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Sei sfumature di fantascienza. Come si apre l'anno in attesa di Cyberpunk 2077

04 febbraio 2019, 13:45

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A volte basta un titolo perché vi si sviluppi attorno un’intera corrente. È capitato con i Medal of Honor e il filone degli sparatutto ambientati durante la Seconda guerra mondiale o ancora all’epoca del boom dei giochi di ruolo fantasy della vecchia Bioware. Potrebbe riaccadere presto con la fantascienza, se si pensa a quanto i fan dei videogame siano andati in visibilio davanti alla presentazione di Cyberpunk 2077, la nuova opera di Cd projekt, l’acclamato studio polacco della fenomenale saga di The witcher che sembrerebbe intenzionato a superarsi col suo prossimo kolossal digitale, secondo alcuni forse in uscita proprio nel 2019, anche se manca una data ufficiale.
D’altronde i videogame hanno sempre goduto di un rapporto molto stretto con la science fiction, fin dai tempi di Spacewar: era il 1962 e nei laboratori del Mit stava nascendo, in effetti quasi per gioco, quell’idea di divertimento elettronico che le major del settore avrebbero trasformato in un’industria del digital entertainment.

Ecco sei delle ultime uscite videoludiche legate alla fantascienza:


Pikuniku (Devolver digital)
Benvenuti nel colorato, tenero mondo di Pikuniku, così grazioso, amabile, popolato di creature buffe e divertenti... O forse no? Dietro l’avventura platform 2D, sviluppata dal collettivo Sectordub e pubblicata per computer e Nintendo switch da Devolver digital, c’è più di quanto sembri a prima vista, perché nelle pieghe di una realtà in apparenza tanto armoniosa e felice possono nascondersi i subdoli tentacoli di una fantascientifica distopia tale da proiettare nella tela di una macchinosa cospirazione. Mentre si esplora il circondario, interagendo con gli strambi abitanti del paese, pronti a chiedere di soddisfare svariate richieste sotto forma di puzzle da risolvere, si vengono a comporre le tessere del mistero in cui si è inconsapevolmente avvolti. Pur essendo frutto della collaborazione di programmatori e artisti con base a Londra e a Parigi, il videogame ha un titolo che richiama la traduzione giapponese della parola picnic, con l’idea di allestire un momento di svago da trascorrere con la famiglia e gli amici, adatto un po’ a tutte le età. Del resto lo stile minimalista richiama iconici giochi del Sol levante, da Noby noby boy a Locoroco.

Endless space 2 (Sega)
La fantascienza dei viaggi interstellari e delle conquiste spaziali ha trovato terreno fertile nel genere 4X, titoli di strategia dove il campo d’azione assume così davvero proporzioni galattiche. È il caso anche di Endless space, una saga creata dai francesi Amplitude studios la cui particolarità sta nella ricchezza dell’universo nel quale si svolgono le dinamiche di gioco, al punto da portare gli autori a definirla una strategic space opera per Pc e Mac. Le partite non risultano semplicemente un’ingegnosa sfida per il predominio sulla scacchiera virtuale, sfruttando ogni mezzo, dalle armi al commercio, alla diplomazia, ma si trasformano in appassionanti racconti interattivi animati da affascinanti civiltà aliene, all’ombra dell’eterno e misterioso mito dei precursori. Una forma di narrazione multimediale che in Endless space 2 continua attraverso il rilascio di contenuti scaricabili, come la recente espansione Penumbra, dove viene introdotta la fazione degli Umbral choir, una specie mistica che presenta uno stile di gioco furtivo estremamente peculiare.


