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Gestire gli anticipi quando cambia l'amministratore

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di Giulia Spagnolo* -

23 novembre 2020, 10:11

Gestire gli anticipi quando cambia l'amministratore

IL QUESITO
Un condominio termina l'anno di esercizio e l'amministratore convoca l'assemblea ordinaria. L'assemblea decide di non rinnovare il mandato e nomina un altro amministratore. L'amministratore uscente può, dopo la nomina del successore, recuperare gli anticipi di cassa che abbia anticipato di tasca propria? Lettera firmata.

La risposta al quesito posto dal lettore deve ritenersi affermativa, nei limiti delle precisazioni di seguito esposte.
Il rapporto tra amministratore di condominio e singoli condomini è assimilabile, per pacifica dottrina e giurisprudenza, al mandato con rappresentanza, soggiacendo pertanto alle norme che regolano tale tipo di contratto; tra queste, assume rilievo ai fini della presente questione l’art. 1720, 1° comma, c.c., il quale pone a carico del mandante l’obbligo di rimborsare al mandatario le anticipazioni poste in essere da quest’ultimo, con gli interessi legali dal giorno in cui sono state fatte. Ne consegue che l’amministratore uscente, una volta cessato l’incarico, ha diritto al rimborso delle anticipazioni effettuate per conto e in favore dei condòmini.
L’assunto trova riscontro nella prevalente giurisprudenza di legittimità, secondo la quale “l’amministratore cessato dall’incarico può chiedere il rimborso delle somme da lui anticipate per la gestione condominiale sia nei confronti del condominio legalmente rappresentato dal nuovo amministratore sia, cumulativamente, nei confronti di ogni singolo condòmino, la cui obbligazione di rimborsare all’amministratore-mandatario le anticipazioni da quest’ultimo fatte nell’esecuzione dell’incarico deve considerarsi sorta nel momento stesso in cui avviene l’anticipazione e per effetto di essa e non può considerarsi estinta dalla nomina del nuovo amministratore” (Cass. 1286/1997; Cass. 27363/2018).
Il suddetto principio deve essere tuttavia armonizzato con le disposizioni in materia di condominio (artt. 1130 e 1135 c.c.) che stabiliscono la necessità della preventiva approvazione da parte dell’assemblea per ogni spesa che non sia urgente, cosicché l'amministratore potrà esigere il rimborso delle spese sostenute soltanto nel caso in cui queste siano state preventivamente autorizzate da una delibera assembleare (Cass. 5984/2012; Cass. 20137/2017; Trib. Torino, Sent. 15/10/2020).
Non è invece ammissibile che l’amministratore compensi da sé il suo credito utilizzando denaro confluito nel conto corrente del condominio; egli, infatti, dopo la cessazione dell’incarico, non è più mandatario del condominio e non può più compiere alcuna operazione sul conto condominiale.
In sostanza, l’unica strada percorribile dall’amministratore per recuperare gli importi anticipati è quella di formulare richiesta di rimborso al nuovo amministratore e, in caso di mancato soddisfacimento del credito, proporre azione giudiziaria nei confronti del condominio, avendo cura, in tale ultima ipotesi, di fornire debita prova degli esborsi effettuati.

*Avvocato, consulente legale Proprietà edilizia (Confedilizia)

 

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