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LA GUIDA PER LE AGEVOLAZIONI

Come funziona il credito di imposta: Possibile cederlo e non pagare i lavori

03 agosto 2020, 13:10

Come funziona il credito di imposta: Possibile cederlo e non pagare i lavori

Una delle novità principali del nuovo Superbonus del 110% è la possibilità di cedere il credito di imposta. Possibilità che, visto l'ammontare dell'incentivo superiore all'importo dei lavori, rende possibile di fatto eseguire gli interventi senza esborso di denaro. Una possibilità conveniente ovviamente per i privati cittadini, ma decisiva per i condomini dove spesso  vi erano problemi non piccoli nella gestione dei crediti di imposta fra i vari proprietari. 
Vediamo come funziona il meccanismo previsto dal decreto Rilancio. 
Il proprietario di un immobile può decidere di tenersi il benerficio fiscale, ogni 1000 euro di spesa riceverà una detrazione di 1.100  che potrà portare in compensazione nella denuncia dei redditi. Attenzione però: in questo caso dovrà spalmarlo su cinque trache di pari importo e non più su dieci anni come era per il calssico bonus del 50% sulle ristrutturazione edilizie o quello del 65% o del 50% per i tradizionai interventi di risparmio energetico. Quindi bisognerà fare attenzione al fatto di essere «capienti» cioè di avere una tassazione tale da poter scontare gli importi pagati. 
Ma la vera chicca del superbonus  è la possibilità di chiedere lo sconto in fattura del 100% cedendo ovviamente il credito fiscale a chi esegue i lavori. In questo caso di fatto si possono eseguire i lavori senza neanche sborsare una lira. Poi starà all'impresa decidere cosa fare, se tenersi il credito o cederlo a sua volta a un'altra  azienda o a una banca. È probabilmente questa la strada che verrà scelta dalla maggior parte dei soggetti, privati ma anche condomini.
Proprio i grandi gruppi bancari, ma anche quelli assicurativi e le aziende multiutility, realtà cioè che hanno  grande «capienza» fiscale, stanno già elaborando dei prodotti finanziari ad hoc che  dovrebbero essere presentati nelle prossime settimane. Si tratta ovviamente di prodotti rivolti a privati e aziende che hanno la necessità di svolgere dei lavori ma non vogliono sborsare direttamente i soldi e rinunciano volentieri a quel dieci percento di bonus oltre il costo sostenuto per lo svolgimento dei lavori. 


 Agenzia delle entrate Come funziona e chi lo può usare
  A chi spetta, come si può utilizzare: l’Agenzia delle Entrate ha messo a punto una guida al superbonus al 110% introdotto dal Dl Rilancio. E in queste pagine proponiamo alcuni esempi e alcune risposte ai quesiti più diffusi predisposte proprio dall'Agenzia. Il Superbonus è riconosciuto nella misura del 110% delle spese, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo. Può essere chiesto per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente sostenute dal 1  luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali, sulle unità immobiliari indipendenti e sulle singole unità immobiliari (fino ad un massimo di due). Non può essere fruito, invece, per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli). l Superbonus del 110% spetta prima di tutto per gli interventi volti a incrementare l’efficienza energetica degli edifici e le misure antisismiche. A queste tipologie di spese, dette «trainanti», si aggiungono altri interventi, a condizione però che siano eseguiti congiuntamente (“trainati”) ad almeno un intervento trainante: rientrano in questa categoria, per esempio, l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica sugli edifici e di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.  Per quanto riguarda i beneficiari,  spiega ancora l’Agenzia delle Entrate, possono accedere al Superbonus le persone fisiche che possiedono o detengono l’immobile (per esempio proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, affittuari e loro familiari), i condomini, gli Istituti autonomi case popolari, le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, le Onlus e le associazioni e società sportive dilettantistiche registrate, per i soli lavori dedicati agli spogliatoi. La guida chiarisce che i soggetti Ires (e, in generale i titolari di reddito d’impresa o professionale) possono accedere al Superbonus solo per la partecipazione alle spese per interventi trainanti, effettuati sulle parti comuni di edifici.