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Parmigiano Reggiano di montagna, produzione +12%

Parmigiano Reggiano contro il Nutri-score

03 Agosto 2022,18:08

Dal 2016 al 2021 la produzione di Parmigiano Reggiano in montagna è aumentata del 12% rispetto al 2014. E’ il dato fornito dal Consorzio a Reggio Emilia, nell’ambito della presentazione della 56esima edizione della fiera del 'Re dei formaggì che si terrà a Casina, nell’Appennino Reggiano, da venerdì a domenica. Numeri che testimoniano l’inversione di tendenza rispetto alla decrescita che aveva colpito il comparto nel decennio 2000-2010 quando nei territori di montagna si è assistito alla chiusura di 60 caseifici, con una riduzione del 10% di produzione del latte. I numeri indicano anche un +15% per la produzione di latte sempre negli ultimi sei anni.
«La produzione nelle zone di Montagna è una delle caratteristiche del Parmigiano Reggiano da sempre - ha sottolineato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio - Nella dorsale appenninica da Bologna, a Modena, a Reggio Emilia a Parma, si realizza circa il 20% della produzione. Ecco perchè è fondamentale che il Consorzio abbia messo in campo interventi che mirano alla diffusione e valorizzazione del Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna, e che continui a farlo anche nei prossimi anni a venire». Nel 2021 circa 850.000 forme - il 20% della produzione totale della Dop - sono state realizzate negli 87 caseifici di montagna tra le province emiliane, con 915 allevatori coinvolti e una produzione annuale di 4,35 milioni di quintali di latte.
«Un esempio di altissima qualità produttiva e capacità imprenditoriale, come raccontano i numeri degli ultimi mesi nonostante le tante difficoltà del periodo», ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini che sabato alle 10 inaugurerà la fiera di Casina. «Nel settennio 2014-2022 sono stati concessi alle imprese agricole e agroalimentari tramite il programma di sviluppo rurale 1 miliardo e 380 milioni di contributi. Di questi, il 42% delle risorse localizzabili sono andate ai territori di montagna. Lo stesso faremo con la nuova programmazione 2023-2027», ha aggiunto l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi.

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