Sei in L'esperto

La parola all'esperto - Casa

Le scadenze fiscali per i proprietari di immobili

11 maggio 2020, 14:59

Le scadenze fiscali per i proprietari di immobili

    quesito    

Sono proprietario di unità immobiliari nel comune di Parma. La serie quasi infinita di Decreti legge e decreti ministeriali pubblicati in questo periodo di emergenza sanitaria ha creato incertezza circa i termini e le modalità delle prossime scadenze fiscali. E’ possibile avere un chiarimento in merito? A.V.

______________________________________
Antonio Russo*

I prossimi adempimenti fiscali cui sono particolarmente interessati i possessori di immobili (proprietari e/o titolari di diritti reali) sono sostanzialmente due:
- 16 giugno 2020: versamento a titolo di acconto dell’IMU per l’anno 2020. Il termine, per il momento, non è stato differito. La disciplina dell’imposta municipale è stata modificata dalla Legge di bilancio (L. 27 dicembre 2019, n 190, art 1, commi da 738 a 783).
In sostanza, è stata abolita la TASI (Tassa per i servizi indivisibili), fatto positivo, ma contestualmente si è disposto l’aumento dell’aliquota ordinaria IMU fissandola allo 0,86% del valore catastale dell’immobile (prima era 0,76%). Rimane la possibilità da parte dei comuni di aumentare l’aliquota ordinaria fino al tetto massimo dell’1,06 % (o diminuirla, fino all’azzeramento). Poiché questo è il primo anno della “nuova” IMU, l’acconto è richiesto in misura pari alla metà di quanto versato nel 2019 a titolo di IMU (ricordo, con la precedente più bassa aliquota) e TASI (ricordo, per inciso, che per il comune di Parma, l’aliquota Tasi era pari a zero). Il versamento a titolo di saldo, applicando le aliquote deliberate dal comune nel corso dell’anno, è previsto per il 16 dicembre 2020.
L’imminente decreto legge (il cd “decreto maggio”) sembra prevedere la possibilità, da parte dei comuni, di “concedere” un differimento, peraltro breve, del termine per l’acconto al 30 giugno (si tratta tuttavia di una eventuale deliberazione del tutto discrezionale).
- 30 giugno 2020: versamento dell’Irpef (e addizionali regionale e comunale) a saldo per l’anno 2019, risultante dalla dichiarazione dei redditi (modello REDDITI 2020) ed eventuale primo acconto per l’anno 2020. Allo stato attuale, anche per questa scadenza non è previsto alcun differimento (se non l’ordinaria possibilità di versare entro il 30 luglio, con una maggiorazione pari allo 0,4%). Per i contribuenti ammessi alla presentazione del modello 730, sono stabilite quest’anno diverse scadenze: la prima è quella del 31 maggio per la presentazione al Caf (o al professionista) del modello per poter usufruire dell’eventuale rimborso da parte del datore di lavoro (o ente pensionistico) già entro il mese di luglio. L’ultima scadenza per la presentazione del modello è fissata al 30 settembre.
In merito alla imponibilità dei redditi di fabbricati (questione che interessa particolarmente al lettore), non si rilevano novità particolari per quanto riguarda il periodo di imposta 2019:
per i redditi di locazione, regime ordinario Irpef (con aliquote progressive per scaglioni) o, per opzione, regime della “cedolare secca”, con aliquota fissa al 21% o al 10% per le locazioni a canone concordato;
rigido criterio di “competenza” per i redditi da locazioni commerciali (deve essere dichiarato e colpito da imposta il canone previsto dal contratto, indipendentemente dall’effettivo incasso);
per i redditi da locazioni ad uso abitativo, il criterio di competenza subisce l’unica deroga in ragione dell’eventuale sentenza di convalida di sfratto (da quel momento il canone non incassato non è colpito da imposta).
Attenzione Una novità importante è stata introdotta dal DL 34/02019, che ha modificato l’art 26 del Dpr 917/1986 (Testo Unico Imposte sui redditi): per i contratti di locazione stipulati dal 1 gennaio 2020 (quindi a livello dichiarativo, il primo effetto pratico si avrà con le dichiarazioni del 2021), i canoni non percepiti non sono imponibili “purché la mancata percezione sia comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento”. Non sarà quindi più necessario attendere la sentenza del procedimento giudiziario di convalida di sfratto, ma sarà sufficiente dimostrare, da parte del locatore, di essersi attivato con gli strumenti dell’intimazione di sfratto o ingiunzione di pagamento.
Anche in tema di detrazioni Irpef per interventi di recupero edilizio, le maggiori novità hanno effetto solo dall’anno d’imposta 2020 (quindi dichiarazioni da presentare nel 2021): il cd “bonus facciate”, (detrazione del 90% in 10 anni) già operativo e l’annunciata  detrazione del 110% per interventi di risparmio energetico e di prevenzione antisismica, per spese sostenute a partire, presumibilmente, dal 1° luglio prossimo.
 

*Consulente fiscale Associazione Proprietà Edilizia di Parma

   Inviate le vostre domande su fisco, lavoro, casa,   
   previdenza a esperto@gazzettadiparma.net