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Il «secondo pilastro» nella previdenza complementare

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24 maggio 2021, 09:22

Il «secondo pilastro»  nella previdenza complementare

IL QUESITO
Vorrei sapere se oltre alla pensione di reversibilità è possibile percepire un'altra pensione di reversibilità derivante da previdenza complementare integrativa del defunto.
Lettera firmata

La domanda è troppo generica per poter dare una risposta precisa: si o no! Diciamo subito che anche la previdenza complementare, per intenderci quella forma volontaria di previdenza che permette di costituire il cosiddetto “secondo pilastro”  (una seconda pensione) in aggiunta a quella determinata dalla previdenza obbligatoria, prevede in alcuni casi una  sorta di pensione di reversibilità o di rendita ai superstiti. A differenza però del regime di previdenza obbligatoria dove le regole per la pensione ai superstiti sono rigide e fissate dalla legge, nella previdenza complementare è indispensabile che il sottoscrittore del fondo pensione indichi, da subito, se intende lasciare, alla vedova o agli eredi o ad altro soggetto indicato, la quota residua della sua pensione complementare.E già qui la differenza è enorme: nella previdenza obbligatoria i soggetti beneficiari sono ben identificati e il lavoratore/pensionato non può stabilire e identificare eventuali altri beneficiari, nella previdenza complementare sì, al limite si potrebbe indicare anche un soggetto non legato da vincoli di parentela. Un’altra cosa: per  poter dare origine ad un trattamento ai superstiti è necessario che il titolare del rapporto con il fondo complementare sia già in pensione con il fondo stesso.La legge n° 252 del 2005 stabilisce che …”In caso  di  morte  dell'aderente  ad  una  forma  pensionistica complementare prima della maturazione del  diritto  alla  prestazione pensionistica l'intera posizione individuale maturata (capitale)   è  riscattata dagli eredi ovvero dai diversi soggetti dallo  stesso  designati, siano  essi  persone  fisiche  o  giuridiche.” Quindi in caso di decesso avvenuto prima della maturazione della pensione il montante contributivo maturato passa agli eredi legittimi o ai soggetti designati.I beneficiari, in questo caso specifico, possono essere indicati anche nel testamento. 
Per riassumere brevemente, al  momento dell’adesione ad un fondo di previdenza complementare il sottoscrittore può chiedere:
    • Rendita vitalizia che verrà erogata “vita natural durante “ e cesserà con il decesso;
    • Rendita certa e successivamente vitalizia  che verrà erogata fino al decesso. Nell'ipotesi che il decesso avvenga nel periodo preventivamente determinato, solitamente pari a cinque o dieci anni, la rendita viene erogata alla persona designata fino a conclusione di tale periodo. 
    • Rendita vitalizia reversibile. Al momento del decesso l'intera pensione, o una quota pre- determinata, viene erogata per tutta la vita alla persona designata. 
    • Controassicurata che verrà erogata fino al decesso e da qui in poi verrà  versato ai beneficiari indicati  l'eventuale capitale residuo, anche sotto forma di pagamento periodico.
Questo a carattere generale: bisogna poi verificare cosa preveda ogni singolo Fondo; per i dipendenti pubblici le cose sono leggermente diverse. Trattandosi  di previdenza complementare dove le prestazioni sono direttamente commisurate  al “capitale” accumulato è evidente che la scelta di una tipologia di pensione o un’altra fa cambiare l’importo. Nella  previdenza complementare, la reversibilità del trattamento risulta essere al 100% anziché al 60% come per l'Inps. Non è un diritto dei sottoscrittori, ma un'opzione che si paga in termini di una rendita minore al momento della pensione e/o maggiori contributi previdenziali. In questo caso la rendita vitalizia è calcolata sia sull'aderente che sulla persona da lui designata e continua ad essere pagata finché uno dei due è in vita. Ad esempio, se scegliessi di lasciare la rendita reversibile a una persona di 30 anni con aspettativa di vita, oggi,  oltre gli 83, l’importo della pensione non sarà altissimo in quanto si deve prevedere la corresponsione per un lungo periodo. In conclusione per rispondere alla nostra lettrice bisogna verificare se il pensionato deceduto aveva optato per una rendita reversibile indicando anche il beneficiario.

Risponde l'esperto Paolo Zani www.tuttoprevidenza.it

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