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X019: Flight simulator, Age of empires e il primo eroe transgender dei videogiochi

17 novembre 2019, 19:02

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di Riccardo Anselmi

Nei prossimi mesi sarà davvero uno scontro tra titani nel digital entertainment. Ormai sono della partita tanti di quei big che diventa sempre più difficile inquadrare un settore giunto, negli anni, a pesare più di Hollywood. Gli ultimi ad abbracciare l’universo in continua espansione dei videogame sono stati Apple, che ha recentemente lanciato il servizio in abbonamento Apple arcade, e Google, che nel giro di poche ore accenderà per la fetta di utenza dei cosiddetti early adopter la sua piattaforma di cloud gaming: Stadia. In tutto questo, Microsoft ha giocato d’anticipo, inaugurando già nel 2001 la divisione Xbox, ancora oggi tra i fiori all’occhiello della compagnia, in uno scenario delle console che mantiene le altre stelle polari in Sony e Nintendo. Nel 2020 si alzerà ulteriormente la posta, perché intorno alla fine dell’anno sia Microsoft che Sony dovrebbero portare sul mercato la nuova generazione di hardware, in una sfida che verterà non solo sulla tecnologia, ma sui servizi. 

O almeno è ciò che prefigura Microsoft, che in questi giorni, durante l’evento X019 trasmesso online da Londra, si è soffermata sul valore aggiunto di Xbox game pass, la formula a noleggio che permette di scaricare un’ampia selezione di titoli per Pc e Xbox senza acquistarli, pagando un abbonamento mensile, e della sua evoluzione Project xcloud, che al posto dei download consente l’accesso immediato ai videogame su vari dispositivi grazie allo streaming. Anche per sostenerne il catalogo, negli scorsi mesi il colosso americano ha preceduto a una sfilza di acquisizioni importanti, tra cui quella di Obsidian, studio specializzato in giochi di ruolo il cui primo progetto in sviluppo, il multiplayer Gounded, appare però come una sorta di anti Fortnite in stile lillipuziano. 
Annunciata per l’estate anche un’avventura a episodi di Dontnod (il team di Life is strange): intitolata Tell me why, avrà per protagonista “il primo eroe transgender dei videogiochi”, sul quale gli autori stanno lavorando con la consulenza dell’organizzazione no-profit Glaad. 
Quella di Microsoft si presenta comunque come una vera e propria operazione a 360 gradi, in cui si segnala il ritorno di serie che mancavano dagli schermi da parecchio. Un nome su tutti: Microsoft flight simulator. La nuova versione del celebre simulatore di volo funzionerà sia su Windows 10 che su console Xbox e offrirà nientepopodimeno che una riproduzione dettagliata dell’intero globo terracqueo, con aggiornamento delle condizioni meteo in tempo reale, soluzioni rese possibili dall’implementazione dei dati satellitari di Bing maps e dalla potenza di calcolo dalla rete cloud Azure. 

L’altra vecchia gloria che si rifa viva è Age of empires, pietra miliare del genere tra tattica e strategia degli rts. Dopo quindici anni arriverà nel 2021 un nuovo capitolo: Age of empires IV. Nell’attesa questo weekend Microsoft ha ripubblicato per Pc, anche su Steam, il classico Age of empires II (1999), probabilmente l’episodio più amato. Si tratta della Age of empires II: Definitive edition, una nuova versione rimasterizzata con tutti i crismi. Tanto la grafica, quanto le dinamiche di gioco sono state restaurate lavorando di fino, per non tradire l’originale, ma limando alcuni difetti. Siamo quindi di fronte a un complesso progetto di recupero più che a un semplice salto nel passato. D’altronde Age of empires II è un titolo che, oggi come allora, non si esaurisce velocemente, ma dà il meglio sul lungo periodo, quando lo si approccia con lo studio approfondito che richiede. Solo l’impegno nelle campagne, che coprono l’ascesa millenaria di qualcosa come trentacinque civiltà, gestendone l’espansione economica oltreché militare, viene valutato dell’ordine delle centinaia di ore. Attività (c’è anche un ricco tutorial) che lo zoccolo duro della comunity, che in questi anni non ha mai abbandonato il titolo, intende comunque propedeutiche al piatto forte, cioé il lato competitivo, nella fattispecie i match online dove le conquiste virtuali di Age of empires II richiamano, con altre regole, le partite a scacchi.