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Record storico del parmigiano all'estero: +16%. Ma anche la produzione del 'fake' è da record

Record storico del parmigiano all'estero: +16%. Ma anche la produzione del 'fake' è da record

28 Settembre 2019,11:37

Mai così tanto Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono stati consumati all’estero con l’Italia che festeggia il record storico nelle esportazioni in crescita del 16% in valore nel primo semestre del 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti in occasione del Parmigiano Day al Villaggio contadino di Bologna dove contro il pericolo dei dazi alle esportazioni negli Stati Uniti per la prima volta è sceso in piazza il «popolo» di Parmigiano e Grana. 
A guidare in Europa la classifica degli appassionati di Parmigiano e Grana è la Germania (+19% esportazioni), davanti a Francia (+11%) e Regno Unito (+15%), ma il tipico prodotto Made in Italy spopola anche nei Paesi del formaggio coi buchi, come la Svizzera (+17%) e l’Olanda (+10%). Fuori dall’Europa sono gli Stati Uniti il principale mercato grazie anche a una crescita record del 26% nel primo semestre. Aumento del 21% in Giappone e del 36% in Cina seppur con valori ancora limitati.

Unica eccezione al 'boom', il Canada, «dove l’approvazione del trattato di libero scambio Ceta con l’Europa - rileva Coldiretti - ha di fatto affossato le esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, crollate del 19% nella prima metà del 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente». 
Sul record delle esportazioni pende ora la spada di Damocle della decisione del Wto di approvare la richiesta degli Stati Uniti di imporre tariffe su alcuni beni europei nell’ultimo capitolo di una disputa bilaterale sui sussidi agli aeromobili. «Secondo la black list ufficiale pubblicata sul Registro Federale Usa - spiega Coldiretti - a pagare il conto più salato per il Belpaese potrebbe essere il Made in Italy agroalimentare proprio a partire dai formaggi, oltre a vini, salumi, pasta, olio extravergine di oliva, agrumi, olive, uva, marmellate, succhi di frutta, pesche e pere in scatola, acqua, superalcolici e caffè».

La produzione di falsi Parmigiano Reggiano e Grana Padano nel mondo ha superato quella degli originali, con il diffondersi di imitazioni in tutti i continenti che toglie spazi di mercato ai simboli del Made in Italy, ed è trainata da «un’industria del tarocco che i dazi rischiano di rendere sempre più fiorente e che ha paradossalmente i suoi centri principali nei Paesi avanzati, a partire dagli Stati Uniti al Canada, dall’Australia al Sudamerica». Lo denuncia Coldiretti in occasione del Parmigiano Day al Villaggio di Bologna. 
«Il Parmigiano, assieme al Grana, è, il prodotto agroalimentare più imitato nel mondo - sottolinea Coldiretti - che diventa Parmesan dagli Stati Uniti all’Australia, dal Sudafrica fino alla Russia, Parmesano in Uruguay, Reggianito in Argentina o Parmesao in Brasile o altro anche più fantasioso, come il Grana Pampeana senza dimenticare i formaggi similari che si moltiplicano anche in Europa».

© Riproduzione riservata

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