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Ion Investment acquisisce Cedacri

Operazione da 1,5 miliardi di euro con cui il gruppo di Andrea Pignataro ha battuto la concorrenza di Accenture ed Engineering 

di Patrizia Ginepri -

06 marzo 2021, 08:52

Ion Investment acquisisce Cedacri

La partita Cedacri è ormai chiusa.  Fsi cede la propria partecipazione azionaria del 27%  insieme alle altre banche azioniste che detenevano il restante 73% del capitale (e ora escono di scena) al gruppo  Ion Investment dell’imprenditore Andrea Pignataro. Il fondo Fsi continuerà ad avere un ruolo: ha investito in Cedacri fin dal dicembre 2017 e ora la partnership con Ion, gruppo fintech leader globale nel software e nell’analisi dati per il settore finanziario, ha l'obiettivo di sviluppare ulteriormente le potenzialità della società, facendo leva sulle avanzate competenze tecnologiche di Ion e sulle potenziali sinergie commerciali.

Con un'operazione da 1,5 miliardi di euro, il fondo inglese ha  battuto la concorrenza. Secondo le indiscrezioni emerse fino a pochi giorni fa da più parti, Cedacri – che inizialmente era alla ricerca di un partner tecnologico-azionario nell’ottica di una possibile quotazione in Borsa – aveva come pretendenti anche due system integrator quali Accenture ed Engineering.  Il terzo aspirante intenzionato ad acquisire il gruppo di Collecchio  era appunto Ion Investment Group, con base a Londra. Nata nel 1998 da una piattaforma di trading sviluppata con risorse e capitali italiani, la società  è cresciuto negli ultimi anni attraverso numerose acquisizioni,  trasformandosi in una sorta di holding specializzata nel fintech. Non solo. La società di Pignataro  ha operato con le dinamiche del private equity, che prevedono flessibilità e rapidità, ma a differenza di altre realtà, con una logica di lungo periodo.   


Quella con Cedracri è la maggior operazione finora fatta, nonché un importante investimento sull’Italia. Il gruppo di Collecchio, è cresciuto negli ultimi tre anni grazie al fondo Fsi e grazie a  Ion  potrà espandersi all’estero.  L'obiettivo dell'operazione  è lo sviluppo ulteriore dell'azienda, diventando, insieme a Ion, uno dei leader europei del settore.


Cedacri è una realtà con numeri importanti grazie anche alla strategia messa in campo dall’ad Corrado Sciolla. Il fatturato ha raggiunto i 400 milioni, con 90 milioni di margine operativo lordo e 2400 dipendenti. Fsi è il gruppo finanziario partecipato dai maggiori fondi sovrani al mondo, che ha comprato il 27,1% di Cedacri nel gennaio 2018. A quel tempo Fsi aveva investito quasi 100 milioni di «equity», con un’opzione per salire al 33%. Dopo il suo ingresso di Fsi, erano rimaste nel capitale, per il restante 73%, 14 tra le principali banche clienti: Mediolanum (15,6%), CrAsti (11,1%), Banco di Desio e della Brianza (10,1%), Unipol Banca (7,5%), Popolare di Bari (6,6%), Cr Bolzano (6,5%), Banca del Piemonte (4,2%), Credem (3,9%), Cassa Sovvenzioni e Risparmio del Personale di Banca d’Italia (2%), Reale Mutua (1,3%), Banca del Fucino (1,1%), Banca Valsabbina (1,1%), Cassa di Risparmio di Cento (1%) e Cassa di Risparmio di Volterra (ancora con un 1%). 


«Questa operazione rafforza il posizionamento di mercato di Cedacri - dice Corrado Sciolla, ceo di Cedacri -. L’obiettivo è quello di dar vita a un’azienda ancora più solida e forte, saldamente inserita in un network globale, coniugando il valore delle nostre competenze distintive con una maggiore dimensione strategica e operativa. Un notevole progresso realizzato grazie al contributo fondamentale di FSI che, essendo il maggiore azionista, ha accompagnato con grande competenza e passione Cedacri nella crescita».