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Editoriale

La «Muskeconomy» con Twitter produrrà anche effetti politici

La «Muskeconomy» con Twitter produrrà   anche effetti politici

di Augusto Schianchi

20 Maggio 2022,12:00

Per comprare Twitter l’imprenditore visionario sudafricano Elon Musk (l’uomo più ricco del mondo - con riferimento ai patrimoni conosciuti) ha messo insieme 44 miliardi di dollari, più o meno il Pil annuale della Liguria. Lo ha fatto mettendo insieme soldi suoi (vendendo un pacchetto di azioni proprie di Tesla), contraendo nuovi debiti (con garanzia Tesla), e più di 7 miliardi di dollari cash arrivati da 19 investitori-amici, in primis Larry Ellison (fondatore di Oracle) che ha versato un miliardo.
Musk se lo può permettere con la sua «Muskeconomy» (Tesla, The Boring Company, Neuralink e SpaceX), ma soprattutto con il bonus di Tesla del 2018, ovvero il diritto a comprare azioni di Tesla a prezzi scontatissimi (vincolate per 5 anni) per 25 miliardi a fronte di un esborso cash di 1.5 miliardi. In un contesto, peraltro, di conti di Tesla molto problematici per effetto dell’inflazione e dei problemi logistici globali. Tanti dubbi, ma Musk ha costruito un mondo fantastico, che avvolge tutto quello che lo circonda. D’altronde Musk non è interessato a far soldi con Twitter, vuole anche poca pubblicità (in modo da ridurre il peso degli sponsor). Vuole fare del social la «piazza digitale» del mondo. Quali potranno essere le conseguenze di questa scelta? Vediamo.

Musk darà un forte impulso alla libertà di parola, modificando la politica di moderazione nei confronti dei contenuti adottata da Twitter in questi mesi, per rimuovere contenuti che possano incoraggiare violenza o diffondere notizie false. Con buona pace di coloro che hanno sempre giudicato corrosivi per la coesione sociale molti contenuti dei social media. Il probabile vincitore di questa correzione radicale sarà l’ex-presidente Trump. Twitter ha cancellato Trump dall’accesso, dopo il suo ruolo nell’incitazione alla violenza del 6 gennaio del 2021 con l’invasione di Capito Hill. Con Musk al comando, Twitter potrà reinserire Trump, sulla base della considerazione che è comunque una figura pubblica significativa, e probabile candidato alle presidenziali del ’24. Con questo Trump ritroverà lo spazio per esprimere la propria «versione» dei fatti, aumentando la polarizzazione politica, le prese di posizione faziose, l’estremismo politico. Anche la Cina avrà modo di ricevere un’accoglienza più benevola.
Tesla sta costruendo un grande impianto in Cina; la Cina è un leader mondiale per le batterie per auto elettriche. Per Musk le preoccupazioni per i diritti umani, pratiche corrette di lavoro, le protezioni del clima, vengono (molto) dopo gli interessi del business. Magari anche per la Russia si avvierà un processo di riabilitazione post-Ucraina con ammorbidimento delle sanzioni. Musk ha promesso una maggiore trasparenza sugli “algoritmi” delle procedure informatiche del social, e questo è positivo. Ma la sua privatizzazione comporta una minore trasparenza sulla società, minore compliance societaria, pratiche aziendali più “riservate”. Le società private sono sottoposte a minori controlli legali, e possono decidere più liberamente. Questo non potrà non avere conseguenze sui dibattiti pubblici ed elettorali.
Su un piano più generale, è nota la passione di Musk per i viaggi spaziali (con la sua SpaceX), e la sua opposizione all’espansione dell’intelligenza artificiale (IA). Per quanto riguarda i viaggi spaziali, è noto il progetto di Musk di colonizzare Marte, e comunque di portare gli umani oltre la Terra. Accoppiare Twitter con l’attività commerciale di SpaceX solleverà un grande conflitto d’interessi che andrà regolamentato. Opposto l’atteggiamento di Musk verso l’IA, magari con un pizzico di ipocrisia. Il suo (condiviso) timore è che l’IA “schiavizzi” l’umanità, sotto il dominio degli algoritmi. Twitter non mancherà d’intervenire sul dibattito pubblico con tutta la forza del suo peso sui social. Con l’acquisto di Twitter Musk - dall’alto del suo patrimonio - ha riaffermato il suo credo visionario: anarchico (poche leggi, il minimo necessario), futurista (viaggi nello spazio per tutti), individualista (la libertà di ciascuno prima di tutto). D’altronde - come ha scritto il New Yorker - se sei il più ricco del mondo, ti chiedi sempre, con un senso d’intima insoddisfazione, “e adesso cosa faccio?”. E allora nella vita giochi come ad un computer. Presto ti identifichi nel gioco, ed alla fine ti chiedi come migliorarlo. Tu non sei un giocatore, sei il gioco. E i soldi non servono più per essere spesi (come fanno i ricchi con il lusso), ma per misurare il successo delle proprie idee (dall’auto elettrica allo spazio). E magari ti chiedi anche come migliorare l’umanità.

© Riproduzione riservata

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