Sei in L'esperto

L'ESPERTO

Versamenti volontari e Naspi: rapporto delicato

La richiesta di autorizzazione durante il regime di disoccupazione richiede dei requisiti. E il quadro è piuttosto articolato. Inviate le  vostre domande  su  fisco, lavoro, casa,   previdenza a  esperto@gazzettadiparma.net  

di Paolo Zani* -

28 ottobre 2019, 10:33

Versamenti volontari e Naspi: rapporto delicato

IL QUESITO
Sono disoccupato e sto ricevendo dall'Inps l'indennità Naspi che terminerà a novembre. Nel frattempo posso chiedere l'autorizzazione ai versamenti volontari? In questi casi che fa l'Inps? Accetta o respinge la domanda? E nel caso di accettazione da quando potrei versare i contributi? Per la pensione anticipata -  42 anni e 10 mesi di contribuzione - gli uffici ritengo che debbano considerare anche i versamenti volontari, altrimenti avrei pagato a vuoto. G.P.

_____________________

Paolo Zani*
La risposta è articolata e vediamo il perché.
La richiesta di autorizzazione ai versamenti volontari di un lavoratore che si trovi nella condizione di usufruire o di percepire la Naspi (indennità di disoccupazione) deve essere sicuramente accolta in presenza dei requisiti richiesti (cinque  anni di contribuzione complessivamente  accreditata  oppure  3 anni di contributi   negli ultimi cinque anni immediatamente precedenti la domanda). Penso che nel suo caso questa condizione sia ampiamente perfezionata.
LA LEGGE 
Quanto sopra, alla luce della circolare Inps N° 50 del 17 aprile 2008 che al punto 3.6 afferma: «La domanda di prosecuzione volontaria presentata in costanza di indennità di disoccupazione  (= Naspi)  deve essere accolta. Queste domande devono essere definite positivamente, in quanto tale indennità (Naspi)  si pone come semplice causa di sospensione del versamento dei contributi volontari e non come causa di preclusione all’autorizzazione. In sintesi, la decorrenza giuridica dell'autorizzazione può collocarsi in un periodo coperto da contribuzione figurativa per disoccupazione, mentre la decorrenza dei pagamenti deve necessariamente corrispondere ad un periodo di assenza di contribuzione. A questo punto è necessario chiarire una cosa: l’autorizzazione deve essere concessa ma non è possibile versare contribuzione volontaria per periodi concomitanti a quelli indennizzati da Naspi in quanto questi periodi sono già coperti da contribuzione figurativa. Ma, allora, ha senso chiedere l’autorizzazione se poi non è possibile proseguire volontariamente la contribuzione? 
IL CONSIGLIO
Direi proprio di sì, anzi,  lo consiglio vivamente in quanto  spesso, nel passato, la semplice autorizzazione ai versamenti volontari ha rappresentato una sorta di salvaguardia nel caso di riforme previdenziali sopravvenute. Mi riferisco in particolare alla legge n° 503 del 1992 che ha stabilito che i lavoratori autorizzati ai versamenti volontari in data anteriore al 31/12/1992 mantengono il requisito dei 15 anni di contributi (780 contributi settimanali) che è stato, poi,  portato a 20 anni (1040 contributi settimanali) e tutto questo  indipendentemente dal fatto che sia stata versata contribuzione volontaria o meno. Un altro caso più recente è quello relativo ai «salvaguardati» dalla riforma Fornero. Anche qui i lavoratori autorizzati ai versamenti volontari anteriormente al 4 dicembre 2011, a determinate e specifiche condizioni, mantenevano i requisiti per l’accesso alla pensione «ante Fornero». Per cui io farei immediatamente la richiesta di autorizzazione ai versamenti volontari pur potendoli versare una volta esaurita la Naspi. Per la maturazione del requisito dei 42 anni e 10 mesi, per l’accesso alla pensione anticipata, la contribuzione volontaria è utile a tutti gli effetti: sia per il diritto che per determinare  misura della pensione. Un’ultima chiosa sull'argomento: il costo sostenuto per i versamenti volontari è deducibile dal reddito complessivo ai fini della determinazione dell’Irpef.
www.tuttoprevidenza.it
____________________

Inviate le  vostre domande  su  fisco, lavoro, casa,   previdenza a  esperto@gazzettadiparma.net