Endless legend (Sega)
Quello degli Endless è un universo che non si ferma alla saga di Endless space, offrendo il contesto agli altri titoli di Amplitude studios, che vi ha ambientato anche Dungeon of the Endless e Endless legend, seppure immaginando lo svolgimento dell’azione di ciascun videogame in epoche molto differenti, in modo che ogni serie rappresenti una tappa in un’ipotetica linea temporale lunga migliaia di anni. Endless legend costituisce così una sorta di prequel di Endless space, di cui ricalca su scala planetaria le dinamiche 4X, ma alla fantascienza pura preferisce le atmosfere science fantasy, con un netto predominio delle seconde sulle prime, richiamando un po’ quei mondi alieni sospesi tra tecnologia e magia raccontati da scrittori come Gene Wolfe, Michael Moorcock, Jack Vance. Uscito nel 2014 per Pc e Mac, anche Endless legend gode ancora di un forte supporto degli sviluppatori, che hanno appena rilasciato l’espansione Symbiosis, tramite la quale vengono aggiunti al gioco una nuova fazione basata sul concetto di simbiosi, i Mykara, e l’elemento casuale degli Urkan, bestie enormi la cui comparsa può influenzare le partite.


Phantasy star (Sega)
Nella seconda metà degli anni ’80, su console, si assistette alla nascita dei cosiddetti jrpg, i giochi di ruolo di stampo nipponico che avrebbero conosciuto un enorme successo in occidente nel decennio successivo e ancora molto popolari oggi, dove resistono serie storiche come Dragon quest e Final fantasy, in origine di due diverse compagnie, Enix e Square, poi unitesi nell’odierna Square Enix. All’epoca un contributo decisivo arrivò anche da Sega, con Phantasy star, un’altra delle grandi saghe del periodo - ispirata più alle atmosfere da space opera di Star Wars che non alla tipica iconografia fantasy - vero e proprio punto di riferimento dell’intero genere, grazie all’impegno di figure chiave quali il geniale programmatore Yuji Naka e l’influente artista Rieko Kodama, sostenuti nell’impresa di realizzare un piccolo kolossal a 8-bit direttamente da uno dei maggiori produttori del settore, che ne voleva fare il vanto della sua console, il mitico Master system. Sega ha ripubblicato adesso su Nintendo switch il classico Phantasy star del 1988 nella linea Sega ages, che si caratterizza per la cura e la fedeltà della riedizione.


Futuregrind (Milkbag)
Se il fenomeno in ascesa degli esports offre già spunti di riflessione piuttosto concreti su come potrebbero svilupparsi le competizioni di domani, i videogame non hanno comunque mai smesso di immaginare gare futuristiche, reinventando tipologie di sfide e discipline secondo i canoni della fantascienza. In questo filone si inserisce Futuregrind, che pone al centro dello spettacolo una specie di motocicletta high-tech in grado di scivolare su una sorta di binari da cui spiccare il volo per esibirsi in ardite evoluzioni, cercando di tagliare il traguardo il più velocemente possibile col punteggio più alto. Il titolo fa riferimento al grind, un celebre trick con lo skateboard, e in effetti il gioco - disponibile per Pc, Ps4 e Switch - raccoglie per alcuni versi l’eredità di serie del genere Tony Hawk, anche se i richiami maggiori vanno allo stile Trials, non senza però una propria personalità, che in Futuregrind si realizza a metà tra shoot ‘em up (certe dinamiche riportano alla mente Ikaruga) e rhythm game, sostenuto dalla colonna sonora elettronica di bignic.


2084 (Feardemic)
Prepariamoci a un’invasione di videogame cyberpunk nei prossimi mesi, in vista dell’uscita della nuova, attesissima fatica di Cd projekt. I ragazzi di Feardemic, anch’essi con base in Polonia, hanno giocato d’anticipo: 2084 è un first-person shooter già disponibile per Pc in early access su Steam che i suoi autori ipotizzano possa raggiungere la forma definitiva nel 2020. Al momento si tratta di un prototipo avanzato, risultato abbastanza sorprendente se si pensa sia nato da una game jam di 72 ore - sorta di maratona tra programmatori - alla quale hanno preso parte sviluppatori delle avventure Layers of fear e sopratutto Observer, thriller cyberpunk dalle accese venature horror le cui atmosfere riverberano anche in 2084, dove le dinamiche sparatutto vengono affiancate da elementi di hacking, che permettono di sfruttare l’ambiente a proprio vantaggio, aggiungendo sfumature strategiche al gameplay, con la possibilità per esempio di far rivoltare i nemici contro se stessi. Il rovescio della medaglia, d’altronde, di essersi installati un impianto neurale.

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