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#iorestoacasa. Dieci videogame spettacolosi

di Riccardo Anselmi -

30 marzo 2020, 15:04

#iorestoacasa. Dieci videogame spettacolosi

KUNAI (The arcade crew, per Pc e Switch)

Omaggio alla mitica stagione del Game boy, catapultata nel ritmo frenetico di un adrenalinico metroidvania, dalla grafica pop-art ma con una tavolozza dalle tinte pastello. Non solo nel titolo, che è quello di una tipica arma utilizzata dai ninja, Kunai è anche un tributo ai videogiochi giapponesi dell’infanzia degli autori. Riferimenti ai quali il piccolo studio indipendente olandese Turtleblaze ha guardato per la sua avventura d’azione, ambientata in un futuro distopico, dominato da una folle e spietata intelligenza artificiale, riuscita a spazzare via quasi del tutto gli uomini, grazie all’operato di eserciti di robot. Sono questi i nemici contro i quali combatte il protagonista, la personificazione di un tablet, abbigliato con un mantello da supereroe e dotato dell’agilità di un ninja. Oltre al kunai, un’arma formidabile si rivela essere la katana, capace di restituire l’energia perduta nei duelli, che si succedono vorticosi, mentre si esplora questo mondo di un domani post-apocalittico, dal gusto rètro dei favolosi anni Novanta.

IRON DANGER (Daedalic, per Pc)

Non solo le scorribande dei vichinghi cantate nelle saghe norrene. Su al nord fiorisce anche il folclore finnico, che si ritrova adattato e trasfigurato, eppure riconoscibile da tanti indizi, nel gioco di combattimenti tattici sviluppato da Action squad. La peculiarità, dal punto di vista della modalità del videogame, sta nella capacità della protagonista Kipuna di manipolare il tempo, riuscendo a muovere le lancette all’indietro per correggere qualche azione appena compiuta. L’ambientazione è pienamente immersa in un fantasy che lo stesso fondatore della software house di Helsinki, Sami Timonen, ha sintetizzato nella frase: “È come se il Signore degli anelli incontrasse i Transformers”. C’è infatti pure tanta tecnologia nei giganteschi nemici che colpiscono e distruggono, mentre il richiamo alla trilogia di J. R. R. Tolkien ribadisce il legame tra l’opera dello scrittore britannico e le radici della cultura finlandese, espresse nel poema epico nazionale del Kalevala. Si chiama così pure il mondo di Iron danger, dove all’intrepida Kipuna è affidato il compito di salvare l’umanità in pericolo, minacciata dall’esercito del Nord, agli ordini di una perfida regina, che contrariamente alla civiltà di Kalevala ignora cosa sia il rispetto per la natura. Gli stessi scenari sono ispirati al Paese dei mille laghi e tante creature sono rielaborate da leggende che affondano nel remoto passato di quella terra.

CURIOUS EXPEDITION (Thunderful, per computer e console)

Cosa spinge a raggiungere terre completamente ignote? Desiderio del sapere, sete di denaro, ambizioni personali? Sono alcune delle motivazioni che si ritrovano negli avventurieri di Curious expedition, il simulatore di stampo roguelike dalla grafica a 8-bit dei tedeschi Maschinen-Mensch. Siamo nel XIX secolo, l’età delle grandi esplorazioni. Nella finzione, dove gli scenari si modificano di continuo, dischiudendo nuovi orizzonti, si vestono i panni di uomini e donne realmente esistiti, ma che troviamo qui trasformati in personaggi piuttosto buffi, pronti a sfidarsi in viaggi alla scoperta di terre misteriose. Per formare il drappello si può scegliere tra scienziate, come Marie Curie, attivisti, come Marcus Garvey, pionieri dell’aviazione, come Amelia Earhart, scrittori, come H. P. Lovecraft, e veri esploratori, come Roald Amundsen, Mary Kingsley, Richard Francis Burton, Isabella Bird, la prima donna ammessa alla Royal geographical society. Ogni alter ego digitale è dotato di un’originale personalità, ma sono soprattutto le reciproche interazioni che si creano nelle più svariate circostanze a determinare il corso della missione, con un’inesauribile sviluppo delle storie, specchio di uno sguardo curioso aperto a un ventaglio di infinite possibilità.

