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Enpals, invalidità e il recupero dei versamenti


 

08 febbraio 2021, 11:36

Enpals, invalidità e il recupero dei versamenti

   il quesito   

Ho 53 anni e lavoro da quando ne avevo 19, ma per molti anni...  ho lavorato come assistente/direttore di produzione in pubblicità e quindi con versamenti Enpals... Per quasi un anno ho lavorato con contratto di collaborazione per una sostituzione maternità e dal febbraio 2016 sono stata assunta presso un'industria cartotecnica e ho quindi versato i contributi Inps. Pochi mesi dopo mi è stata riconosciuta l'invalidità del 50% per una malattia degenerativa... Al momento sono in aspettativa... e non so se ricominciare a lavorare... Chiedo un consiglio per sapere se sia possibile recuperare i contributi versati.
G.P.


Paolo Zani*

La domanda è abbastanza articolata e complessa. Cerchiamo di analizzarla punto per punto.

CONTRIBUZIONE ENPALS
Dalla documentazione che mi ha inviato ho rilevato che ha parecchi anni di contribuzione versata all’Enpals,  l’ente che tutela i lavoratori dello spettacolo. Una buona notizia: la contribuzione Enpals per particolari categorie di lavoratori e per la natura stessa del rapporto di lavoro, e lei rientra in una di queste, anche in presenza di poche giornate coperte da contribuzione viene garantita una maggiore copertura. A mo’ di esempio: dal 1993 per i lavoratori inquadrati nel primo gruppo bastano 120 giornate retribuite per garantire la copertura per l’intero anno, prima ne bastavano solo 60. Questo per dire che nel suo caso specifico ha più contributi di quanto possa apparire dall’estratto. Ho fatto un calcolo approssimativo e secondo i miei calcoli all’Enpals  potrebbe avere circa 6 anni di contribuzione complessivi. Se non ha mai presentato domanda di disoccupazione indennizzata purtroppo la relativa contribuzione figurativa è andata irrimediabilmente persa.

POSSIBILITÀ DI RECUPERO DELLA CONTRIBUZIONE VERSATA 
Le dico subito che non c’è alcuna possibilità di recuperare la contribuzione versata: questo in via generale. Nello specifico, avendo contribuzione accreditata in data anteriore al 1° gennaio 1996, se non raggiunge il minimo contributivo per il diritto a pensione (oggi fissato a 20 anni) la contribuzione  andrà persa; per cui il consiglio che le do è quello di fare l’impossibile per raggiungere questo traguardo. Diverso è il caso di chi ha contribuzione esclusivamente nel sistema contributivo, vale a dire dal 1° gennaio 1996: per questi lavoratori la possibilità di maturare una pensione viene concessa anche con soli cinque anni di contribuzione, oggi al compimento del 71° anno di età. Per quanto più sopra detto le consiglio di cercare di raggiungere la meta dei 20 anni di contribuzione; avendo 53 anni di età il traguardo non è impossibile da raggiungere magari mediante la contribuzione volontaria.
La contribuzione volontaria ha un costo non indifferente, è pari alla contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro nelle ultime 52 settimane (anno) retribuite, ma nel suo caso è sicuramente vantaggiosa in quanto raggiungendo i 20 anni di contributi maturerebbe il diritto ad una pensione di vecchiaia.

INVALIDITÀ CIVILE
Il fatto che lei sia stata riconosciuta invalida civile, purtroppo ai fini lavorativi non conta nulla.In costanza di rapporto di lavoro, solo se raggiungesse il 60% di grado riconosciuto, potrebbe chiedere di essere ricompresa tra le categorie protette.In alternativa, avendo un grado superiore al 46 %, potrebbe chiedere di essere inserita nelle liste dei collocati obbligatoriamente ma per potersi iscrivere in queste liste deve essere disoccupata per cui non so, sinceramente, se il rischio valga la candela.

* www.tuttoprevidenza.it

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