Sei in Economia

ECONOMIA

Investire nel 2021: i consigli di 6 gestori

5 domande su dove allocare i nostri risparmi in un momento delicato. Il primo consiglio? Bilanciare  il portafoglio in un mondo che cambia

20 gennaio 2021, 11:33

Investire nel 2021: i consigli di 6 gestori

‌‌‌‌‌Dove investire nel 2021? 5 domande a 6 gestori per capire cosa fare quest'anno dei nostri risparmi

LE DOMANDE

  1. Come suddividere il portafoglio investimenti alla luce dei notevoli cambiamenti avvenuti nel 2020? Tecnologici e Faang continueranno a essere i titoli guida?
  2. Alcuni titoli di Stato hanno avuto molto successo in termini di sottoscrizione e di rendimento: come considerarli?
  3. La Cina è stata la prima a uscire dalla crisi: come va pesata in portafoglio? E come comportarsi con altri mercati lontani o emergenti?
  4. Oltre l'equity, che pare essere lo strumento più indicato nel 2021, quali strumenti alternativi si possono considerare?
  5. Pianeta Pir: alla luce delle novità introdotte anche in manovra, rappresentano una buona opportunità?

STEFANO CASTOLDI (Head of Income Strategies, Amundi SGR, Crédit Agricole)

01 Il 2021 dovrebbe confermare il percorso di ripresa economica dopo la contrazione dello scorso anno. Ciò fornirà ulteriore sostegno agli attivi rischiosi anche grazie a politiche fiscali e monetarie che rimarranno molto espansive. I rischi però non mancano e sarà importante mantenere un portafoglio molto equilibrato.  Quanto ai tecnologici e ai Faang, quando la crescita economica si contrae gli investitori preferiscono investire nelle aziende che offrono tassi di crescita visibili e indipendenti dal ciclo economico come per esempio quelle tecnologiche o le cosiddette Faang (Fecebook, Amazon, Apple, Netflix, Google). Se il 2021 sarà l’anno della conferma della ripresa ciclica potremo vedere ulteriori rotazioni verso i settori più ciclici, come già successo alla fine dello scorso anno all’annuncio dei vaccini. 

02 I rendimenti dei titoli di Stato internazionali rimangono in gran parte negativi o estremamente compressi. Non stupisce quindi il continuo interesse per l’extra rendimento delle emissioni italiane, grazie anche al supporto della Bce. I nostri titoli di Stato possono continuare a giocare un ruolo importante ma per il 2021 l’azionario può offrire un miglior profilo rischio rendimento, purché inserito in un portafoglio ben diversificato. Se la ripresa economica globale guadagnerà vigore, la crescita degli utili compenserà il leggero movimento al rialzo dei tassi di interesse che potrebbe verificarsi.

03 La Cina sarà il principale motore di crescita economica globale nel 2021. Pensiamo quindi che possa avere un discreto spazio nei portafogli ma dovremo monitorare con attenzione l’andamento delle relazioni con gli Usa. La nuova amministrazione Biden userà toni meno dirompenti di quella Trump, ma non dobbiamo aspettarci grandi cambiamenti nella sostanza. Un atteggiamento duro con la Cina accomuna il partito Democratico e quello Repubblicano. Anche gli altri mercati emergenti, sia obbligazionari che azionari, sono interessanti  purché non ci siano sorprese negative sulla crescita  o non si assista a repentini ed inaspettati rialzi dei tassi.

04 Nel 2021 bisognerà più che mai investire in un portafoglio ampio e diversificato. Azionario, obbligazioni corporate, obbligazioni governative dei paesi periferici, azioni ed obbligazioni dei paesi emergenti sono ancora investimenti interessanti.

05 Si. E sottolineo che l’aspetto fiscale non è l’unico da considerare. Anche l’approccio inevitabilmente orientato al lungo termine di questi strumenti è un elemento molto positivo perché coerente all’orizzonte temporale nel quale l’attivo sottostante può esprimere le sue potenzialità di crescita. Amundi sta rafforzando la propria presenza in quest’area come testimonia il lancio del nuovo fondo Amundi Eltif AgrItaly PIR, che è focalizzato sul settore agroalimentare italiano.


