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Nel futuro degli esports anche la realtà virtuale? Sony continua a credere nel visore Psvr

19 aprile 2019, 17:38

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Seguire una gara di esports presto potrebbe diventare una delle esperienze più spettacolari mai viste. Almeno stando a un brevetto depositato da Sony, che con Psvr (o Playstation vr), il visore della console Ps4 che a quanto sembra dovrebbe tornare anche sulla prossima Ps5, si dimostra la forza trainante del giovane settore della realtà virtuale. Proprio la realtà virtuale del visore potrebbe un domani essere sfruttata per coinvolgere maggiormente i fan delle competizioni ai videogame oggi trasmesse in streaming. L’idea del brevetto sarebbe, una volta indossato il caschetto, non solo catapultare il pubblico da casa direttamente sugli spalti delle arene, ma da lì permettere di entrare addirittura dentro le partite, che si svolgono tra gli scenari 3D del mondo digitale.
D’altronde, nonostante la concorrenza della cosiddetta realtà aumentata per esempio dei telefonini, molti analisti danno la virtual reality ancora in crescita nei prossimi anni, indicando i numeri da capogiro di un mercato miliardario, come fa Greenlight insight, per la quale nel 2021 il business della vr sfonderà il muro dei 74 miliardi di dollari. Finora Sony, a fronte di quasi cento milioni di console Ps4, ha venduto oltre quattro milioni e duecentomila unità di Psvr, che si è affermato come il dispositivo di riferimento per la realtà virtuale nel campo dell’entertainment, dove esistono anche i prodotti per computer di Oculus. Nelle ultime settimane è arrivata la risposta di Nintendo, con un kit ad hoc per Switch. Il catalogo Sony, grazie ai continui investimenti della major, rimane comunque inavvicinabile.
Ecco quattro delle uscite recenti per Psvr più interessanti.

Ghost giant (Zoink!)
Vi ricordate Elliott, il drago invisibile capace di rivelarsi soltanto al piccolo Pete per salvarlo da un’infanzia solitaria e disperata nelle grinfie di una famiglia adottiva senza scrupoli? Qualcosa del genere accade anche a voi, nel nuovo capolavoro degli svedesi Zoink!, già autori di Fe e Flipping Death. Nella sceneggiatura di Ghost Giant hanno coinvolto la scrittrice per ragazzi Sara B. Elfgren, conosciuta anche in Italia per la saga di Engelsfors (Salani), in una storia sulla forza e il potere dell’amicizia per superare insieme le difficoltà. La realtà virtuale diventa lo strumento prodigioso che consente al giocatore di rompere la quarta parete e saltare direttamente sul palcoscenico per impersonare quel gigante che nessuno vede, ma in grado di dare una mano al simpatico protagonista, Louis, chiamato a fronteggiare in solitudine mille ostacoli. Introverso e sognatore, costretto ad assumersi più responsabilità di quanto un undicenne dovrebbe fare, Louis vive in uno strano villaggio, ricostruito nello stile coloratissimo di un cartoon, che si presenta agli occhi del colossale fantasma, sorta di Gulliver a Lilliput, come una realtà in miniatura, per cui all’occorrenza si sollevano comodamente i tetti delle case o una gru può servire da canna da pesca.

Immortal legacy: The jade cipher (Vivagames)
Perché nei festeggiamenti del Capodanno cinese a predominare è il colore rosso e le città fanno a gara per organizzare spettacolari fuochi d’artificio? Ce lo racconta il secondo titolo di una software house di Pechino decisa, con Immortal legacy: The jade cypher, a dar inizio a una serie dedicata ai miti e alle leggende alla base del folclore del grande Paese asiatico, cominciando appunto da quella che probabilmente è la ricorrenza più importante. Il risultato è la versione interattiva di un blockbuster di azione, venato di tinte horror, fondendo l’incedere di un first person shooter vecchio stampo con le possibilità offerte dall’immersività della realtà virtuale. L’antico racconto della mostruosa creatura che terrorizzava i villaggi, imponendo un tributo di sangue, ma a sua volta spaventata a morte dal rosso, dai forti rumori e dalla luce, viene trasferito ai tempi odierni, quando il protagonista, un ex agente delle forze speciali, è attirato su un’isola, dove potrebbe finalmente capire cosa si cela dietro la morte misteriosa della madre. La caccia all’indizio si rivelerà estremamente pericolosa, in un territorio sconosciuto da esplorare palmo a palmo, affrontando i nemici e risolvendo gli enigmi, che rimandano a riti e usanze di un remoto passato.

Falcon age (Outerloop)
Provare a crescere il pulcino di un rapace per avere poi a disposizione, una volta diventato grande, un’arma straordinaria contro gli oppressori robot che hanno ridotto in schiavitù la popolazione indigena del Paese, depredandone le risorse naturali. È l’idea sviluppata in quest’avventura piena di azione per Ps4, che però porta avanti appieno le proprie possibilità nella versione per Psvr, mettendo nelle mani del giocatore un formidabile falco, pronto ad arrivare a comando, ma che deve essere anche accudito ed eventualmente curato dalle ferite provocategli nei combattimenti con le temibili creature meccaniche, impegnate a soffocare ogni anelito di libertà. Chandana Ekanayake, cofondatore dello studio indipendente con base a Seattle, è originario dello Sri Lanka, ex colonia britannica, e ha voluto adottare il punto di vista di chi si è trovato, per le circostanze della storia, a sentirsi non più padrone a casa sua. Alla sceneggiatura, non priva di humour, hanno lavorato anche Meg Jayanth (già collaboratrice di Inkle in 80 days, reinterpretazione del Giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne ) e Cassandra Khaw (Where the water tastes like wine; Sunless Skies), ma al di là della storia è il rapporto virtuale che si instaura con il falcone il cuore dell’esperienza.

Bow to blood: Last captain standing (Tribetoy)
Alla fine, sul gradino più alto del podio, ne resterà soltanto uno, incoronato il campione dell’Arena. Per giungere lì però il giocatore, ai comandi di una astronave, dovrà strategicamente tener conto anche delle mosse degli avversari, alleandosi con gli uni o con gli altri, ordendo tradimenti con questo o quello, al fine di superare le successive fasi eliminatorie, in un reality che vede le azioni giudicate da una giuria misteriosa. Si può anche non indossare il visore Sony per la realtà virtuale, ma si non ha così la sensazione di trovarsi laddove infuria la battaglia, perché in questo show, dove a ogni stagione gli incontri e le sfide diventano sempre nuovi, grazie alle combinazioni frutto della modalità procedurale, si combatte anche a colpi di cannonate, in adrenalinici duelli volanti. Non si tratta però unicamente di evitare i nemici e di assestare tiri capaci di imprimere forti danni, dimostrando doti da pilota acrobatico. Si è sotto gli occhi di tanti interessati al verdetto conclusivo e accattivarsi i favori dei fan può fare la differenza, soprattutto per riuscire a ottenere i lauti premi degli sponsor ed equipaggiare sempre al meglio il proprio ipertecnologico vascello. Soprattutto c’è il personale da ingaggiare e coordinare, ciascuno con le proprie abilità, imparando a gestire le risorse.