DEEP SKY DERELICTS: DEFINITIVE EDITION (1C, per computer e console)

Come se si venisse catapultati nelle tavole colorate di un fumetto d’autore, ma interattivo, dove si combatte utilizzando un sistema che combina le dinamiche degli scontri tattici a turni con il meccanismo delle carte dei giochi in scatola, in aggiunta a elementi tipici dei roguelike. Su queste basi lo studio finlandese Snowhound ha sviluppato la distopia fantascientifica dell’rpg roguelike Deep sky derelicts. L’umanità ormai vaga nella galassia e le divisioni sociali si sono fortemente accentuate, tanto da lasciare in vita appena due ceti: i ricchi, che abitano su pianeti accoglienti, e i poveri, costretti a barcamenarsi su relitti alla deriva, dove sono stati confinati, messi ai margini non solo metaforicamente. Proprio il miraggio di ottenere la cittadinanza e un biglietto verso un posto più ospitale spinge uno spazzino con la sua squadra a intraprendere la missione di scoprire cosa si celi in una serie di navicelle, stazioni e corpi celesti, sinistramente devastati. Di pericolo in pericolo, di nemico in nemico, di boss in boss, si esplora il mistero, in un continuo aggiungersi di contenuti generati in modo procedurale, avvolti in un senso angosciante di spettrale solitudine. 

EXIT THE GUNGEON (Devolver digital, per computer, Switch e Apple arcade)

Il dungeon è quel labirinto di segrete che offre lo scenario tipico a molti giochi di ruolo. Il gungeon è qualcosa di simile, ma tutto modellato sul formidabile arsenale che caratterizza l’universo coniato dalla software house Dodge roll, fondata da reduci dell’ormai scomparsa Mythic entertainment del fantasy mmorpg Dark age of Camelot. I nostri eroi disposti in Enter the gungeon a sfidare i pericoli del gungeon, che si estende su un remoto pianeta, sono in realtà persone che hanno più di una colpa da farsi perdonare, più di un rimorso da cancellare. A spingerli nell’impresa era stata proprio la possibilità di cambiare il passato, una volta raggiunta l’arma leggendaria dotata di questo straordinario potere. Adesso, nello spin-off in stile arcade Exit the gungeon, sviluppato in collaborazione con Singlecore, si prova invece quanto sia difficile pure il percorso inverso, la risalita. Se il personaggio fallisce, la sua vita è perduta, ma si può ricominciare, in una corsa che costringe sempre a ritmi velocissimi, in scenari che si modificano di continuo, rendendo potenzialmente infiniti i tentativi di guadagnare le corse in ascensore per raggiungere la salvezza. 

OPERENCIA: THE STOLEN SUN (Zen studios, per Pc e console)

Sono le leggende e il folclore ungheresi ad aver ispirato il dungeon crawler in prima persona sviluppato da Zen studios, software house con sede a Budapest, conosciuta per la serie di flipper Pinball, anche tematici. In Operencia non basta combattere valorosamente per ottenere i punti necessari all’evoluzione del personaggio. Ci sono anche rompicapo da risolvere, in questo viaggio appassionante nel mondo della mitologia magiara, dove si incontrano divinità, come Hadur, il dio della guerra, forgiatore della spada invincibile che sarebbe stata scoperta da Attila, il re degli unni, uno dei personaggi realmente esistiti ritrovati nel videogame avvolti però in un alone favoloso. Gli stessi scenari sono modellati su iconiche architetture medievali dell’Europa dell’est, tra cui la Fortezza di Deva, oggi in Romania. Gli scontri avvengono con il sistema a turni e la compagnia di eroi ha una missione indispensabile da compiere: far tornare il dio del Sole a splendere sul mondo di mezzo abitato dall’uomo e corrispondente al tronco dell’albero gigante attraverso il quale, nell’antica cosmologia, venivano mantenuti in contatto i tre diversi livelli della vita, con le radici affondate negli inferi e la chioma svettante nell’olimpo abitato dagli dei. I sette personaggi principali ricalcano le vicende narrate in storie senza tempo, quali il famoso racconto di Sebastian l’Ammazzadraghi.   