MANUELA D'ONOFRIO (Responsabile Global Investment Strategy UniCredit)

01 La combinazione di politiche monetarie e fiscali favorirà una ripresa mondiale a partire dalla seconda metà del 2021. In questo contesto i rendimenti obbligazionari, soprattutto dei Titoli di Stato e delle obbligazioni Corporate Investment Grade, rimarranno su livelli bassi. Interessanti le obbligazioni dei Paesi Emergenti, soprattutto quelle in valuta locale. Inoltre, è fondamentale aumentare il peso dell’equity e diversificare sia a livello settoriale che geografico. A livello settoriale ci aspettiamo un rallentamento del boom market dei titoli growth/tecnologici e un recupero di quelli value/ciclici.

02 Nel 2020 il ruolo fondamentale della Bce, con le sue politiche monetarie espansive per fronteggiare gli effetti della pandemia, ha permesso ai titoli di stato di registrare performance soddisfacenti, soprattutto per i sottoscrittori dei titoli italiani.  I mercati hanno evidenziato segni di positività anche nelle prime sedute del 2021. Lo spread tra Btp e Bund è sceso ai minimi di 105 con rendimento del nostro benchmark decennale allo 0.52%. Un segnale della ricerca di rendimento si è avuto con i risultati della prima emissione del Tesoro del 2021 (le richieste per il nuovo Btp a 15 anni hanno  superato i 100 miliardi). Al momento, sulla curva decennale, oltre all’Italia sono pochissimi i Paesi ancora con rendimenti positivi. Questa situazione rende i titoli italiani molto ricercati  in un contesto che vedrà  ancora in essere tutte le politiche monetarie espansive delle banche centrali. Nel 2020 il Tesoro ha piazzato la cifra record di 550 miliardi di titoli di stato.  Per il 2021 ci attendiamo una riduzione di tali emissioni, anche grazie alla possibilità di sostituire il debito italiano con debito europeo recovery, implicito sostegno ai nostri titoli. Inoltre, è attesa almeno una nuova emissione di Btp Futura, il debutto del Btp Green, nuove emissioni in dollari e il lancio di un nuovo prodotto: il Btp Short term, che sostituirà gli attuali Ctz.  Per contro, la possibilità di un ulteriore apprezzamento in conto capitale è limitata visti i fondamentali del Paese in termini di crescita economica, conti pubblici e incertezza politica. In sintesi, ci attendiamo un anno di consolidamento per i nostri BTP.

03 In Cina si è assistito a una pronta ripresa a "V" dell'economia il cui Pil si è riportato sopra i livelli pre Covid-19. Tutti i principali settori, specie il manifatturiero, hanno segnato miglioramenti grazie al contenimento dei contagi. Nel 2020 il GDP è atteso crescere intorno al 2%, quest'anno la crescita è stimata in forte rimbalzo sia per l'effetto base, cioè il confronto con i livelli precedenti molto bassi, che per la ripresa dei consumi (+8.5% la stima UniCredit Research).  Inoltre, ci attendiamo un calo delle tensioni commerciali Usa-Cina. Siamo quindi in sovrappeso sul mercato azionario cinese.  Più in generale, esprimiamo una forte preferenza per i Paesi Asiatici, favoriti da una migliore gestione della crisi sanitaria e da una maggiore ciclicità delle loro economie. E’ il caso del Giappone, dove ci aspettiamo inoltre l’attuazione delle riforme strutturali da parte del nuovo primo ministro Suga.

04 Crediamo nella crescita degli investimenti alternativi, sia relativi a strumenti di private equity che di private debt, soprattutto attraverso strumenti quali i fondi chiusi. In futuro, per i clienti più sofisticati, aumenteremo l’allocazione in investimenti alternativi fino al 20-30% del portafoglio.  Sia la diffusione degli investimenti alternativi che quella dei prodotti ESG, aumentano in modo significativo il ruolo e le responsabilità dell’industria dell’asset management a sostegno di una crescita sostenibile dell’economia reale. 

05 L’istituzione dei Pir alternativi tramite il Dl 34 del 19 maggio 2020, il “DL Rilancio”, è una misura importante per indirizzare e diversificare, tramite incentivi fiscali, il risparmio privato verso l’economia reale, in particolare verso le aziende non quotate e di minori dimensioni. Tra le novità, rispetto ai Pir tradizionali, la facoltà per il gestore di investire sia in quote di capitale azionario che di debito, un ampliamento della defiscalizzazione fino a 150.000 euro l’anno per 10 anni rispetto ai 30.000 euro per 5 anni e il vincolo di concentrazione che passa dal 10% al 20%.


