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Il pasticciaccio dei contributi Enasarco

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21 gennaio 2020, 11:36

Il pasticciaccio dei contributi Enasarco

   il quesito   
Ho versato a Enasarco  solo per 3 anni, avendo poi cambiato lavoro. Mi chiedo quanti saranno nella stessa condizione, visto che, da quanto mi risulta, circa il 90% degli agenti e rappresentanti di commercio lascia dopo poco... E' ipotizzabile una class action nei confronti dell'Enasarco, quantomeno per la restituzione dei soldi versati (se possibile con interessi, visto che li hanno tenuti loro)?
R.G. 

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   Paolo Zani *   

Il problema sollevato dal nostro fedele lettore non è nuovo e la soluzione, a mio avviso, non è semplice da trovare. A beneficio degli altri lettori riassumo brevemente la questione.

IL QUADRO E L'ANOMALIA
L’Enasarco (Ente Nazionale Assistenza per gli Agenti e Rappresentanti del Commercio) è un ente privato che eroga varie prestazioni integrative  agli agenti e rappresentanti di commercio iscritti all’Ente e che abbiano versato i relativi contributi. Tra queste prestazioni ricordiamo la pensione di vecchiaia al compimento dell’età pensionabile, con almeno 20 anni di contributi, il FIIR (trattamento di fine rapporto)  oltre a tutta una serie di prestazioni sanitarie e integrative.
L’anomalia è che, pur essendo l’Enasarco una cassa previdenziale ed  integrativa privata, vi è l’obbligo dell’iscrizione all’Ente  per  tutti gli agenti di commercio  pur essendo gli stessi  tenuti alla contestuale iscrizione all’Inps. Il problema sta nel fatto che se non si raggiungono i requisiti richiesti - per esempio: per la pensione di vecchiaia servono almeno 20 anni di contributi - l’Enasarco non riconosce alcun diritto e non prevede nemmeno la restituzione delle somme versate. Siamo nella fattispecie dei cosiddetti, «contributi silenti». E’ vero che Enasarco contempla la possibilità di proseguire volontariamente il versamento contributivo una volta cessata l’attività di agente di commercio, ma questo vale ed è conveniente  se a un iscritto Enasarco manca poco per raggiungere il requisito dei 20 anni di contribuzione,  diverso è il discorso - come nel caso in questione - con  solo tre anni di contributi.

NIENTE RICONGIUNZIONE
Ad aggravare la situazione sta il fatto che trattandosi di un ente previdenziale che eroga prestazioni integrative non è prevista la possibilità di ricongiunzione dei contributi, cosa peraltro inutile e improduttiva in quanto la contribuzione Enasarco è già coperta da contribuzione obbligatoria Inps, né la possibilità di cumulare la contribuzione, cosa teoricamente possibile, al fine di maturare un maggior importo di pensione in quanto, come detto, trattasi di Ente previdenziale integrativo.
Si può uscire dall’inghippo? La vedo dura… molto dura, in quanto Enasarco si tiene ben stretta la contribuzione «silente» o «improduttiva» che dir si voglia perché, in caso contrario e favorevole agli iscritti, si vedrebbe costretta a un esborso non previsto e quindi difficilmente verrà cambiato il Regolamento dell’ente.

CLASS ACTION?
Quanto a una eventuale «class action» non mi risulta che ce ne siano in atto anche perché sarebbe necessario trovare un comportamento illegale da parte di Enasarco che, nello specifico, non fa altro che applicare un regolamento interno. Sarebbe, invece, auspicabile un intervento legislativo che prevedesse almeno la possibilità di cumulare  la contribuzione Enasarco con altra contribuzione al fine di vedersi riconosciuta una, seppur minima, quota di pensione.

* www.tuttoprevidenza.it

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