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Colser Auroradomus nel 2021 rafforza fatturato e patrimonio

Il gruppo punta su innovazione e sostenibilità. Il nodo risorse umane

Colser Auroradomus nel 2021 rafforza fatturato e patrimonio

di Andrea Violi

25 Maggio 2022,06:50

Risultati in crescita per il gruppo Colser-Auroradomus, nel 2021. Il fatturato e il patrimonio netto segnano un incremento a due cifre per le cooperative di servizi, la cui assemblea ha discusso e approvato il bilancio 2021. Il gruppo si rafforza sia a Parma sia a livello nazionale: tra le novità, strutture logistiche all'Interporto e una filiale a Roma. La riunione si è svolta ancora online ma è stata una sorta di giro d'Italia, con collegamenti da tutte le aree operative del gruppo nel Paese. «Faccio questo lavoro con passione ma celebriamo soprattutto i risultati di una grande squadra», sottolinea la presidente Cristina Bazzini.

I conti del 2021

Il gruppo Colser-Auroradomus nel 2021 ha raggiunto un fatturato di 185 milioni e 6.331 fra soci e dipendenti. La sola Colser aumenta il fatturato del 12,1% a 116,8 milioni. Il patrimonio netto sale da 21 milioni a 28,3 milioni di euro: +35,1%. I soci e dipendenti di Colser sono 4.387.

Numeri che la presidente definisce «eccezionali». «Siamo stati tra i fortunati che, tutto sommato, nel corso della pandemia sono stati fra i servizi essenziali - uno per tutti il sanitario ospedaliero -. Colser ha lavorato, pur nella tragicità della pandemia, molto pesante per gli operatori. Il bilancio 2021 risente fortemente di tutto questo lavoro nella pandemia, sia in prima linea sia nella ripresa delle attività. Anche con l'aumento degli access control nei molti servizi di portierato. All'aumento di fatturato consegue un aumento significativo dei margini operativi, sia lordo che netto. Sottolineo poi la grande forza patrimoniale della nostra azienda. Tra l'altro questo margine rilevante ci ha permesso di assegnare un rilevante ristorno ai nostri soci».

Strategia di crescita

«La nostra strategia si basa su tre pilastri: fatturato, territorio e diversificazione - continua la Bazzini -. Siamo competitor nazionali: abbiamo raggiunto questo obiettivo. La filiale di Roma, aperta negli ultimi mesi del 2021, si occupa dello sviluppo dell'area centro-sud». Per quanto riguarda gli appalti nel campo della Sanità, nel lotto che riguarda Campania, Basilicata e Puglia, Colser è attiva negli ospedali di Brindisi e Salerno. A Parma, inoltre, ha avuto la riaggiudicazione dell'appalto dell'Azienda ospedaliero-universitaria e dell'Ausl. Un appalto «storico» cui questo gruppo tiene particolarmente. Quanto alla diversificazione, spiega la Bazzini, «il 2021 è stato caratterizzato dal potenziamento della divisione logistica, con l'acquisto dei rami della ex Taddei: abbiamo acquisito, insieme al lavoro, il magazzino di via Londra all'Interporto. E in questi giorni abbiamo affiancato un altro magazzino. Stiamo cercando di far nascere il nostro polo logistico all'interno del Cepim». Cresce anche la divisione Colser Tech, dedicata alla manutenzione impianti.

«Cerchiamo di essere vicini al territorio e alle comunità dove risiedono i nostri soci dipendenti - aggiunge la presidente -. E il tema della sostenibilità è trasversale a tutte le nostre divisioni. Sostenibilità ambientale ma anche sociale ed economica».
Il gruppo cerca punta anche sulla R&S: nuove tecnologie e soluzioni innovative mirate all'evoluzione dei modelli di servizio e dei processi. Punta sul Partenariato pubblico-privato e su sistemi di gestione innovativi. Nuovi strumenti sono stati utilizzati all'ateneo Iuav di Venezia e all'ospedale Burlo di Trieste, un'altra nuova acquisizione per Colser. E la ricerca prosegue nel campo dello smart management, un approccio sulla «gestione intelligente» degli edifici.

Sfide e problemi

La Bazzini sottolinea che all'innovazione è legato lo sviluppo della professionalità, anche con la formazione permanente del personale. Non mancano i problemi da affrontare, a partire proprio dal lavoro. «Stiamo facendo fatica nella ricerca delle risorse a tutti i livelli - aggiunge la Bazzini -. Abbiamo uno spaccato del Paese. Al sud per gli ospedali ci sono arrivate 400 richieste di lavoro e lì effettivamente la manodopera c'è, mentre a Parma o in generale al nord, sebbene con qualche differenza, probabilmente il mondo del lavoro è ricettivo e abbiamo scarsità di manodopera. Ma anche di figure specializzate: anche con retribuzioni più che adeguate, si fatica ad acquisire manutentori del settore elettrico, impiantistico, idraulico. Ci sono molte iniziative per cercare di avvicinare gli istituti tecnici al mondo del lavoro. Stiamo faticando a trovare anche ingegneri. Così come nel mondo del sociale mancano gli operatori sociosanitari o gli infermieri. Quello delle risorse è un tema molto sentito».

Fra 2021 e 2022 anche in casa Colser Auroradomus si stavano progettando le strategie post-pandemia. «Ma ora c'è la guerra, molto vicina a noi, anzi alcune nostre persone ne sono colpite perché provengono da quelle zone, e ha sparigliato di nuovo le carte - sottolinea la presidente -. I nostri numeri ci spingono a essere ottimisti ma usando un certo realismo. Stiamo cercando di approcciare il tema del Pnrr, stiamo cercando di comprendere quale può essere la portata e la ricaduta per noi aziende di servizi. Oggi si parla molto di infrastrutture ma noi stiamo cercando qual è la potenza rigenerativa del Pnrr: doveva essere il volano per arrivare a un benessere diffuso, l'anima di questo grande progetto».

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