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LA PAROLA ALL'ESPERTO / PREVIDENZA

La pensione di reversibilità in casi di invalidità

22 febbraio 2021, 12:38

La pensione di reversibilità in casi di invalidità

IL QUESITO
Mio fratello, 65 anni, titolare di pensione invalidità civile... 655,01 euro (incremento al milione ex 651,51). A seguito del decesso della mamma... abbiamo inoltrato domanda per la reversibilità. La mamma... percepiva: € 293, 39 netto categoria SR, € 452, 45 netto categoria IR, € 520, 29 invciv, accompagnamento. Mi può calcolare quanto percepirebbe? L.D.

Paolo Zani*
La pensione di reversibilità spetta ai figli maggiorenni inabili che si trovino nella condizione di essere a carico del “dante causa” (genitore deceduto) al momento del decesso dello stesso. Quindi nel caso in esame non dovrebbero esserci problemi sul diritto alla pensione di reversibilità.
Ma entriamo nel caso specifico. Dalla documentazione che ha allegato, sicuramente la pensione diretta della mamma, cat. VR, è reversibile. La quota di pensione spettante al figlio maggiorenne inabile è del 70% della pensione “adeguata”, nel senso di spettante alla mamma ma, in questo caso specifico, trattandosi di una pensione integrata al trattamento minimo (importo lordo pari a 515,07 €) se sono rispettati i limiti di reddito fissati dalla legge, anche al figlio inabile spetterà il trattamento minimo che, nello specifico, in assenza di altri redditi assoggettati ad IRPEF, dovrebbe esser pari a 515,07 €. La mamma percepiva meno in quanto la sua pensione era assoggettata a ritenute IRPEF e addizionali regionali e comunali nella misura di ca. 60,00 € al mese.I limiti di reddito, per l’integrazione al minimo, fissati per il 2021 sono:
Fino a € 6.702,54 = totale interazione al minimo
Redditi compresi tra € 6.702,54 e € 13.405,08 = parziale integrazione al minimo
Redditi oltre € 13.405,08 = nessuna integrazione al minimo


I redditi da considerare sono quelli assoggettabili ad IRPEF. La pensione di invalidità civile, cui è titolare suo fratello così come l’eventuale casa di abitazione, sono esenti da IRPEF e, quindi, non costituiscono reddito ai fini dell’integrazione al trattamento minimo.

Per la pensione di reversibilità goduta dalla madre, cat. SR, a mio avviso, non c’è alcuna possibilità in quanto il fratello avrebbe dovuto trovarsi nelle condizioni di inabilità e di essere a carico del padre al momento del decesso del medesimo.Direi che questa condizione non si è verificata anche perché, se così fosse,  una quota di pensione cat. SR sarebbe spettata anche al fratello e, dalla documentazione allegata, questo non risulta.
Per quanto riguarda l’indennità di accompagnamento non è prevista la reversibilità trattandosi di una prestazione di natura assistenziale.
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