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I contributi versati all'estero: vale un solo Paese

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15 marzo 2021, 11:15

I contributi versati all'estero: vale  un solo Paese

IL QUESITO
Entro il 2021 arriverò a sommare  42 anni e 10 mesi di  contribuzione in regime di totalizzazione multipla da contributi versati in Italia, Usa e Uk (9 anni all'estero)0 .Sono tornato a lavorare in Italia da una decina di anni. Da in formazioni Inps, sembra che si possano sommare i contributi di un solo paese estero ma non di entrambi. Questa cosa mi pare molto strana...

Lettera firmata

di Paolo Zani*
Siamo nel campo delle convenzioni internazionali: quel meccanismo che da la possibilità, ai lavoratori che hanno versato contribuzione in vari paesi esteri, di utilizzare questi spezzoni contributivi ai fini della maturazione di un trattamento pensionistico. Premetto che ogni convenzione fa storia a sé e, a volte,  prevede norme particolari e specifiche; in generale vale il principio della reciprocità in forza del quale la contribuzione versata in uno stato legato da convenzione vale anche nell’altro.

Tutti gli Stati membri della Comunità europea, l’UK non più anche se pare che la convenzione sia confermata, sono automaticamente legati dalla convenzione previdenziale con l’Italia e con tutti gli altri stati; per quanto riguarda quelli extra CEE, ad oggi, sono circa una ventina. Principalmente e ovviamente  quelli  più interessati al fenomeno dell’emigrazione italiana vale a dire: Argentina, Brasile, Australia, Canada, Stati dell’ex Jugoslavia ed altri. Tra questi non potevano mancare gli USA: l’accordo di sicurezza sociale tra Italia e Stati Uniti d’America è stato stipulato il 23 maggio 1973 ed entrato in vigore il 1° gennaio 1978 ed è stato successivamente modificato ed integrato dall’accordo aggiuntivo stipulato il 17 aprile 1984  ed entrato in vigore il 1° gennaio 1986.

Cosa prevede nel particolare l’accordo con gli USA? L’Accordo si applica alla legislazione di sicurezza sociale relativa alle prestazioni pensionistiche per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ed autonomi. Per quanto riguarda l’Italia, si applica all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, nonché ai trattamenti di previdenza sostitutivi di detta assicurazione generale (Fondi Speciali di Previdenza gestiti dall'Inps e da altri regimi speciali di assicurazione relativi a determinate categorie di lavoratori ex-Enpals, Inpgi, ex-Inpdai). In parole povere la contribuzione versata negli USA   si somma (totalizza)  a quella versata ed accreditata in Italia e viceversa,  al fine di  maturare il diritto alle prestazioni pensionistiche previste in ogni singola istituzione.Nella stragrande maggioranza dei casi è possibile cumulare la contribuzione versata in stati diversima, purtroppo, l’accordo con gli USA non prevede questa possibilità: si può  totalizzare la sola contribuzione versata negli USA e non anche quella versata in altri stati pur legati da convenzione.E, in questo caso specifico, impedisce di fatto  l’utilizzo della contribuzione versata ed accreditata in Inghilterra ai fini della maturazione dei requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini).

C’è qualche possibilità concreta per aggirare l’inghippo? Al momento, e per quello che mi risulta, direi di no; l’unica speranza è quella di una modifica della convenzione Italia/USA. Ovviamente la contribuzione versata negli USA e in Inghilterra non andrà persa; potrà essere  utilizzata singolarmente ma non cumulata. In altre parole sarà possibile chiedere distintamente una prestazione agli USA o in Inghilterra utilizzando la contribuzione italiana; per quanto riguarda l’Italia ai fini della maturazione dei requisiti per la pensione anticipata bisogna scegliere quale contribuzione estera utilizzare. 
*www.tuttoprevidenza.it