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"Mercati e guerra, la storia si ripete": incontro con Fabrizio Pezzani tra finanza e attualità

Incontro all'Upi per il ciclo "Assaggi 2022"

"Mercati e guerra, la storia si ripete": incontro con Fabrizio Pezzani tra finanza e attualità

Da sinistra Cesare Azzali, Fabrizio Pezzani e Leonardo Figna

27 Maggio 2022,16:20

Oggi, al di là di un conflitto drammatico sul campo, si sta consumando una vera e propria guerra finanziaria e monetaria che rende i mercati estremamente instabili. Il quadro non è rassicurante e l'economista Fabrizio Pezzani, professore emerito dell'Università Bocconi, non cerca di indorare la pillola parlando a Palazzo Soragna di fronte a una rappresentanza di giovani imprenditori dell'Unione Parmense degli Industriali. Si rivolge a loro con la franchezza che lo contraddistingue, mettendoli di fronte alla realtà. La sua, è una lezione di economia ricca di citazioni dotte ed esempi, un excursus sul passato per capire il presente. L'incontro, dal titolo emblematico “Armageddon finanziario”, rientra negli appuntamenti del ciclo “Assaggi 2022” ed è introdotto dal direttore dell'Upi Cesare Azzali e dal presidente dei giovani industriali, Leonardo Figna.

“La storia si ripete” esordisce Pezzani, citando in primis Giambattista Vico e la sua idea di alternanza di periodi di aggressività e pace, ma anche il sociologo russo Sorokin e le sue analisi sulle dinamiche socio-culturali. Poi l'economista va dritto al punto: la totale separazione, oggi, tra economia reale e finanza. Per capire occorre fare un passo indietro, tornando al 1971, anno in cui avviene lo sganciamento del dollaro all'oro, che innesca una rivoluzione finanziaria sempre meno controllata”. Gli effetti? L’immediato innalzamento dell’inflazione per i volumi di carta-moneta stampata senza sottostante. Per non fare la fine della Germania di Weimar del 1923, stroncata dall’inflazione, era necessario creare, a livello fittizio, una domanda di dollari stampati senza sottostante. Gli arabi vennero così convinti a farsi pagare il petrolio solo in dollari in cambio di protezione, dando vita al petrodollaro saldato dal sistema Swift. La lezione di Pezzani prosegue e i passaggi cruciali citati sono tanti, nell'ambito di un'evoluzione geopolitica che, nel frattempo, ha rafforzato altre economie, (Cina per prima), che hanno progressivamente condiviso un progetto di “dedollarizzazione” per potere usare in alternativa le loro valute. La carrellata giunge agli anni più recenti, con la finanza egemone e le componenti speculative sganciate dalla realtà che vanno a incidere pesantemente sul mercato. “Qual è la via d'uscita per questi giovani imprenditori?” chiede Azzali alla fine. “Un modello che dovrebbe avere valori più umani – risponde Pezzani –, occorre restituire all'uomo il ruolo di fine e non di mezzo”.

© Riproduzione riservata

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