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IL CASO

Ferrarini, i sindacati litigano sulla protesta in piazza

Ferrarini, i sindacati litigano sulla protesta in piazza

01 Dicembre 2021,19:47

Caos alla Ferrarini sul fronte sindacale: i sindacati nazionali di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil non condividono la decisione assunta a maggioranza dalla Rsu di Ferrarini, l’organismo sindacale eletto dai lavoratori dell’azienda, di organizzare una protesta (il 2 dicembre dalle 9.30 alle 14 in Piazza della Scala a Milano) contro Intesa Sanpaolo, accusata di ostacolare l’iter concordatario e di aver chiesto la messa all’asta di villa Corbelli di Rivaltella dove hanno sede uffici direzionali e lo stabilimento di lavorazione dei prosciutti cotti. 

I sindacati nazionali, si legge in una nota, ritengono «che la decisione di alcuni dipendenti di organizzare un’iniziativa di presidio sotto la sede di Banca Intesa non sia condivisibile, perché non coerente col percorso assunto in sede di coordinamento di gruppo. Ribadiamo invece, con ferma convinzione, la necessità di riattivare il tavolo istituzionale affinchè si possa arrivare ad una soluzione positiva di questa complicata vertenza».

I sindacati ribadiscono «la necessità di trovare soluzioni che garantiscano la continuità produttiva ed il mantenimento dell’occupazione su tutti i siti i della galassia Ferrarini» e ricordano che «con questo obiettivo lo stesso Coordinamento di Gruppo ha ritenuto strategico richiedere un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di chiarire la situazione in cui si trova la Ferrarini e approfondire in sede ministeriale gli eventuali sviluppi relativi alla messa all’asta del sito produttivo» di Villa di Rivaltella, asta chiesta da Intesa.

Anche l'azienda protesta: la manifestazione - spiega - «non è mai stata promossa e tantomeno caldeggiata dall’azienda, come erroneamente riportato da alcuni». La Ferrarini precisa anche che la manifestazione in Piazza della Scala, è stata «comunicata e autorizzata dalle Istituzioni preposte assicurando il massimo rispetto delle regole anti-Covid».

L’azienda respinge inoltre l’accusa di non aver informato le organizzazioni sindacali della decisione di mettere domani i dipendenti in ferie collettive. «Da una verifica da parte dei responsabili si è infatti appreso che le adesioni alla manifestazione avrebbero impedito le normali attività a causa dell’assenza di alcune figure indispensabili per lo svolgimento delle stesse e anche per ragioni organizzative, di sicurezza, qualità e non di meno, amministrative».

Ferrarini si dice «profondamente dispiaciuta per i disagi creati a quei dipendenti che avrebbero dato la loro disponibilità al lavoro ma, al tempo stesso, è consapevole di dovere in ogni modo contenere quanto più possibile i costi e preservare l’efficienza economica e la sicurezza di persone e impianti». 

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