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Nell'antica Cina dei tre regni

03 febbraio 2020, 14:50

Nell'antica Cina dei tre regni

Riccardo Anselmi

L’emergenza sanitaria provocata dal nuovo Coronavirus ha offuscato i festeggiamenti del Capodanno cinese. In ogni caso, siamo ormai entrati nell’anno del topo secondo lo zodiaco del Paese asiatico, la cui astrologia, profondamente intrisa dei principi del taoismo, venne elaborata in gran parte durante la dinastia Han, considerata l’età dell’oro del celeste impero. Il suo tramonto è stato raccontato in uno dei quattro grandi classici del canone letterario cinese, il Romanzo dei tre regni, che si apre con la rivolta dei turbanti gialli, capeggiata da tre fratelli seguaci di una setta taoista. Il libro si snoda poi nelle complesse trame del periodo detto appunto dei tre regni: Wei, Shu e Wu, che si chiuderà con l’emergere della dinastia Jin. 

 

Proprio questi anni bellicosi, dominati da potenti signori della guerra, fanno da sfondo all’ultimo capitolo di Total war, la celebre serie di videogame strategici di Creative assembly. In Total war: three kingdoms, pubblicato per Pc, Mac e Linux da Sega, il dodicesimo titolo della serie principale e il primo incentrato sull’antica Cina, ci si cimenta con le gesta di guerrieri leggendari, avvolti nell’alone del mito, come l’ambizioso Cao Cao, il saggio Liu Bei e il coraggioso Sun Jian, alla guida di fazioni che si combattono non solo in campo aperto, ma stringendo alleanze le une contro le altre, promuovendo tradimenti, instillando un clima di sospetto. Nel delicato gioco di equilibri, a fare la differenza sono anche le capacità tecnologiche e le risorse economiche, necessarie per garantire il benessere e l’appoggio della popolazione. Tra i tanti scontri che si possono ripercorrere, muovendo in tempo reale le nostre formazioni, c’è anche l’epico e decisivo episodio di Chibi, lo stesso spettacolarmente ricostruito al cinema nel kolossal La battaglia dei tre regni di John Woo. Se il luogo preciso dello scontro è oggetto di disputa, comunque il teatro della disfatta di Cao Cao, sulla cui enorme prevalenza numerica ebbero la meglio l’ingegnosità di Zhuge Liang, consigliere militare di Liu Bei, e il valore militare di Zhou Yu, generale dell’esercito di Sun Jian, si trovava nei pressi dell’attuale Wuhan, la capitale della provincia di Hubei diventata oggi tristemente nota quale epicentro dell’epidemia. Una città più volte al bivio di eventi destinati a cambiare il corso della Cina. Fu infatti da qui che nel 1911 partì la sollevazione armata che portò alla caduta dell’impero. 

 

 

Gli avvenimenti di Total war: Three kingdoms sono molto più lontani: prendono avvio nel 190 dopo Cristo. Mentre a Roma era insediato il controverso Commodo, successore di Marco Aurelio, in Estremo oriente sedeva sul trono il debole imperatore Xian, ostaggio di intricate trame di potere e dal 195 in balia dei disegni egemoni di Cao Cao. Per conoscere gli antefatti, l’espansione Total war: Three kingdoms - Mandate of heaven compie ora un ulteriore viaggio a ritroso, fino al 182, alla vigilia della rivolta dei turbanti gialli, in un Paese in tumulto, piagato da una grave carestia. Si può decidere di partecipare al conflitto abbracciando la causa degli insorti o dei lealisti, fedeli all’imperatore, arrivando a inoltrarsi nel periodo dei tre regni, dopo aver incontrato Cao Cao e Liu Bei all’esordio delle rispettive carriere, entrambi in prima linea nella repressione dei turbanti gialli. Al fianco dell’imperatore ci si addentra tra gli intrighi delle tre fazioni che aspirano alla superiorità sulle altre: gli eunuchi, influenti sulla macchina della burocrazia posta al servizio della classe politica; i signori della guerra, favorevoli a un decentramento del potere attraverso una maggiore autonomia dei loro feudi, alle dipendenze dirette dell’imperatore; la dinastia, volta ad aumentare il ruolo dell’imperatore, accentrando il potere nelle sue mani. 

 

 

Vuoi per la statura dei personaggi coinvolti, vuoi per le loro imprese memorabili che hanno dato origine a racconti, espressioni proverbiali, templi e monumenti, il Romanzo dei tre regni è popolarissimo non solo in Cina, ma in tutto l’estremo oriente, come testimonia il successo in Giappone della serie di giochi strategici Romance of the three kingdoms, prodotta ininterrottamente dal 1985. Il 28 febbraio uscirà pure da noi per Ps4 e Pc l’ultima rivisitazione del filone, Romance of the three kingdoms XIV (Rtk14), pubblicato da Koei Tecmo, cui si deve un’altra popolarissima saga videoludica made in Japan basata sul medesimo immaginario, Dynasty warriors, emblema di un intero genere, quello dei musou, sorta di traduzione nel digital entertainment del cinema e della letteratura wuxia, tra gesta eroiche e arti marziali.