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Techcab

Arriva il robot-portinaio ad alta tecnologia made in Parma

Per realizzarlo depositati 14 brevetti dalla società di ingegneria (45 persone con un'età media di 28 anni). Alla presentazione anche il rettore Andrei e il sindaco Pizzarotti 

di CHIARA DE CARLI -

17 ottobre 2020, 11:26

Arriva il robot-portinaio ad alta tecnologia made in Parma

Si chiama Cobotechc e con il suo «colpo d’occhio elettronico» è capace di controllare, senza contatto fisico, chi entra in un locale, la sua temperatura corporea – rilevata esattamente al centro della fronte grazie ad un sofisticato sistema di sensori - e persino se indossa correttamente i dispositivi di protezione individuale, dalla mascherina al caschetto da cantiere: un robot-portinaio ad altissima tecnologia, quindi, per cui sono stati depositati ben 14 brevetti e che può essere personalizzato per svolgere mansioni diverse a seconda delle necessità. Creato dal team della Techcab di Casale di Mezzani - società di ingegneria specializzata in automazione industriale e robotica parte del Gruppo Righi - Cobotechc è stato presentato nei giorni scorsi al sindaco Federico Pizzarotti e al rettore dell’università di Parma Paolo Andrei che si sono prestati anche ad una simpatica dimostrazione del funzionamento. «La filosofia della nostra applicazione, attorno alla quale si è basato tutto lo sviluppo del nostro progetto, è quella di lasciare il robot libero: vogliamo portare i robot in mezzo alla gente, vogliamo far capire che la robotica non è “cattiva” o “sconosciuta” ma “amica” perché deve permettere all’uomo di condurre una vita più comoda» ha spiegato Mattia Moruzzi, studente-lavoratore dell’Università di Parma e «papà» di Cobotechc.

Una sfida che è «nelle corde» di Techcab anche grazie alla precisa scelta di puntare sui giovani. «Per noi questa presentazione è un’occasione di festa, ma non vogliamo posizionarci con un prodotto ma attraverso il prodotto vogliamo “raccontare” la nostra storia – ha premesso l’Ad Giuseppe Moruzzi - L’avventura di Techcab è iniziata nel 2011 e allora eravamo solo in 8; oggi lavoriamo in dieci Paesi, siamo in 45 e l’età media è di 28 anni. Credo molto nell’apporto positivo dei giovani nelle aziende: abbiamo una società che sta “accelerando” verso dinamiche molto rapide e gli stessi tecnici devono avere processi mentali veloci, soprattutto nel nostro campo. In Techcab siamo capaci di fare cose “complicate” nell’automazione e nella robotica ma abbiamo bisogno dei giovani per crescere meglio: oltre alla conoscenza e competenza, grazie a loro abbiamo anche un alto potenziale di idee che spesso nascono da domande su cose che chi fa questo mestiere da trent’anni dà per scontate». Il coraggio di puntare sui giovani dando loro responsabilità sui progetti è una scelta che sta premiando: in quattro anni il fatturato della Techcab è sempre cresciuto, passando dal milione e 400mila euro del 2016 agli oltre 3 milioni e mezzo del 2019.