Sei in L'esperto

La parola all'esperto - Previdenza

Lavoratori precoci e pensione «anticipata»

11 maggio 2020, 15:08

Lavoratori precoci e pensione «anticipata»

    quesito    

Una domanda per quanto riguarda la mia posizione contributiva. Sono nato nel 1962 e ho iniziato a 17 anni. Ho più di 12 mesi di contributi prima dei 19 anni. A oggi mi ritrovo a fine 2019 la seguente situazione: 1993 settimane per la misura; 1966 per il diritto. Ho lavorato nei mesi gennaio febbraio marzo e poi per il coronavirus dal 1° aprile sono in fis.  Se dovessi perdere il lavoro, per usufruire della possibilità precoci  41 anni cosa posso fare? M.S.

______________________________________
Paolo Zani*

Innanzitutto una doverosa premessa che dovrebbe tranquillizzarla: la pensione anticipata per i lavoratori precoci è un provvedimento ormai strutturale e quindi non soggetto a scadenza a differenza, per esempio, dell’A.Pe social o dell’opzione donna  che vengono  prorogate di anno in anno. Vediamo di cosa si tratta nel concreto.
La possibilità di accesso alla pensione “anticipata” (si fa per dire) con 41 anni di contribuzione per i lavoratori precoci è stata introdotta dalla legge  n° 232 del 2016 (legge di bilancio 2017) all’art. 1 comma 199. Per “lavoratori precoci” di intendono i lavoratori che possono far valere 52 settimane di contributi (un anno) per lavoro effettivo, non vale quindi eventuale contribuzione figurativa, prima del compimento del 19° anno di età (18 anni e 364 giorni). Oltre a queste condizioni, facilmente riscontrabili, la legge restringe il campo di applicazione a particolari categorie di lavoratori, vale a dire quelli:
disoccupati a causa di licenziamento, dimissioni per giusta causa o per risoluzione consensuale ai sensi della legge n° 604/1966 che abbiano già usufruito completamente  degli ammortizzatori sociali per disoccupazione da almeno tre mesi;
riconosciuti invalidi civili in misura pari o superiore al 74%;
che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.  Dal 1° gennaio 2018 sono stati inclusi anche i soggetti che assistono, un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti; 
addetti a lavorazioni usuranti. Le categorie individuate sono ben 25 e comprendono i lavoratori notturni, gli addetti a catena di montaggio, conduttori di veicoli adibiti al pubblico trasporto ed altri.
Se le due condizioni (lavoratore precoce e categoria particolare) sono presenti  il lavoratore potrà accedere al pensionamento con 41 anni di contributi (pari a 2132 settimane)  con una finestra posticipata di tre mesi dalla maturazione dei requisiti.
Venendo al suo caso specifico, per quanto riguarda il requisito contributivo, al 31/12/2019 le mancherebbero 139 contributi settimanali pari a 2 anni e 8 mesi. Per quanto riguarda l’appartenenza alle categorie aventi diritto la cosa andrà verificata al momento del pensionamento.
Se posso darle un consiglio, se le cose dovessero mettersi male in azienda, prenda in considerazione l’eventualità di un licenziamento o di dimissioni consensuali: in questo caso avendo diritto alla NASPI (disoccupazione) per 24 mesi max., rientrerebbe appieno in una delle categorie previste a meno che non vi rientri per altri motivi tra quelli che ho elencato. La contribuzione figurativa per NASPI è utile per maturare il requisito dei 41 anni di contributi.
Un’ultima cosa importante: la legge prevede che bisogna presentare una domanda di verifica del diritto entro il 1° marzo dell’anno di decorrenza della pensione e poi la domanda vera e propria un paio di mesi prima della decorrenza effettiva. La data del 1° marzo non è tassativa ma è opportuno, se possibile, rispettarla.
Per l’attualità, preciso  che ,a causa del Coronavirus,  questa scadenza per quest’anno è stata spostata al 1° giugno 2020. 
 

*www.tuttoprevidenza.it

   Inviate le vostre domande su fisco, lavoro, casa,   
   previdenza a esperto@gazzettadiparma.net