Sei in Hi tech

Online l'anonimato non esiste

Secondo una ricerca, bastano pochi dati apparentemente generici per identificare chiunque sul web
 

di Riccardo Anselmi -

26 luglio 2019, 18:54

Online l'anonimato non esiste

Internet ha sicuramente reso più facile la vita in molti ambiti e, con l’ulteriore sviluppo dell’intelligenza artificiale, promette di farlo ancora di più. A patto di riuscire ad attuare in modo efficace quella tutela della privacy che rimane un insidioso tallone d’Achille, perché più la Rete lavora per noi, più dati sensibili e personali incamera, con il rischio che finiscano nelle mani di malintenzionati, pronti a utilizzarli per ricatti, sorveglianza di massa, ingegneria sociale e furti di identità. Fin qui, a livello mondiale, per le leggi in vigore nei diversi Paesi bastava che i dati venissero anonimizzati per renderne possibile l’uso, lo scambio e la vendita. Lo stesso Gdpr, il regolamento generale adottato dall’Unione europea, non li considera più alla stregua di dati personali, ritenendo l’individuo cui si riferiscono non identificabile. Adesso però uno studio pubblicato dalla rivista Nature communications (https://www.nature.com/articles/s41467-019-10933-3), firmato da Luc Rocher (università cattolica di Lovanio), Julien M. Hendrickx (università cattolica di Lovanio) e Yves-Alexandre de Montjoye (Imperial college di Londra), mette in discussione quell’assunto.

Secondo i ricercatori, sarebbe possibile risalire all’identità precisa del 99,8% degli americani, incrociando appena quindici informazioni di carattere demografico pescate nei database, compiendo in pratica il processo inverso all’anonimizzazione. Per rendere meglio l’idea suggeriscono anche un test online, per provare a verificare come l’anonimato in Internet sia un concetto piuttosto labile, nonostante le policy sottoscritte per aderire a servizi e scaricare app richiedano spesso la cessione dei nostri dati a terze parti, precisando che avverrà in forma anonima. Sembrerebbe che in realtà sia attualmente facile arrivare alle effettive generalità, venendo a conoscere storia sanitaria, consumi, stili di vita, con un crescendo esponenziale di informazioni che l’intelligenza artificiale è capace di rastrellare nel mare magnum del web e connettere come mai prima d’ora.

Solo con tre informazioni - il sesso, la data di nascita e il codice postale - si avrebbe una possibilità del 75% di venire identificati in qualsiasi database anonimizzato. Per i ricercatori è dunque urgente che le istituzioni trovino strumenti appropriati per arginare una situazione che già oggi non può essere sottovalutata, ma domani, con l’ampliarsi delle esistenze digitali di ciascuno, lo sarà senz’altro di più.