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Agricoltura, cambia il modo di lavorare. Ed è caccia ai nuovi profili

Agricoltura, cambia il modo di lavorare. Ed è caccia ai nuovi profili

04 Maggio 2021,12:52

Anche laureati interessati all'assunzione in azienda

I report sull’occupazione raramente serbano notizie gradite agli osservatori del mercato del lavoro: le «male nuove», si sa, parlano spesso di stagnazione, flessione, crisi. Ma, nel panorama italiano, la notizia che fa ben sperare è il trend che arriva dall’agricoltura: stando ai dati diffusi a marzo al webinair «Lavoro in agricoltura, panorama in evoluzione» organizzato da Confagricoltura con l’Agenzia per il lavoro Umana e Agronetwork, il comparto è l’unico ad aver mantenuto stabili i livelli occupazionali con oltre un milione di lavoratori impiegati. E lo ha fatto nonostante la pandemia: basti pensare che i dati Istat relativi al commercio estero nel 2020 hanno evidenziato un aumento delle esportazioni agroalimentari italiane dell’1,8%.


Altra buona notizia è quella resa nota da Coldiretti: secondo l’associazione, con la nuova stagione alle porte, in Italia ci sarebbero almeno 200mila   posti vacanti. Unico neo: l’incontro fra domanda e offerta. Sempre più difficile, infatti, stando al direttore area lavoro e welfare di Confagricoltura, Roberto Caponi, reperire la manodopera adeguata alla domanda. Ragion per cui molti imprenditori scelgono di esternalizzare le mansioni che richiedono una data preparazione. È il caso  delle potature o della manutenzione vitivinicola. 


Dall’esigenza di figure specializzate, è nato il portale di Confagricoltura «Agrijob» (riconosciuto dal Ministero del lavoro) e contestualmente una collaborazione con Umana. I numeri? Da aprile 2020 a oggi, sono state registrate 50mila iscrizioni (con  tendenza a un ulteriore crescita), tra cui anche quelle di laureati in discipline agronomiche. La terra, ormai, è anche mestiere da diploma o pergamena universitaria. 


Questo perché il settore è in evoluzione: accanto a  coltivazione e  allevamento, un posto speciale lo stanno occupando l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale, la commercializzazione. Oggi, a occuparsi di agricoltura,   troviamo startupper che al sociale abbinano l’economia circolare, agrimanager, apicoltori 4.0, grower, ingegneri idroponici, architetti del verde...  Sono  tante   le nuove figure del comparto agricolo, oggi anche più sicuro. Gli infortuni sul lavoro sono scesi del 29% e  se nel computo inseriamo i contagi da covid,  da inizio pandemia al 28 febbraio  (stando a Coldiretti su dati Inail), sono stati colpiti solo lo 0,3% dei lavoratori. 
M.R.
 

© Riproduzione riservata

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