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Deduzioni e detrazioni: l'applicazione del meccanismo

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10 maggio 2021, 10:00

Deduzioni e detrazioni: l'applicazione del meccanismo

IL QUESITO
Il bonus ristrutturazione e mobili 50% è una presa in giro? Mi spiego: se ho un bonus di 10.000 euro (avendone spesi 20.000) in sede di denuncia dei redditi se sono un lavoratore dipendente e sono in pareggio al momento della denuncia dei redditi il bonus non lo percepisco, lo percepisco solo se devo un conguaglio al fisco. Così sembrano avvantaggiati solo lavoratori in proprio. Ai dipendenti forse conviene strappare uno sconto pagando in nero...
Lettera firmata

In ambito fiscale, il nostro ordinamento individua una serie di spese, che se sostenute comportano la riduzione delle imposte a cui ogni contribuente è soggetto. La modalità attraverso la quale avviene tale operazione è l’applicazione di deduzioni o detrazioni di imposta. La tassazione dei redditi delle persone fisiche avviene applicando alla base imponibile differenti aliquote in base agli scaglioni di reddito raggiunti. Le deduzioni intervengono a riduzione della base imponibile. Rientrano all’interno di tale categoria, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, i contributi versati per pensioni integrative, alcune erogazioni liberali, gli assegni periodici corrisposti al coniuge e gli assegni familiari stabiliti dal giudice.


Le detrazioni, al contrario, entrano in gioco una volta determinata l’imposta lorda, operando una riduzione della stessa per un ammontare pari alle spese sostenute, il cui importo è determinato applicando diverse regole a seconda della tipologia di detrazione. Rientrano all’interno di tale categoria, sempre a titolo esemplificativo e non esaustivo, la detrazione del 19% relativa alle spese sanitarie, la detrazione del 50% relativa alle ristrutturazioni edilizie, il bonus 110%.


La peculiarità delle detrazioni è che possono essere utilizzate fino a concorrenza dell’imposta lorda da versare. Per questo spesso si sente parlare del fatto che per godere di queste ultime occorre essere “capienti”, ossia avere un debito di imposta lordo almeno pari all’ammontare delle detrazioni di cui si può usufruire.
Il meccanismo delle deduzioni e detrazioni si applica allo stesso modo sia a coloro che producono redditi da lavoro dipendente e\o da pensione sia a coloro che producono redditi di lavoro autonomo o d’impresa. L’unica differenza è che mentre chi produce redditi da lavoro dipendente e\o da pensione ha un sostituto d’imposta (datore di lavoro, o cassa di previdenza) che ogni mese trattiene dal compenso lordo le imposte teoriche da versare, erogando al contribuente il netto; i lavoratori non dipendenti liquidano le imposte a saldo una volta predisposta la dichiarazione dei redditi.


Un esempio può rendere più chiaro il meccanismo. Immaginiamo che un lavoratore dipendente abbia prodotto nel 2020 un reddito lordo pari ad euro 35.000, con una rata di detrazione da bonus fiscale del 50%, sempre per l’anno 2020 pari ad euro 5.000. L’imposta lorda, già trattenuta dal datore di lavoro ammonterà a circa euro 8.800. In questo caso se non ci fossero ulteriori detrazioni il contribuente non dovrebbe neppure presentare la dichiarazione in quanto ha già pagato tutte le imposte dovute per il 2020 durante l’anno. Tuttavia avendo una detrazione da ristrutturazione edilizia la dichiarazione chiuderà con un credito di 5.000 euro, in quanto l’imposta lorda già versata è superiore alla detrazione di imposta. Nel caso in cui l’imposta lorda sia pari ad euro 4.000 e non ci siano ulteriori detrazioni, il contribuente potrà detrarre fino alla “capienza” di euro 4.000. Stessa identica cosa capiterà al lavoratore con partita iva, con la differenza che sarà obbligato a versare una imposta pari ad euro 3.800 data dalla differenza tra l’imposta lorda di 8.800 e la detrazione pari ad euro 5.000.
Daniele Rubini
Francesca Brizzolara
(Commercialisti)

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