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L'assegno sociale e i requisiti per ottenerlo

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di Paolo Zani -

04 ottobre 2021, 11:11

L'assegno sociale  e i requisiti per ottenerlo

Mio padre ha quasi 80 anni. Ha avuto la 104 quando era malato di cancro. Ancora fa terapia per sopravvivere. Ha fatto la domanda di assegno sociale perché ha più di 10 anni residenza ma gli era stata negata perché era assente nel suo paese per più di 6 mesi nel 2015 dal passaporto si può fare ricorso? 
Lettera firmata

Il decreto legge che ha introdotto tra i requisiti richiesti per la concessione dell’assegno sociale quello della residenza stabile e continuativa in Italia per almeno 10 anni è il n° 112 del 25 giugno 2008 convertito con la legge 6 agosto 2008 n° 133 che all’art. 20 comma 10 stabilisce che:

“A decorrere dal 1° gennaio 2009, l'assegno sociale di cui all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, è corrisposto agli aventi diritto a condizione che abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale.”

La norma ha inteso, in questo modo, porre un argine al fenomeno - sentito dal legislatore di allora - di quei cittadini stranieri, soprattutto extracomunitari, ultra 65enni che si trasferivano (legalmente) in Italia per ricongiungersi alla famiglia riuscendo così ad avere il requisito, allora richiesto, per il sostegno economico. L'assegno sociale spetta, infatti, non solo ai cittadini italiani ma anche agli stranieri, comunitari o extracomunitari, con la sola precisazione che per quest'ultimi occorre il possesso della carta di soggiorno o lo status di rifugiato politico. Per prevenire queste situazioni, il legislatore ha posto la necessità di accertare un pregresso periodo di soggiorno legale in Italia, per comprovare un legame tra lo straniero ed il nostro paese. Il periodo è stato fissato in 10 anni continuativi; oltre a questo e al requisito economico (non superare il limite reddituale fissato, per il 2021, a 5.983,64€ per i ”single” e a 11.967,28 € per i soggetti coniugati) è richiesta anche la residenza stabile in Italia. A differenza della residenza, l'ulteriore requisito dei 10 anni continuativi di soggiorno decennale continuativo in Italia, una volta conseguito, è definitivo. Ergo, la sua sussistenza va rilevata solo in sede di domanda di riconoscimento dell'assegno e, come chiarito nella circolare INPS 105/2008, il possesso del requisito dei 10 anni continuativi di soggiorno in Italia va accertato indipendentemente dall'arco temporale in cui s’è verificato. Pur dovendo essere concentrato in un segmento temporale della vita del richiedente (di almeno 10 anni continuativi), il soggiorno può essere collocato anche in un periodo temporale distante dal momento di presentazione della domanda di assegno sociale. Ad esempio l'Inps considera soddisfatto il requisito nei confronti di un richiedente che presenta la domanda nel 2021 in presenza di un soggiorno legale e continuativo in Italia tra il 2005 ed il 2015. E ciò anche se nell'ultimo quinquennio 2016-2021 il richiedente abbia trascorso alcuni anni all'estero.

Per cui, nel caso specifico del nostro lettore, bisogna verificare se suo padre abbia un periodo consecutivo di almeno 10 anni di residenza stabile in Italia, questo a prescindere, come già detto, dalla data di domanda di assegno sociale. Se, invece, il decennio è stato interrotto da un soggiorno anche di solo sei mesi all’estero viene a mancare la “via continuativa” prevista dalla legge e , a mio avviso, non ci sono possibilità di ricorso. Se vuole potrà rivolgersi ad un Patronato di sua fiducia per tentare una causa di principio anche se la legge affermando e sottolineando “in via continuativa per almeno dieci anni” non lascia grandi spazi di dubbio.
Risponde l'esperto Paolo Zani www.tuttoprevidenza.it
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