MOONS OF MADNESS (Funcom, per Pc, Ps4 e Xbox one)

Per quanto tempo si può rimanere lucidi completamente soli, su un pianeta distante decine di milioni di chilometri dalla Terra? Moons of madness della norvegese Rock pocket games mette il giocatore nella condizione di trovarsi laggiù, su Marte, in una condizione di totale isolamento, in attesa dell’arrivo dell’equipaggio che dovrebbe dare il cambio. Il tecnico non sa di essere stato mandato su quello sperduto avamposto per effettuare ricerche con l’obiettivo di chiarire la natura di un misterioso segnale, captato per caso e forse originato da una forma di vita intelligente. Razionalità scientifica e la sfera dell’inconscio si confrontano in modo sempre più serrato, fin quasi a sovrapporsi in questa narrazione in prima persona, pericolosamente affacciata sull’orrore cosmico e debitrice degli incubi raccontati da H. P. Lovecraft. Mentre l’ambiente attorno al protagonista sembra cadere nelle spire di una catena di incidenti che lo costringono a eseguire riparazioni e operazioni di monitoraggio, trovando qua e là il tempo di esplorare i paesaggi suggestivi del pianeta rosso, è il materializzarsi di strane, inquietanti creature a porre l’interrogativo su cosa effettivamente stia accadendo. È la mente dell’uomo diventata preda della follia? Sono i fantasmi del passato a chiedere di essere ascoltati? O è tutto terribilmente vero e la sua vita in grave pericolo?

WARTILE (Deck 13, per Pc, Ps4 e Xbox one)

L’epopea dei vichinghi rivive nei diorami dettagliatamente ricostruiti in 3D dalla danese Playwood project nel tattico Wartile, seguendo le gesta di un gruppo di guerrieri alla ricerca di nuovi territori da conquistare, in Scandinavia e in Inghilterra. Ma è tutto il mondo della mitologia nordica a offrire la cornice alle battaglie, disputate all’ombra dell’albero cosmico di Yggdrasill, il frassino sempreverde che sorregge l’intero mondo, o in una varietà di paesaggi che richiedono di volta in volta di adattare al terreno le strategie. Anche gli dei scendono in campo, a cominciare da Tyr, il dio della guerra. Le statuine digitali in miniatura si sfidano sulle mappe virtuali, muovendosi come su una scacchiera, in un ibrido a metà tra azione a turni e in tempo reale, con l’opportunità di affinare le capacità di ciascun combattente arricchendone l’arsenale e la dotazione di armature, oltre a radunare progressivamente un mazzo di carte da associare a determinate abilità, come in un tradizionale gioco da tavolo.  

COMANCHE (Thq nordic, per Pc)

Negli ultimi tempi, l’editore europeo Thq nordic, insieme all’ingresso in scuderia di vari studi della vecchia guardia, ha acquisito i diritti su numerose serie più o meno dimenticate dal digital entertainment dei grandi budget, riaccendendo la speranza dei fan di rivedere titoli rimasti a lungo assenti dagli schermi o saghe interrotte bruscamente. È il caso per esempio dell’action Darksiders, rilettura supereroica dell’apocalisse ripresa in mano con l’uscita di ben due nuovi capitoli, Darksiders III e Darksiders genesis, o degli indizi che danno in produzione il ritorno del cult Timesplitters. Un altro pacchetto riguarda il patrimonio di Novalogic, casa americana specializzata in simulazioni militari parecchio in voga negli anni ‘90, oggi a disposizione di Thq nordic, che ha iniziato col recuperare le battaglie aeree di Comanche, liberamente ispirato al classico del 1992. Il videogame odierno, pubblicato attraverso la formula dell’accesso anticipato su Steam, rimette ai comandi dell’avveniristico elicottero da guerra stealth Boeing–Sikorsky rah-66 comanche, in uno scenario dalla vocazione multiplayer che contempla anche l’utilizzo di droni.

MEMORIES OF MARS (505 games, per Pc, Ps4 e Xbox one)

Nel suo passato recente, lo studio tedesco Limbic Entertainment ha lavorato soprattutto su serie altrui, sviluppando l’ultimo capitolo del manageriale Tropico così come vari episodi del classico fantasy Might & magic. È però riuscito anche a portare avanti il progetto personale di Memories of Mars, un survival fantascientifico sui generis che fonde singleplayer e multiplayer pubblicato dall’etichetta 505 games dopo un pano d’anni di accesso anticipato, la formula work in progress di Steam. Il risultato offre un’esperienza di gioco particolare, in cui in una struttura online si mischiano elementi eterogenei che contribuiscono a creare la straniante atmosfera del titolo, dove si vestono i panni di uno dei tanti cloni di una spedizione su Marte, che ha rivelato quanto il pianeta rosso sia inospitale. Un po’ come nel film con Matt Damon, l’obiettivo è tornare sulla Terra, ma per riuscirci, di game over in game over, bisogna sopravvivere il più a lungo possibile, esplorando i pericolosi 16 km2 dell’ambientazione a caccia di risorse e di indizi, costruendo nel frattempo il proprio riparo, armati di ingegno e stampante 3D.