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Investire nel 2020 - Generoso Perrotta, Responsabile dell'Advisory di Banca Generali  

20 gennaio 2020, 11:06

Investire nel 2020 - Generoso Perrotta, Responsabile dell'Advisory di Banca Generali  

   Generoso Perrotta    
   Responsabile dell’Advisory di Banca Generali   

Mercato azionario: che fare in un contesto internazionale di grande tensione politico-economica? Il dividend yield che ruolo può giocare?
Nel 2020 il maggiore fattore di rischio per i mercati azionari sarà rappresentato dalle tensioni geopolitiche con particolare attenzione alla situazione in medio-oriente. In particolare, un precipitare della situazione tra Usa e Iran potrebbe portare a un forte ed improvviso rialzo delle quotazioni del greggio, con un impatto negativo sulla crescita economica e, di conseguenza, sull’andamento del mercato azionario. 
Le prospettive dei principali mercati azionari mondiali a inizio 2020 restano positive grazie al sostegno che arriva dalla politica monetaria, espansiva in tutte le principali aree geografiche. I flussi in entrata sul mercato azionario sulla scia della liquidità creata dalle banche centrali permettono di controbilanciare valutazioni finanziarie superiori alla media storica di lungo periodo, pur non avendo raggiunto picchi assoluti. 
Il basso livello dei tassi d’interesse favorisce gli investimenti sui mercati azionari, non fornendo un’alternativa interessante per gli investitori alla ricerca di rendimenti positivi. In quest’ottica, al centro dell’attenzione degli investitori potrebbero esserci quelle società che offrono dividendi elevati, in particolare quelli che hanno dimostrato la capacità di mantenere dividendi costanti o in crescita nel corso degli anni.  

Mercato obbligazionario: troppo rischioso indirizzarsi sui mercati emergenti?
Nonostante le preoccupazioni derivanti dal protezionismo e dal potenziale deterioramento del quadro geopolitico, per il 2020 il FMI prevede una crescita dei Paesi emergenti pari al 4,6%, rispetto al +1,7% per i Paesi sviluppati. 
Dopo la svolta accomodante della Fed, infatti, anche i Paesi emergenti hanno adottato politiche espansive a sostegno dell’economia. Ciò ha favorito e dovrebbe continuare a favorire le obbligazioni dei mercati emergenti che dipendono dai finanziamenti in USD. Altro fattore, seppur marginale, a sostegno di un investimento in tale asset class, è rappresentato dal migliore rating che le obbligazioni di Paesi emergenti in valuta forte offrono in termini di rendimenti attesi rispetto alle obbligazioni high yield, quindi contribuendo ad una maggiore qualità degli investimenti. Non da ultimo, il perdurare di bassi tassi d’inflazione, escludendo tensioni sul prezzo del petrolio, dovrebbe contribuire a sostenere le obbligazioni dei Paesi emergenti, anche denominati nelle rispettive valute locali.

Gli Etf potrebbero la scelta giusta come alternativa a azioni e obbligazioni 
Banca Generali ha da tempo inserito gli ETF nei portafogli della clientela, accanto ai fondi di investimento e ai titoli diretti, questi strumenti consentono una maggiore e più efficiente implementazione di strategie di investimento soprattutto attraverso un accesso ai mercati finanziari più rapido e dinamico, permettendo di assumere anche un posizionamento tattico su quasi la totalità delle diverse asset class consigliate. 
La gamma degli strumenti si è infatti molto evoluta negli ultimi tempi, dando la possibilità di scegliere strategie specifiche sia sulla parte obbligazionaria - dove è possibile avere accesso a tutti i settori della curva dei rendimenti, spaziando in un ampio universo tematico e geografico - sia su quella azionaria, delle materie prime e delle valute.  Oltre alle strategia di replica di indici di mercato tradizionali, sono oggi disponibili nella gamma UCITS tipologie gestionali più avanzate come quelle fattoriali che permettono di combinare diversi stili di investimento (es. value, momentum, ESG). 

Aumenta la liquidità in cc e di deposito: i rendimenti sono bassi ma con i Bot in terreno negativo possono essere una risorsa?
I rendimenti dei conti correnti e dei conti depositi sono per il momento positivi, ma la situazione potrebbe cambiare nei prossimi mesi qualora le banche adottassero una soluzione di sistema per trasferire ai clienti il costo negativo della liquidità a causa dei tassi negativi adottati dalla BCE. In tale scenario CC e conti deposito non sembrano rappresentare un’alternativa di investimento di medio periodo interessante.  

Cerchiamo un'alternativa: oro, petrolio, private market...
Un'alternativa c’è e va ricercata nella possibilità offerta dagli intermediari finanziari che devono poter offrire un’ampia gamma di soluzioni d’investimento che sommino ai rendimenti attesi, contenuti se non bassi/negativi, delle asset class più liquide e tradizionali quali: obbligazioni governative, societarie; azioni di Paesi sviluppati e non; materie prime e valute, i rendimenti attesi, ma più generosi, di asset class caratterizzate da livelli decrescenti di liquidabilità, quali cartolarizzazioni, private debt, private equity.
Il corretto bilanciamento è da decidere col supporto del consulente che accompagna in ogni sua scelta l’investitore e aiuta a evitare scelte irrazionali sia in momenti di bassa e, soprattutto, di alta volatilità, che caratterizzerà anche gli sviluppi nei prossimi mesi.