CLAUDIO FOSCHI  (Responsabile Global Strategies & Total Return di Eurizon)

01 Possiamo ipotizzare, pur nell’incertezza attuale, un processo, magari non lineare, di normalizzazione dell’economia globale, anche grazie alla crescente efficacia dei vaccini e conseguenti riaperture di settori di attività coinvolti nei lockdown.  In questa prospettiva i tassi potrebbero risalire, specie nelle componenti reali, oggi spesso negative.  Pensiamo valga la pena orientare i portafogli (1) sulle attività a spread, specie bond  emergenti,  (2) sui mercati azionari, ma con un maggior orientamento ai settori e aree cicliche  ed  emergenti e (3) con maggior cautela su bond di elevata qualità, sia governativi che investment grade. Sull’azionario, i “winners” degli ultimi anni,  come i tecnologici, non sono da trascurare, ma con un peso inferiore a passato alla luce delle valutazioni aggiunte nel contesto pandemico. 

02 Visto il quadro reflazionistico, supportato da banche centrali e governi, sui bond governativi le prospettive non sono particolarmente interessanti, con rendimenti a scadenza per la maggior parte negativi nei paesi sviluppati.  Anche la periferia eurozona, molto positiva nel 2020, può offrire sì qualche opportunità, ma limitatamente alle scadenze molto lunghe
03 La Cina è entrata per prima nella crisi pandemica e ne è uscita sostanzialmente già la scorsa estate trascinandosi le economie asiatiche a lei più legate. Oggi è inevitabile la presenza di asset cinesi nei portafogli sia per temi di prospettive di rendimento che per temi di diversificazione, anche valutaria tramite il renminbi. Va ipotizzata una quota azionaria di non meno del 5/10% dei portafogli che puntino a un minimo di crescita nel medio termine mentre il peso complessivo delle azioni emergenti andrebbe collocato tra il 15 e il 20%

04 Il contesto reflazionistico e la graduale “riapertura” delle economie reali suggeriscono che materie prime e obbligazioni legate all’inflazione possano (ancora) rappresentare buone opportunità di crescita valore parziale copertura da uno scenario di potenziale maggior crescita dei prezzi.

05 Nella versione tradizionale, ma soprattutto “alternativa”, i PIR rappresentano uno strumento che, oltre a chiari vantaggi fiscali, risulta  utile ad alzare la redditività di medio termine e la diversificazione dei portafogli, tramite un più diretto collegamento con l’economia reale, in particolare italiana.   Valori tanto più importanti in questa fase, caratterizzata da rendimenti attesi ridottissimi sui bond e positivi, ma molto volatili, sulle azioni


ALESSIO GIOIA (Responsabile ufficio Banking Book di BPER Banca)

01 Il 2021 sarà nel complesso un anno in cui sarà opportuno investire sui nuovi trend:
    a) E’ lecito ritenere che la trasformazione digitale che abbiamo visto accelerare negli ultimi mesi sia l’incipit di un movimento persistente nel prossimo futuro; quindi le società legate in senso ampio alle nuove tecnologie saranno da sovrappesare (in particolare società legate alla sicurezza informatica, computer, internet, biotecnologie, ecc…).
b) Sarà importante considerare anche il tema ambientale con gli investimenti ESG (environment, Social and Governance) che avranno sempre più flussi a scapito dei fondi tradizionali.
Nel 2021 l’azionario Usa resterà il mercato di riferimento mondiale; tuttavia, si dovrà tenere in considerazione che la pandemia ha impattato in modo differente i diversi paesi: è chiaro che l’Asia è l’area nella quale è stata gestita meglio la crisi sanitaria. Anche  l’Inghilterra, confidando in una distensione dei problemi e delle tensioni legati alla Brexit, sarà da riconsiderare come ipotetico sovrappeso dopo alcuni anni di penalizzazione.

02 Sono stati soprattutto i piccoli risparmiatori a mostrarsi molto interessati alle emissioni “nuove” (BTP Italia e BTP Futura) nel 2020. E’ lecito attendersi che anche per i collocamenti di questi strumenti nel 2021 l’interesse sarà elevato soprattutto in momenti di incertezza e di propensione al rischio relativamente bassa. Infatti, anche nel 2021 in questi strumenti relativamente nuovi emessi dal Tesoro  si cercheranno caratteristiche di buona “liquidabilità” ma soprattutto rendimenti cedolari appetibili.

