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Commercio al dettaglio: +1,5% nel primo trimestre, Parma in controtendenza

04 giugno 2021, 07:30

Commercio al dettaglio: +1,5% nel primo trimestre, Parma in controtendenza

Secondo le analisi dell’ufficio Informazione economica della Camera di commercio, sulla base dei risultati dell’indagine congiunturale sulle aziende commerciali locali, le vendite del primo trimestre 2021 si attestano a +1,5% rispetto allo stesso periodo del 2020, posizionando Parma al secondo posto in regione dopo Piacenza e contrastando nettamente la variazione tendenziale regionale che è di -1%.

A seconda della tipologia di struttura di vendita, soffre di più lo specializzato alimentare con -4,2% (che, dopo esser riuscito faticosamente ad arrivare ad un sostanziale pareggio nel quarto trimestre 2019, ha comunque recuperato circa 8 punti percentuali dal crollo a -12% del primo trimestre 2020, pur restando sempre in negativo per tutto il 2020), mentre lo specializzato non alimentare (+1,2% complessivo) registra valori negativi nell’abbigliamento e accessori (-9,2%) ma è positivo nei prodotti della casa ed elettrodomestici (+13,7%) e in altri prodotti non alimentari (+3,5%). Questo ha addirittura recuperato più di 20 punti percentuali dal picco negativo di -22,7% del secondo trimestre 2020. Iper, supermercati e grandi magazzini crescono +8,4%.

Analizzando la classe dimensionale, variazione tendenziale a -4,5% per le medie imprese (6-19 dipendenti), mentre reagiscono meglio le piccole (1-5 dipendenti) con +3,9% e le grandi (20 e oltre dipendenti) con +1,3%.

Gli imprenditori del dettaglio a Parma si dichiarano cautamente ottimisti sull’andamento previsto delle vendite nel prossimo trimestre (il 28% crede in uno sviluppo, il 52% in una stabilità, mentre il 21% vede una diminuzione), alla luce delle prospettive lievemente favorevoli per l’evoluzione della campagna vaccinale e  l’arrivo del caldo che favoriscono riaperture sempre maggiori e generalizzate. Previsioni anche di importante stabilità nelle giacenze a fine trimestre (72%), contro un 21% che immagina l’aumento e un 7% la diminuzione.