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Assenze per Covid nella Pa: come contare i giorni di malattia

di Pietro Boschi* -

28 settembre 2020, 10:30

Assenze per Covid nella Pa: come contare i giorni di malattia

Sono un'impiegata della PA e ho avuto il Covid 19....  vorrei sapere:  1) Tutta questa malattia va calcolata nel computo totale della malattia nei 3 anni oppure no? 2) Se al P.S. sono arrivata la sera del 10/04 dopo aver lavorato in smart working e relazionato il lavoro, questo giorno va calcolato come malattia?  3) I giorni successivi,  sabato, domenica di Pasqua  e Lunedì dell'Angelo, vanno considerati malattia o la domanda  può partire dal primo giorno utile lavorativo e quindi dal martedì successivo?

Relativamente al quesito 1 occorre preliminarmente precisare che i numerosi interventi legislativi emanati in conseguenza dell'emergenza epidemiologica, non sono di facile interpretazione e rendono la materia particolarmente intricata.  Diamo intanto per scontato che la lettrice abbia contratto il virus fuori dall'ambiente di lavoro, i cui protocolli attraverso i quali si misura la responsabilità del datore di lavoro continueranno ad essere modificati anche in base all'andamento della pandemia; in caso contrario dovrebbe trovare applicazione il principio secondo cui, in caso di responsabilità ascrivibile al datore di lavoro, il periodo di assenza per malattia  che ne scaturisce non debba computarsi nel comporto.

Detto ciò, è bene ricordare che, ai sensi dell’art. 2110 c.c. il lavoratore in malattia ha diritto alla conservazione del proprio posto di lavoro per un determinato periodo di tempo, denominato appunto “periodo di comporto”, la cui durata è stabilita dai Contratti Collettivi, decorso il quale il datore di lavoro è libero di porre fine al rapporto di lavoro; nel pubblico impiego il periodo di comporto è generalmente stabilito in 36 mesi. 
Assenze per malattia e quarantena nel comparto pubblico 
Per i soli dipendenti pubblici, il Dl. 2/3/2020 n. 9 ha stabilito che il periodo trascorso in malattia, in quarantena  con sorveglianza attiva, quarantena precauzionale o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva  per infezione da Covid 19 sia equiparato al periodo di ricovero ospedaliero e che, in tali casi, non avvenga alcuna decurtazione sulle specifiche indennità, senza tuttavia  specificare alcunchè in merito al periodo di comporto;  in assenza di qualsiasi richiamo specifico,  neppure contenuto nel  messaggio Inps n. 2584 del 24.6.2020 a commento del decreto summenzionato,  si ritiene che tali periodi rientrino nel calcolo.  
Assenze per malattia e quarantena nel comparto privato 
Anche nel comparto privato, dove peraltro i periodi di comporto sono notevolmente inferiori, non esiste alcuna  disposizione normativa specifica che escluda espressamente dal calcolo del comporto i periodi di malattia riconducibili all’infezione da Covid-19; ad onor del vero, si potrebbe interpretare in modo contrario, potendo assimilare tali assenze a cause di natura straordinaria. 
A differenza del comparto pubblico invece, il decreto "Cura Italia", prevede esplicitamente che il periodo trascorso dai lavoratori dipendenti di aziende private in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, sia equiparato alla malattia ai fini del trattamento economico, ma escluso dal calcolo del periodo di comporto. 


Tutto ciò premesso, nel caso prospettato, si ritiene che l'intero periodo interessato dalla malattia per covid-19 contratto dalla lettrice nei giorni dal 10/4/2020 al 24/06/2020, incluso quindi il periodo di isolamento fiduciario, dovrebbe interamente rientrare nel computo  del periodo di comporto.
2)  La giurisprudenza  ha chiarito che “… salva una contraria ed espressa indicazione, la prognosi della malattia diagnosticata non può NON comprendere il giorno di rilascio della certificazione, essendo irrilevante che in quello stesso giorno il lavoratore abbia eseguito la normale prestazione lavorativa, parziale o totale." Secondo la Cassazione, il certificato medico che viene rilasciato al termine di una giornata anche se interamente lavorata comprende  anche il giorno del rilascio, indipendentemente dalla circostanza che il giorno risulti lavorato per intero o solo in parte.  Non ci sono dubbi pertanto nel riconoscere "in malattia" anche quella giornata in cui si sia completamente prestata l'attività lavorativa.  
3) Nei giorni 11,12 e 13 aprile 2020  la lettrice si trovava già ricoverata presso il reparto malattie respiratorie; quelle giornate  sono pertanto da considerarsi di malattia e utili alla decorrenza del periodo di comporto. Di conseguenza, il giorno 14/04 rappresenta una giornata di continuazione e non di inizio del periodo morboso. 
*Consulente del lavoro

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