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I contributi Inps durante la disoccupazione

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di Paolo Zani* -

09 dicembre 2019, 14:57

I contributi Inps durante  la disoccupazione

IL QUESITO

Durante la «disoccupazione» i contributi li versa l’Inps? Seconda domanda: sono della stessa entità rispetto all’ultimo lavoro svolto o possono essere integrati con versamenti volontari?
P.G. 

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Paolo Zani*
I periodi di disoccupazione indennizzati - oggi più propriamente si parla di NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) - sono interamente coperti da contribuzione figurativa.
Per contribuzione figurativa si intende quella contribuzione che viene accreditata dall’INPS  a domanda o in automatico per determinati eventi nei quali il lavoratore non ha prestato attività lavorativa (servizio militare, disoccupazione, ecc. ),  o ha percepito una retribuzione ridotta per vari eventi (Cassa integrazione, malattia o infortunio ed altri) o  ha percepito varie indennità dall’INPS (TBC e altro).
In generale questa contribuzione figurativa è valida a tutti gli effetti sia per maturare il diritto che la misura della pensione con la sola eccezione di quella accreditata per disoccupazione (ora NASPI) e per la malattia a totale carico dell’INPS: in questi due ultimi casi specificati la contribuzione figurativa non è utile per la maturazione dei 35 anni di contributi indispensabili per l’accesso alla pensione anticipata.
Sono invece utili per maturare la maggiore anzianità richiesta, oggi fissata  per gli uomini a 42 anni e 10 mesi e per le donne a 41 anni e 10 mesi; in altre parole un lavoratore una volta maturati i 35 anni di contribuzione utile può utilizzare la contribuzione figurativa per disoccupazione e malattia per raggiungere la maggiore anzianità richiesta.
UN TETTO ALL'ACCREDITO FIGURATIVO
Diverso è il discorso per l’utilizzo della contribuzione figurativa per NASPI ai fini del calcolo della pensione. La legge fissa un tetto all’accredito figurativo: per il 2019 questo limite è fissato a 1.860,26 € mensili pari a 1,4 volte l’indennità massima erogabile ( 1.328,76 € x 1,4).
Chi incappa nel tetto avendo retribuzioni superiori dovrà attendersi, invece, effetti sull'importo della pensione che andrà a percepire, effetti che differiscono a seconda del sistema di calcolo dell'assegno, contributivo o retributivo.
QUOTE NEL SISTEMA CONTRIBUTIVO
Per le quote  di pensione calcolate con il sistema contributivo (per chi aveva meno di 18 anni di contributi prima del 1996 per la contribuzione dal 1° gennaio 1996; o per tutti per la contribuzione dal 1° gennaio 2012) il tetto massimo alla contribuzione figurativa determina una penalità sull'assegno dato che verrà tradotta in pensione una somma minore. 
QUOTE NEL SISTEMA RETRIBUTIVO
Sulle quote da calcolare nel sistema retributivo la legge ha messo una clausola di salvaguardia; in caso le retribuzioni di riferimento determinino il   superamento del tetto la contribuzione figurativa viene «neutralizzata» vale a dire che non se ne tiene conto ai fini del calcolo mentre viene utilizzata ai fini del diritto.
In altre parole le retribuzioni figurative vengono ignorate e si tiene conto solo di quelle effettivamente percepite.
In definitiva il lavoratore di fatto  non subisce danni, con il passaggio alla Naspi, per quanto riguarda la determinazione della retribuzione pensionabile su cui si calcola la Quota A e della Quota B di pensione; ma subirà comunque una penalità per quanto riguarda quella parte dell'assegno determinata con il sistema contributivo.
Dal 1° gennaio 2012 il sistema contributivo è applicato alla totalità dei lavoratori per la parte di contribuzione versata e accreditata dopo tale data.

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