può giocare?
Le vicende geopolitiche sono non prevedibili per definizione, pertanto  non modificheremmo la struttura di asset allocation del portafoglio, che per noi è ancora positiva sulle azioni, purché opportunamente diversificata.  Esistono peraltro strumenti liquidi che possono attenuare la volatilità azionaria nelle fasi di “escalation” dei rischi , come quelle più recenti sul fronte commerciale e militare. Tra le valute lo yen giapponese ha proprietà intrinseche di decorrelazione e protezione molto efficaci, così come il posizionamento sui titoli di stato US. 
I titoli azionari sono cresciuti molto nel 2019 e non sono più in assoluto a buon mercato, specie in Usa. Tuttavia restano attrattivi in termini relativi ai bond e al cash, grazie a un rendimento da dividendi molto superiore ai rendimenti attesi sulle obbligazioni di buona qualità. Tale redditività andrà però confermata dalle aziende quotate nei prossimi mesi dopo un anno stagnante.      

Mercato obbligazionario: troppo rischioso indirizzarsi sui mercati emergenti?
Al contrario, le obbligazioni emergenti offrono mediamente tassi reali positivi e spread interessantissimi rispetto ai bond americani di qualità in un contesto macro migliorato, con segnali di stabilizzazione e potenziale ripesa dopo le tensioni del 2018-2019 legate al rallentamento dell’economia cinese. I rischi sui bond emergenti sono più relativi a una mancata diversificazione per emittenti e paesi, con possibili concentrazioni su aree instabili del mondo 

Gli Etf potrebbero la scelta giusta come alternativa a azioni e obbligazioni 
Gli ETF investono sui mercati con replica dei principali indici, riflettendo i rischi sottostanti, azionari, obbligazionari e valutari come qualunque altro strumento. I bassissimi costi degli etf possono supportare operatività tattica su mercati molto liquidi ed efficienti come l’azionario dei paesi sviluppati. Una gestione attiva meno legata alla composizione degli indici e «selettiva» per settori e aree geografiche, può però essere opportuna in un anno «maturo» del ciclo economico come appare il 2020.

Aumenta la liquidità in cc e di deposito: i rendimenti sono bassi ma con i Bot in terreno negativo possono essere una risorsa?
Non esistono scorciatoie nella ricerca di maggiori rendimenti rispetto a C/C e certificati di deposito o strumenti similari. Con un minimo di orizzonte temporale (18-24 mesi) si può accedere alla costruzione «professionale» (in forma di gestione o consulenza)  di portafogli a basso rischio, diversificati, con costi contenuti. Ritengo che sia una soluzione da preferire rispetto alla ricerca di  rischi idiosincratici su obbligazioni singole a bassa qualità del credito.

Cerchiamo un'alternativa: oro, petrolio, private market...
Le materie prime, energetiche, metalli industriali o preziosi (es oro), possono diversificare il portafoglio a fronte di rischi geopolitici, inflazione, ecc. ma impongono una gestione professionale non facile, anche in termini di complessità degli strumenti utilizzati (es ETF total return, futures). L’investimento in fondi di private equity/debt e in progetti infrastrutturali sembra la nuova frontiera per l’allocazione efficiente indirizzata al medio e lungo termine con portafogli sempre più legati all’andamento dell’economia reale.