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«Il mercato oggi è un'incognita Meglio evitare portafogli a leva»

L'analisi del trader parmigiano Federico Ferrari: «Oggi è fondamentale capire quale sarà la portata degli interventi statali nelle varie economie»

di Patrizia Ginepri -

20 aprile 2020, 11:21

«Il mercato oggi è un'incognita Meglio evitare portafogli a leva»

Gli eventi delle ultime settimane hanno lasciato il segno in buona parte dei portafogli degli investitori. Nel corso del trend ribassista, le azioni hanno registrato un’elevata volatilità. A perdite del 10% si sono alternati guadagni di pari entità, in un’altalena drammatica che gli investitori non osservavano da oltre un decennio. Nel primo trimestre, per molti investitori è diventato normale vedere i mercati azionari oscillare del 5% in una sola seduta di negoziazione. Oltre agli ordini di vendita, un altro elemento ha fatto da accelerante, infiammando la performance negativa: le richieste di margine. Gli investitori che avevano precedentemente contratto prestiti sui loro portafogli titoli hanno dovuto iniettare maggiore capitale nei loro conti oppure vendere di conseguenza le posizioni per coprire lo scoperto dovuto ai margini. Gli investitori sono stati costretti a cedere posizioni che ritenevano fossero più resilienti in caso di turbolenza. Questo ha fatto sì che gli investitori vendessero posizioni esistenti, generando così una performance negativa generalizzata. 
«La domanda fondamentale in questo momento è sicuramente legata a quanto grande sarà l'intervento statale nelle varie economie mondiali - premette Federico Ferrari, trader a Lugano di prodotti strutturati sul mercato azionario -. Le previsioni di tutti gli analisti sembrano concordi nel dire che, a parte poche società che "beneficiano" di questa situazione quali Netflix e Amazon, le conseguenza saranno tragiche per piccole e grandi aziende e per la stragrande maggioranza dei settori delle economie globali. Il punto chiave riguarda quindi quanto rapidamente ed efficacemente riusciranno ad intervenire i governi per sostenere le proprie economie. Proprio per questo il rimbalzo del mercato americano sembra avere più forza di quello europeo, perché di fronte alla decisione di Trump troviamo le difficoltà ad accordarsi dell'Unione europea. In un secondo momento, si dovranno valutare anche le conseguenze a livello di debito sovrano, visto che queste misure avranno un costo molto elevato e verosimilmente si protrarranno nel tempo». 
Una situazione complessa. «Sicuramente - spiega Ferrari - l'andamento del mercato è stato molto difficile da leggere e ha creato grattacapi sia a piccoli investitori privati sia a grandi clienti istituzionali. Basti pensare che la reazione del mercato ai numeri record di disoccupazione americani è stata positiva per due volte di fila, anche se questo suona come una cattiva notizia. In questo scenario di forti movimenti di mercato, avere portafogli a leva (strumento che permette di moltiplicare l'esposizione sul mercato senza impegnare ulteriore capitale ndr) si può rivelare deleterio e può costringere alla chiusura di posizioni che solo dopo qualche ora o giorno avrebbero potuto portare a grandi guadagni. Una riflessione è doverosa a questo punto riguardo i rischi di questo tipo di posizioni, che forse troppo spesso vengono sottovalutati». Cosa significa? «L'investitore deve sempre avere presente il costo nascosto dell'utilizzo di questo tipo di strumenti - risponde il trader - e deve prenderne coscienza prima di effettuare investimenti, per poter essere in grado di gestirne le conseguenze (ad esempio, non consiglierei di investire gran parte dei risparmi di una famiglia media in un conto a leva, con il rischio di perdere quasi tutto in scenari come quello attuale, mentre può essere una valida soluzione per una porzione minoritaria dei propri investimenti, per un high net worth individual». Ma non è tutto. «Una discesa del mercato così violenta - chiosa Ferrari - può creare opportunità di investimento a chi guarda al lungo periodo ed è disposto a sopportare oscillazioni di breve termine. Ad esempio, per chi avesse disponibilità liquide ci sono possibilità legate al fatto che la valutazione di alcune società sia particolarmente bassa a  causa della discesa di tutto il mercato».

        chi è         
Federico Ferrari
, parmigiano,  laureato all'Università Bocconi  di Milano è trader di prodotti strutturati sul mercato azionario. Ha lavorato per  5 anni nella sede di Ubs a Londra, oggi svolge la sua attività  a Lugano.