03 La Cina, il Giappone e l’Asia in generale saranno aree geografiche da sovrappesare. In modo specifico il Giappone, particolarmente esposto agli investimenti cinesi, che ha indici azionari relativamente a sconto e con aziende con buone potenzialità di generazione di ricavi e utili futuri.
Tassi reali americani negativi, dollaro debole e politica monetaria accomodante sono elementi di supporto per i mercati emergenti in generale; tuttavia, la volatilità, a causa di dinamiche specifiche  di alcuni singoli Paesi, rimarrà comunque molto elevata.

04 Altri asset da tenere presente  potrebbero essere quelli legati alle materie prime. Lo scenario Commodity 1 è per una normalizzazione e un recupero dei prezzi nella seconda metà dell’anno, anche per effetto della progressiva immunizzazione di massa riguardante la pandemia in atto.  Una ripresa della crescita dovrà affrontare un'offerta limitata in tutti i mercati delle commodity (petrolio compreso), situazione di solito tipica delle fasi avanzate del ciclo economico, fungendo da volano per i prezzi delle materie prime.

05 I Pir dopo la stasi e la debolezza degli ultimi due anni, con la volatilità e la crisi pandemica, potrebbero avere un rilancio nel 2021 grazie alle novità di prodotto e ai vantaggi fiscali. La novità più interessante è la variante “Pir alternativi” che veicolano gli investimenti anche poco liquidi, verso le pmi e l’economa reale. La seconda novità riguarda invece i benefici fiscali derivanti dal credito di imposta nel caso alcuni strumenti presentino minusvalenze. In particolare, la Legge di Bilancio 2021 prevede un credito d’imposta del 20%, pari alle potenziali perdite subite nel corso dell’anno da un investimento in questi prodotti, che si può recuperare nell’arco di un decennio per chi mantiene in portafoglio l’investimento in questo strumento per almeno 5 anni.


MARIO BECCARIA (Responsabile Asset Management di Banca Generali)

01 La diffusione del Covid ha accelerato ulteriormente dei trend economici già in essere da alcuni anni. A causa dei “lockdown” generalizzati si è infatti reso più che mai necessario l’ausilio della tecnologia e della digitalizzazione. In tale contesto si è infatti osservata a livello globale una dispersione di rendimento tra i titoli tecnologici e quelli appartenenti ai settori maggiormente colpiti dalla crisi come quello energetico e finanziario prossima al 70%. Il trend legato alla tecnologia, nonostante le valutazioni elevate è tutt’altro che è arrivato al termine. Tuttavia il 2021, come ha dimostrato la reazione dei mercati alla notizia della scoperta del vaccino di Pfizer, potrà rappresentare una chance di recupero per i cosiddetti titoli “value”. Quest’ultimi potranno beneficiare della ripresa generalizzata dell’attività economica e del suo effetto reflattivo sull’economia. Alla luce di questo per il 2021 un portafoglio azionario dovrebbe contemplare al proprio interno oltre ai titoli tecnologici anche titoli ciclici.

02 Le curve obbligazionarie dei principali paesi europei presentano attualmente livelli di rendimento negativi. In tale contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse riteniamo possano rappresentare un’opportunità di investimento le obbligazioni del tesoro italiane. Lo “spread” nei confronti del Bund tedesco è di circa 110 bps, lo stesso livello della Grecia. Riteniamo che lo spread del BTP possa ulteriormente scendere avvicinandosi ai livelli dei titoli spagnoli e portoghesi che ad oggi presentano un differenziale di rendimento con il Bund di circa 55 bps. Per quanto riguarda le emissioni governative fuori dall’Europa è necessario investire selettivamente tenendo presente che il rischio duration non è mai stato così elevato e che la componente valutaria ha storicamente registrato una volatilità superiore a quella della singola emissione.

