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LA PAROLA ALL'ESPERTO / PREVIDENZA

Versamenti volontari: che fare durante la Naspi


 

15 febbraio 2021, 09:23

Versamenti  volontari: che fare durante la Naspi

   il quesito   

Ho iniziato a lavorare nel dicembre 1983, a giugno 2022 finirò il mio periodo di Naspi (partito a giugno 2020): quando è consigliabile chiedere all'INPS per i versamenti della pensione  volontaria? E quanto può essere la somma, a spanne, fino al raggiungimento dei requisiti per andare in pensione (42-43 anni di requisiti).
D.B.


Paolo Zani*

La domanda di autorizzazione ai versamenti volontari può essere presentata anche durante il periodo di godimento dell’indennità di disoccupazione (ora Naspi) anche se, per i periodi coperti da Naspi, non è possibile versare contribuzione volontaria in quanto il periodo è già  coperto da contribuzione figurativa. 

Quanto sopra è previsto espressamente nella circolare INPS n° 50 del 2008 che, al punto 3.6, recita testualmente: «Prosecuzione volontaria in costanza di indennità di disoccupazione o di mobilità. La domanda di prosecuzione volontaria presentata in costanza di indennità di disoccupazione deve essere accolta. La circolare n. 146 DSEAD - n. 341 C. e V. del 9 luglio 1973 (v. punto 12.4) specifica infatti che tali domande devono essere definite positivamente, in quanto tale indennità si pone come semplice causa di sospensione del versamento dei contributi volontari e non come causa di preclusione all’autorizzazione (art.7, comma 4, DPR 31/12/1971, n. 1432). In tali ipotesi, pertanto, ferma restando la decorrenza dell’autorizzazione al primo sabato successivo alla relativa domanda, la possibilità di proseguire volontariamente la contribuzione può riguardare i soli periodi precedenti o successivi a quello di disoccupazione indennizzata. In sintesi, la decorrenza giuridica dell'autorizzazione può collocarsi in un periodo coperto da contribuzione figurativa per disoccupazione, mentre la decorrenza dei pagamenti deve necessariamente corrispondere ad un periodo di assenza di contribuzione». 

Ma una domanda sorge spontanea: ha senso chiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari se poi non è possibile versarli? Direi proprio di sì, anzi lo consiglio vivamente, in quanto nel passato la semplice autorizzazione ai versamenti volontari, entro una determinata data, è stato requisito per varie salvaguardie. Ad esempio si vedano, per ultimo, le nove salvaguardie dalla riforma Fornero. Io amo definire l’autorizzazione ai versamenti volontari come una sorta di “vaccino” contro i cambiamenti previdenziali.

Venendo alla seconda parte della sua domanda per quanto riguarda il costo dei versamenti questo viene stabilito nella misura del 33% della retribuzione (annua o settimanale media) soggetta a contribuzione previdenziale percepita nelle 52 settimane lavorate immediatamente prima della domanda; il periodo di Naspi è considerato periodo neutro. Questa  aliquota subisce un incremento dell'1% se la retribuzione di riferimento risulta superiore ai  47.379 euro  e solo  per la quota eccedente tale importo.In altre parole il costo è pari alla contribuzione che si sarebbe versata in costanza di rapporto di lavoro. 

Per quanto attiene , invece, al costo complessivo dell’operazione mi è impossibile rispondere, mancandomi gli elementi fondamentali per il calcolo. Ipotizzando che il periodo indicato (dal dicembre 1983 al giugno 2022) sia completamente coperto da contribuzione a quella data maturerà 2007 contributi settimanali.Se le cose stanno così  Lei raggiungerebbe il requisito richiesto (fino al 2026), di 42 anni e 10 mesi pari a 2227 contributi settimanali  nel settembre/ottobre 2024; mancherebbero quindi  220 settimane da versare volontariamente. Il calcolo esatto lo potrà una volta a conoscenza del costo di una settimana di contribuzione volontaria.

* www.tuttoprevidenza.it

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