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Recovery fund e ambiente: Parma è pronta, ma servono norme chiare e meno burocrazia

Esperti a confronto nel webinar di Ansa e Gazzetta di Parma 

19 marzo 2021, 16:01

Recovery fund e ambiente: Parma è pronta, ma servono norme chiare e meno burocrazia

I fondi europei che arriveranno con il Recovery Fund rappresentano un’opportunità che Parma e l’Emilia-Romagna sono pronte a cogliere, in vista delle importanti sfide «green» che ci aspettano nel futuro. Se n’è discusso nel webinar «I fondi Ue per una crescita sostenibile, sfide e opportunità», organizzato da Ansa e Gazzetta di Parma, in collaborazione con la Commissione Europea. 

Per una gestione efficace delle risorse del Recovery Fund è necessario un dialogo «costante con le imprese e con i territori» sia da parte delle istituzioni Ue che delle autorità nazionali. Le Regioni potranno «sempre contare sul Parlamento europeo», nota il direttore dell’Ufficio per l’Italia dell’Europarlamento, Carlo Corazza.

Annalisa Sassi, presidente dell’Unione parmense degli industriali (Upi), sottolinea che a Parma e in Emilia-Romagna «ci sono sensibilità per cui credo che le grandi direttrici del Recovery Plan, soprattutto in termini di sostenibilità ambientale, possano trovare in tempi rapidi un’ampia progettualità». Da parte loro le imprese sono sensibili, aggiunge la Sassi, ai temi dell’ambiente ma è necessario «adottare una regolamentazione che ci garantisca tempi certi» e snellire la burocrazia.

«La partita più importante in questo momento» per il Recovery plan italiano è quella di presentare «progetti maturi immediatamente cantierabili e già visibili», spiega il responsabile del desk Italia della Direzione generale per la Politica regionale della Commissione Ue, Willibrordus Sluijters.

Sluijters ricorda gli obiettivi politici della programmazione europea: innovazione, ambiente, connessione, lavoro e coesione, insistendo sulla necessità di coinvolgere enti locali, comuni, imprese e associazioni.

Il sindaco Federico Pizzarotti pone l’accento sui problemi legati al codice degli appalti: così com’è «è una palla al piede» per le pubbliche amministrazioni italiane e «va profondamente riformato, se vogliamo essere competitivi a livello Ue e riuscire a spendere al meglio le risorse» che arriveranno dal Recovery fund. «A livello nazionale - aggiunge - non ho ancora sentito nominare il codice degli appalti» tra le riforme necessarie per una gestione efficiente dei fondi Ue.

Francesco Frieri, direttore generale per l’Europa della Regione Emilia-Romagna, ha ribadito: «Ci candidiamo tra città di Parma e regione Emilia-Romagna a giocare ruolo internazionale» nella gestione delle risorse in arrivo per la transizione verde.