03 Nel 2020 l’unico paese a registrare una crescita positiva del prodotto interno lordo, attesa a livelli prossimi al 2%, è stata la Cina. Dopo la caduta di Marzo, dovuta alla pandemia, il “sentiment” dei consumatori ha recuperato tornando su valori pre Covid 19 e la crescita stimata del Pil per il 2021 si aggira nell’ordine del +8%. A fronte di tali numeri secondo gli economisti la Cina ha accelerato il percorso che la vedrà diventare nel corso dei prossimi decenni la prima economia mondiale sorpassando gli Stati Uniti. In tale contesto riteniamo che l’asset allocation di un potenziale portafoglio debba presentare un’esposizione anche al mercato cinese. I mercati emergenti rappresentano al momento l’area geografica a livello globale con la più elevata crescita attesa e con i più attraenti tassi di interesse. Per tale ragione non possono essere ignorati nelle scelte di asset allocation

04 Secondo le principali case di investimento il Pil globale atteso per il 2021 è del +4,2%. Nel corso dell’anno non verranno meno le politiche monetarie e fiscali espansive attuate da  banche centrali e governi. In tale contesto oltre all’azionario si possono trovare interessanti opportunità di investimento nell’asset class delle obbligazioni corporate. In particolare le emissioni finanziarie, non essendo oggetto di acquisto da parte del piano di aiuti della banca centrale presentano rendimenti superiori alla media del mercato. Tollerando un livello di volatilità maggiore si potranno trovare selettivamente opportunità in alcuni titoli High Yield legati ai settori più ciclici o in alcune obbligazioni dei paesi emergenti. Data la difficoltà di individuare sul mercato obbligazionario tali opzioni di investimento consigliamo di rivolgersi a dei professionisti della gestione.

05 Il mercato italiano negli ultimi anni ha sottoperformato il mercato europeo e presenta attualmente importanti margini di recupero. Considerando le novità introdotte dalla nuova manovra del governo e compatibilmente con una view di mercato che sposi un’uscita del nostro paese dall’ emergenza sanitaria e una graduale ripresa economica riteniamo che i PIR possano rappresentare una valida opportunità di investimento. Considerato l’orizzonte temporale di un investimento nei Pir di almeno cinque anni è realistico ipotizzare che grazie agli aiuti provenienti dal “Recovery Fund” e dalla banca centrale europea il ciclo economico per l’Italia possa essere caratterizzato una fase di espansione che porterà maggiori investimenti nel nostro paese.


TEAM FAM (Team Investimenti di Fineco Asset Management)

01 Nella attuale fase di mercato è consigliabile avere un portafoglio bilanciato, globale ma con delle differenze rispetto al passato. È consigliabile avere un’esposizione più conservativa all’azionario Tech considerando le valutazioni esuberanti ed aumentare l’esposizione verso titoli Value (Finanziari ed Energetici) e l’azionario Asiatico. In particolare quest’ultimo offre delle valutazioni interessanti rispetto alle altre aree geografiche. Per quanto concerne la componente obbligazionaria, consigliamo un’esposizione a strumenti supportati dalle banche centrali.

02 L’Italia ha una situazione un po’ diversa rispetto a quella degli altri paesi europei poiché ha il problema di un elevato livello debito che ha subito tra l’altro un incremento a causa dell’epidemia. Molto dipenderà dal piano che il governo metterà in atto per far fronte a questa situazione in modo da poter attrarre nuovi capitali stranieri. In ogni caso il supporto fornito da BCE offre un supporto importante ci rende comunque positivi almeno per questo anno.

03 La Cina è il paese che si è destreggiato meglio nella gestione dell’epidemia e ha ripreso a crescere meglio degli altri paesi. Per il 2021, Fitch si aspetta un’espansione del Pil pari all’8%, addirittura più alto delle aspettative dello scorso settembre a 7,7%.

04 Partendo dal presupposto che bisognerà essere selettivi nell’esposizione azionaria, l’Oro offre sempre una esposizione interessante in quanto decorrelata dagli altri mercati finanziari. Se si verifica un ulteriore indebolimento della valuta statunitense, il debito dei mercati emergenti potrà offrire dei rendimenti molto interessanti.

05 Quando si sceglie un investimento consigliamo sempre di mantenere una buona diversificazione, non solo per quanto riguarda i settori ma anche dal punto di vista geografico. Per quanto riguarda i Pir è utile ricordare che il sottostante di riferimento è rappresentato da piccole e medie imprese italiane, il cui business è estremamente suscettibile alle variazioni del contesto economico nel nostro Paese.